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12 Marzo 2010
La cavalleria dunque si proietta verso due principali obbiettivi; il primo ed immediato, ossia la battaglia contro gli infedeli ed uno a lungo termine, stabilire un potere teocratico sul mondo Cristiano. In breve, l’Ordine del Tempio, assunse il ruolo di forza militare permanente, gendarmeria, nei luoghi Santi della Cristianità d’Oriente. Ma da dove deriva dunque l’idea più o meno comune dei feroci Templari? Di certo dalla necessità, sempre più preponderante, della difesa del mondo Latino verso l’Islam.
Tali lotte indussero i Templari, a scontrarsi anche con diversi Ordini, specialmente gli Ospedalieri, sino a spingerli sui campi di battaglia. Ne fecero le spese sia la difesa della Terra Santa sia il prestigio stesso degli Ordini. Giunti poi al definitivo fallimento dell’impresa teocratica, dopo la venuta di un vero e proprio re a Gerusalemme. Il Gran Maestro dei Templari e tutto l’Ordine dell’Ospedale, si ritrovarono presto precari ed indeboliti dinnanzi al panorama politico rapidamente mutato dagli anni della loro venuta. Va precisato comunque che l’Ordine degli Ospedalieri, riuscì a distinguersi per opere caritatevoli a beneficio della popolazione, mentre i Templari, onorati eroi, distinti dagli altri Ordini per meriti in battaglie, coraggio e forza militare, vennero presto dimenticati, peggio la loro immagine venne soppiantata con quella di sanguinari combattenti; di conseguenza il loro ruolo venne giudicato inutile ed irrilevante. Da non trascurare, importante causa che portò alla soppressione dei Templari, il fatto che (com’anche gli Ospedalieri) avevano negli anni accumulato fortune, arricchendosi troppo e molto velocemente, inserendosi nel gruppo dei proprietari terrieri, dei beneficiari di rendite agrarie, dei possessori di denaro. Nel 1921, quando i Papi annunciavano a gran voce la necessità di una nuova crociata, si parlava e discuteva di riforma dei vari Ordini, specie nella figura dei Templari che desideravano, dal canto loro, potersi riscattare dalle situazioni passate, dimostrando ancora la loro forza e genio militare. Ne emerse una proposta, unificare i vari Ordini cavallereschi, divenuti ormai troppo disorganici ed articolati, a vantaggio di un Ordine nuovo, o a favore di uno solo di quelli antichi. La proposta non trovò entusiasmo nell’allora Gran Maestro dei Templari Jacques de Molay, che si oppose con tutte le sue forze. Scrisse al Papa Clemente V nel 1306, facendogli notare che un unico Ordine significava anche un solo Gran Maestro, una sola organizzazione, un solo potere, anche politico, che in breve sarebbe potuto divenire più forte della Chiesa, pure le elemosine avrebbero corso il rischio di essere divise tra la Santità ecclesiastica e l’Ordine nuovo! Non ultimo i problema dei monaci – cavalieri che avrebbero dovuto scegliere quale ruolo assumere, creando quindi una carenza di “personale” alla Chiesa o al campo di battaglia. Molay si occupò di sottolineare il problema della competizione tra le due figure e il calo di ideali che ne sarebbe scaturito. Clemente V, probabilmente debole e mal consigliato da Filippo IV Il Bello, decise, informalmente, di accogliere la richiesta di Molay ed evitare “problemi” lasciando in sospeso la questione, nel caso si verificasse realmente la necessità di una seconda crociata. Ma poi il tracollo, lo scandalo di un fuoriuscito che denunciò l’Ordine del Tempio, eresia, apostasia e sodomia. Il povero Clemente V a quel punto non potendo più temporeggiare e sottomesso all’insistenza di Filippo IV, dovette costituire il tribunale dei Cardinali e procedere con gli interrogatori, dove ovviamente i Templari ne uscirono sconfitti. Si sospettava in realtà che Filippo IV volesse mettere le mani sul loro tesoro, piuttosto che essere veramente certi dell’ereticità dell’Ordine che fu negli anni di servizio, sempre coerente con la propria linea politica ed ideologica a favore della Chiesa. Molte le leggende che ne seguirono, dalla fuga del Gran Maestro in Gran Bretagna, alla fondazione di un nuovo rinato Ordine dei Templari. È dato certo sapere che furono torturati e processati con barbarie, sino a raccogliere confessioni artefatte per raggiungere velocemente la morte sul rogo pur di esimersi dalle brutalità ricevute. (RIF. http://www.culturabarocca.com/TEMPLARI.HTM#CICCI). Il fascino del Cavaliere Templare resta però alla stregua di una favola per noi oggi che li vediamo “televisivamente” impegnati nella diversa di Fanciulle, Graal o alla conquista dell’unificazione dei popoli sotto la stessa Croce. Si potrebbe discorre sui Templari, gli Ospedalieri e le altre “forze armate”della Chiesa per ore e giorni, ma temo non si potrà mai arrivare a comprendere esattamente quello che accadde dopo, i gran segreto, se realmente il Gran Maestro riuscì a scappare, a creare un nuovo Ordine, a ricostruire un Tempio, a custodire nei secoli i segreti, se oggi avessimo le discendenze generazionali dei Templari del 1119 che accadrebbe? Temo che troveremmo i cavalieri a cavallo di una sfavillante fuori serie, galoppando con il cartellino della ZTL in centro città, armati di portatile, cellulare e ventiquattrore, nascosti magari tra mura di palazzi famosi, paparazzati sotto mentite spoglie e circondati da ogni agio … vi viene in mente nulla di già visto?
Sheyla Bobba
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