Ombre lunghe ed antiche sull'inaugurazione della ristrutturata sede della Biblioteca Aprosiana? ...Domenico Antonio Gandolfo sarà accanto al Sindaco Scullino?
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17 Marzo 2010
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Cultura
all'inaugurazione della nuova sede, opera lodevole e meritoria, chissa! forse tra il pubblico saranno presenti alcune ombre del passato,
figure così legate all'Aprosiana da non volerla lasciare mai...come Aprosio che si fece seppellire nel "cimitero delli frati"
nell'area prossima al Convento, oggi grossomodo ricoperta dal piazzale della stazione ferroviaria....
Ma se...questo chiaramente è un gioco di illusioni...altri antichi dovessero sotto forma di larve e fantasmi assistere
ad un sogno lungamente coltivato -quello di veder rinascere l'antica sede della "Libraria"- non potrà esservi quello che
senza ombra di dubbio fu dopo Aprosio il più grande bibliotecario dell'Aprosiana, quel Domenico Antonio Gandolfo su cui
è ingiustamente calato un certo oblio...
Lui, "il Concionator", illustre esponente dell'Ordine Agostiniano, Priore a Ventimiglia e poi a Roma, lui
autore di una delle più grandi sillogi di scrittori agostiniani oggi comunque studiata a livello mondiale e coltivata
come una perla dal centro studi Gherardacci, lui Arcade e letterato, storico e accademico di cento accademie, lui
amico del leggendario Antonio Magliabechi e corrispondente di tante celebrità, lui cui si chiesero lumi sulla strana
morte della regina Maria Cristina di Svezia, lui che investigò vanamente ma con acume sui segreti del lago Nemi che celava
due straordinarie navi romane....lui che in definitiva fu accanto all'Aprosio mentre moriva, che ne raccolse i segreti, che ne continuò l'opera...
e che, per restare nell'umano, ne allestì il manifesto funebre (per l'epoca una novità quasi assoluta) che tuttora costituisce
il più grande elogio del maestro....lui...Domenico Antonio Gandolfo ha subito in definitiva la sorte che tocca spesso
ad autori che non siano grandissimi, oppure, anche se non tali, "masticati e quindi tenuti! in vita " più o meno giustamente dai programmi scolastici,
od ancora che non trattino argomenti specifici e localistici...
E' sceso nell'oblio, è stato dimenticato...non dalla scienza accademica ma dalla divulgazione: per certi aspetti ha patito il destino di
Giuseppe Biamonti di San Biagio della Cima: a fine '700 e primi '800 così celebre da contender la fama a Vincenzo Monti
(di cui fu vanamente maestro di greco...il Monti era un po' somaro e pigro in filologia) e da rimproverare un plagio
ad Ugo Foscolo (non a torto, in definitiva...l'idea dell'"Upupa", il finto uccello diabolico dei cimiteri abbandonati per il
"Dei Sepolcri", Foscolo, senza alcun ringraziamento, la rapì dal bellissimo "Addio al Giardino di Boboli" del Biamonti).
A causa della quasi omonomia e naturalmente dell'implacabile scorrer del tempo che genera oblio laddove la scuola non alimenti ricordo e conoscenze,
il poeta di S. Biagio, appunto Giuseppe Biamonti, ha finito per svanire...sì che innanzi alla sua targa commemorativa in S. Biagio si è sentito
un visitatore esclamare scandalizzato.."toh...si son sbagliati...non è Giuseppe ma Francesco Biamonti!!!"...: errore sì ma dell'ignaro turista e
tuttavia errore non gravissimo...in fondo oggi S. Biagio della Cima è celebre, fra tante ragioni,
per il bravissimo romanziere Francesco, non da molto scomparso...
E così, seppur con diversi connotati, è stato per Domenico Antonio Gandolfo....scomparso nell'oblio, sovrastato dal nome di altri bibliotecari più recenti
ma di lui alquanto meno importanti, in un certo modo lui, a differenza di Aprosio così refrattario a pubblicizzarsi ed a farsi ritrarre, schiacciato,
annichilito proprio dalla presenza ingombrante del maestro....che comunque lo amava come un figlio...
Ma del Maestro lui non fu meno innamorato dell'Aprosiana...sì che se fosse possibile, e tutto forse è possibile sotto la volta del cielo, sabato prossimo
celebrandosi la! restaur ata sede dell'antica "Libraria" quantomeno Domenico Antonio Gandolfo potrebbe essere, ombra lieta, tra il pubblico astante
all'inaugurazione...
Forse...anche coltivando un desiderio che non saprebbe esprimere per l'indole tanto riservata...quello di esser ricordato da una targa, magari dall'intitolazione
(come è intelligente uso statunitense) di una sala della rinnovata struttura cui tanto diede...
E comunque... siccome giusto è ascoltare ma ancora meglio è ascoltare e leggere prove tangibili e perchè la grandezza culturale di Domenico Antonio Gandolfo
possa venir comprovata in maniera ben documentata Ventimiglia.biz, grazie al culturale sito gemello CulturaBarocca, propone qui ogni sorta di dati sul Gandolfo,
compresi diplomi, autografi, l'intiera digitalizzazione della sua opera principale.... non è una lettura facilissima, ma è una lettura da fare per dare il giusto
ad un vero "Grande di Ventimiglia"!
Ecco...qui si può approfondire...
http://www.culturabarocca.com/abczeta/r2.htm#GAN
http://www.culturabarocca.com/abczeta/gandolfo.htm
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