Torino, XXIII Salone Internazionale del Libro (Non solo libri...ed invece ce ne voleva forse qualcuno in più!)
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20 Maggio 2010
Sono nel padiglione 5, riservato ai laboratori per i ragazzi, le scuole, anche agli autori (confinati in piccole stanzine). Poi, all’improvviso, le voci si fanno più calme, il passo si stabilizza e … eccolo! Anche se ancora lo vedo solo da lontano (devo prima superare la fila di stand delle ferrovie, centro prenotazioni alberghiere, pubblicità varie, guardaroba, banche), sento il profumo, vedo aleggiare parole, lettere, inchiostro … ci sono!
Padiglione 1, inizia la mia avventura al XXIII Salone Internazionale del Libro! Paese ospite di quest’anno è l’India, non solo con i suoi affascinanti suoni e colori, ma anche la sua cultura (e cibo visto che un bel ristorante indiano è incastrato tra i vari autogrill, banchetti che vendono hot - dog, gelati e frittelle)!
La micro-editoria è relegata alla zona “incubatore”, trovo tragicomica la scelta del nome, e non meno gli stand (costosissimi) di un metro per uno, magari affittati da più (piccole) Case Editoriali. Inizio a raccogliere gadget, cataloghi di poche pagine (in bianco e nero). Mi piace, ma so che c’è di più … percorro il primo padiglione in modo concentrico e noto che più ci si avvicina al centro e più grandi sono gli stand (più spessi i cataloghi) e più noti i nomi.
Al padiglione due si cominciano ad intravedere le telecamere della Rai, giornalisti con il loro cartellino stampa in evidenza, guardie del corpo per questo e quel Vip venuto a “tagliare il nastro” e poi … ecco sì ci siamo … quello che io chiamo “sua Maestà”, i Grandi, gli Editori che ogni scrittore vede come irraggiungibili (per intenderci, quelli che hanno il catalogo spesso come un manuale per ingegneri aerospaziali, a colori, e con i gadget importanti come la penna, il porta badge, il segnalibro con la calamita …), una panchina mi ospita mentre rimiro lo stand, vetro e palchetto!
Entro e trovo i Grandi nomi di Scrittori (che hanno diritto alla S maiuscola). Sorrido pensando a quante volte un mio amico scrittore mi ha detto “se M. mi fa la proposta rifiuto, io preferisco la micro-editoria, è più genuina!” io personalmente ci terrei a vedere un mio titolo tra gli scaffali di vetro e il catalogo a colori! Credo siano passate almeno cinque ore! Sono piena di buste con cataloghi, appuntamenti … (qualche buon biglietto da visita pure!).
Sono ormai rilassata, i “titani” sono dietro di me e io al padiglione tre!
Resto perplessa davanti alla zona chiamata “invasioni multimediali”, non capisco bene il senso dei video giochi, i simulatori di macchine da formula uno, i venditori di incensi … ma forse sono io esageratamente critica … forse ci vogliono dire di non acculturarci troppo e non dimenticare che abbiamo tutti il dovere di giocare e non solo studiare … ma … cosa dovrebbe significare lo stand dove una modella dalle gambe chilometriche appollaiata su uno sgabello, passa fard e ombretti ad una visagista intenta a truccare le alunne di terza media scappate dal padiglione cinque alle esauste professoresse?
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