La Saga Della Dimora - 12 - Passato

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notte buia e senza luna. Odore di pioggia, s’avverte nel folto bosco.

Un respiro ansante e spaventato accompagna il passo incerto di una mortale , che stancamente, ma con determinazione, si dirige verso un luogo senza tempo.

I rami sembrano volerle sconsigliare tale follia. Provano a trattenerla, strappandole le vesti e imprigionandole i capelli.

La fanciulla ha il cuore in tumulto, sa dove sta andando; sa chi o cosa troverà.

Un lampo squarcia il cielo e grosse gocce cominciano a scendere, sempre più fitte e spietate.

Lo sgomento la fa rallentare e la determinazione viene a mancare.

crede di essersi persa. Da ore vaga in questa selva oscura. In lontananza un  lupo ulula, facendola sobbalzare.

Nascosta nelle fronde di un’antica quercia, la civetta grida il suo allarme.

Se potesse, la ragazza rallenterebbe il cuore, che batte tumultuoso dentro al suo petto.

Fino ad ora non ho incontrato anima viva, ma sa anche che non ne incontrerà.

Anime si, ma non vive e nemmeno morte.

Anime dannate per l’eternità, capaci di condividere con i mortali prescelti le loro esistenze eterne o di spezzarne la vita se questi non ne fossero degni, o se la brama di sangue superasse l’interesse .

Rabbrividisce; vampiri .

Come ad averli invocati con il solo pensiero, ne avverte la curiosa presenza. Sente i loro occhi puntati su di lei:

ha paura ma non può, non vuole tornare sui suoi passi:

E’ certa di aver trovato colei per cui si è gettata in questa folle impresa senza scampo.

I rami infine sembrano arrendersi e le lasciano seguire il proprio fato.

Ormai bagnata fino all’anima e stremata nel corpo e nella mente, finalmente raggiunge uno spiazzo, sovrastato da una possente e cupa fortezza, davanti ai suoi occhi alte e scure mura s’innalzano. La pioggia che cade incessante le fa battere i denti, anzi è questo che lei vuole credere e non che presto saprà quale fine l’attenderà se ha sbagliato decisione. Attraversa l’ingresso, i pesanti e antichi portoni sono spalancati, a offrire effimera illusione di salvezza negli sprovveduti passanti e turisti che osassero entrare tra quelle mura.

La piazza d’armi è deserta, ma ora vede mille luci che provengono dalle finestre.

Determinata stringe gli occhi e alza il mento. Non vuole che sappiano della sua paura.

Il carattere di questa giovane è l’opposto di quello della sua unica e cara sorella.

Di cui il ricordo la fa arrestare.

L’ha perduta oramai da parecchio tempo, la credeva svanita e dissolta, ma poi leggendo casualmente un racconto pubblicato su internet, ne ha ritrovato le tracce da seguire. Lunghe ricerche ed eccola qui, sotto a queste mura, sotto ad una pioggia incessante e furiosa.

Scuotendo il capo in segno di rammarico, sale i gradini che la dividono dal patio.

Bussa e la porta si apre, senza che nessun viso s’affacci ad accoglierla.

Entra, varcandola in un solo passo e si ritrova all’interno dell’elegante dimora.

Ad alta voce domanda se ci sia qualcuno, aggiungendo d’essersi persa nel bosco e di cercare rifugio.

Dalle ombre appare, sinuosa ed elegantissima una splendida donna, dagli occhi verdi e dal sorriso conturbante:

con voce pacata e accogliente le risponde presentandosi:

 

- Benvenuta, sono la principessa Patty Tepesh Basarab, mia cara non vi siete persa, se siete giunta qui

-Se lo desiderate, questo luogo sarà la vostra casa-


La mortale arretra, comprendendo il significato di quelle parole.

La Principessa le sta offrendo un’alternativa all’essere solo considerata un pasto.

Come apparso dal nulla, un secondo pallido e raggelante vampiro le si avvicina.

Il passo di questo ultimo è deciso e autorevole.

Si presenta come il principe Stephan, ma aggiunge con un sorriso conturbante:

 

- potete chiamarmi anche Wolf, milady.

Siete la benvenuta.-

Raggelandola si accosta, annusandole la pelle esposta del collo.

Gli occhi brillano di sorpresa, poi commenta:

- sento un profumo, "Lambertini?"-

Il commento del principe attrae l’attenzione di molti e la sala è improvvisamente abitata da decine d’evanescenti dame e tenebrosi gentiluomini.

Ho appena trascorso lunghe ore nella biblioteca, in compagnia di Keilani, mia adorata sorella.

Ora devo raggiungere i dimoranti nel salone ed esco a passo rapido.

I dimoranti si trovano in gran numero nell’ingresso e mi fermo giusto in tempo per sentire la domanda posta da Stephan ad un inattesa visitatrice.

Di scatto mi giro e con occhi carichi di meraviglia e incredulità, vedo l’ ospite.

Vorrei non credere a ciò che vedo e la principessa notando il mio turbamento mi si avvicina.

Le sue labbra si posano dolcemente sulla mia guancia e sussurra divertita:

- una tua conoscenza Liz?-

Mi nascondo perché la mortale non possa vedermi e rispondo:

- si tratta di mia sorella, cioè è la sorella che avevo quando ero mortale.

Cosa ci fa qua tra i vampiri!!!!?-

 

Le mie parole sortiscono effetto e Il principe fissa i suoi occhi di ghiaccio su di noi.

So che ci ama tutte, con eguale ardore.

Keilani è la sua anima nera, la sua ragione e la sua consigliera indiscussa.

Io sono sorella di sangue e da lui  ritenuta il cuore della dimora.

La principessa Patty, sorella di passione, amministra con lui la giustizia tra le mura..

Stephan Wolfmoon Basarab Bathory, principe dannato e ripudiato, ha altre sorelle; Maria, sorella di lussuria e Valery sorella d’emozione.

Maria al pari mio ha raggiunto l’immortalità attraverso di lui, traghettata dolcemente dalla vita, alla morte. Raggiungendo tra le sue braccia, la nuova esistenza.

Conosce ogni nostro pensiero, ogni mio  respiro gli appartiene e con un poco di stupore domanda:

-.Liz...vostra sorella?.

Non me ne avete mai parlato -

Anche Patty, rivolgendosi a me, asserisce:

- giusto Liz, non sono cose che si possono tener nascoste, ed ora è qui.

tra noi Vampiri -

dopo aver lanciato una rapida occhiata alla mortale, rispondo seria:

- Patty, Stephan, non ve ne ho mai parlato, perchè la mia scelta non la riguardava e ora la trovo qui.

cosa dirà vedendomi vampiro?!-

entrambi comprendono e annuiscono, sono dispiaciuta e Wolf mi suggerisce di parlarle:

- sento che è turbata; dovete rassicurarla Liz., con noi è al sicuro, come quando eravate voi mortale-

Sento che ciò è vero con cautela mi avvicino  alla giovane mortale. L’odore mi è spietatamente caro e famigliare.

Attraverso le ombre mi pongo a pochi passi da lei, lo faccio attenta, non voglio che Victoria possa vedere il mio pallore.

Ho deciso di non toccarla, come invece desidero fare.

Resisterò per non farle avvertire il mio gelo, prima Vik possa comprendere e capire.

Ho  deciso che Victoria avvertirà solo il suono della mia voce.

La osservo, è cresciuta e sembra determinata, riconosco la sua espressione.

Sorrido, mentre con un silenzioso gesto della mano la invito a seguirmi in biblioteca.

Lei non mi ha visto, non sa chi sono, ma mi segue; vorrei rimproverarla per questo, ma so che nel potere del vampiro c’è la persuasione e che lei non avrebbe mai potuto resistere ad un mio invito.

La biblioteca è calda, lei bagnata e raggelata si avvicina istintivamente al camino acceso e io rimango nell’ombra.

Mi fissa, i suoi grandi occhi stanno studiando i miei movimenti e nella sua mente leggo che sa già di essere al cospetto di colei che credeva perduta.

Esco dall’ombra e mi faccio vedere da lei; sobbalza e mi chiama :

-Lisa!-

Ma non aggiunge altro rimanendo immobile a guardarmi.

- Si... sono io. Anche se la mia pelle è nivea e gelida, anche se la mia natura è mutata, sono io-

Incredibilmente e follemente, mi corre incontro e mi abbraccia tra le lacrime, sussurrando con voce rotta:

-Non mi lasciare mai, voglio stare con te-

Freddamente l’allontano da me e sperando di dissuaderla, l’avviso:

-ora sono un vampiro -.

Lei altrettanto decisa mi risponde:

-non m’interessa cosa sei, non m intessa chi sei, ho solo te, non ti voglio perdere un’altra volta.

Puoi avere la pelle gelida e i canini pronunciati, ma ti voglio ancora. Bene-

Scoppia in lacrime; non è da lei, vorrei carezzarla, consolarla, ma non voglio infonderle false speranze, io non tornerò mai più alla vita e non la seguirò.

Lei comprende dal mio silenzio che non otterrà nulla e coraggiosa propone:

-portami da quel vampiro, il principe –

mi racconta d’aver letto tutto di lui, attraverso le mie storie e che sa quanto io lo adori.

La guardo colpita, ha sempre avuto un coraggio speciale e annuisco.

-si ti accompagno da lui –

Mentre attraversiamo i corridoi che conducono alle stanze di Stephan, le narro quanto lui sia speciale, quello che il mio cuore ha provato dal primo momento che l’ho incontrato e lei mi ascolta rapita.

non avevamo una di queste conversazioni da molto, moltissimo tempo e arrivate davanti alle stanze di Wolf, la sento nuovamente parte di me.

La porta è aperta, come sempre lui sa che io sto arrivando da lui.

Busso e mi affaccio dalla soglia, vedendolo subito.

il profumo che accompagna gli spazi di Wolf  mi  è famigliare e gradito, mi sento a casa, soprattutto quando c’è lui.

.
- posso disturbarti fratello? Victoria è qui fuori. Vorrebbe salutarvi, è permesso?-

E’ disposto di profilo, mentre osserva il fuoco del caminetto. Sorseggia un Jack con ghiaccio, il suo volto illuminato dalla luce gialla del fuoco è serio e ponderante, in questo momento è il signore della dimora.

con voce greve:

- vi stavo aspettando mie care -

Victoria rimane titubante sulla porta, la paura è pietrificante.

Il vampiro davanti a lei è affascinante, ammaliante  capace d’incutere rispetto e ammirazione in chiunque lo conosca, ma anche timore in chi ne incrocia lo sguardo.

Le dico di aver coraggio e l’invito ad entrare.

Lei lo fa, entra sola con due vampiri e rimane in silenzio.

Stephan volta il capo verso la porta e ci guarda, un sorriso greve distende le belle labbra e con un cenno della testa dall'alto verso il basso ci invita ad entrare.

Io entro rischiarando il viso con la mia adorazione, mentre Victoria  entra con passo incerto.

La vedo osservare l’ambiente circostante, con la stessa prudente curiosità che provavo io.

ma nulla rimane impresso nella sua mente se non il tremore del proprio  cuore.

Con voce afona sussurra un buonasera

Il principe si volge anche con il corpo, abbassando  lievemente il capo in segno di stima.

Ammira il coraggio, soprattutto se chi ne è provvisto ha solo una fragile ed effimera vita da conservare.

Una bianca mano si muove sul suo viso, ci osserva ancora lisciandosi il pizzetto, poi con voce calda osserva:

- prego mie care, siete splendide.

Elizabeth, questa sera vedo una luce nera che vi fa brillare gli occhi, li conosco-

Per un attimo i suoi occhi s’incatenano a quelli di Victoria, che rimane senza fiato.

Sorridendo le dice:

-Victoria, sono splendidi anche i vostri-

Una corrente di reciproco affetto e di profonda adorazione attraversa l’aria, avvertita anche da mia sorella che accenna un timido sorriso, fissandoci entrambi.

Mi avvicino a lui e sussurro : -fratello-

Wolf allarga le braccia e rivolgendosi a me invita:

- Liz,  deliziatemi del vostro fraterno abbraccio, mentre voi mia cara –

Rivolto a Victoria, indicando con garbo la poltrona:

- prego accomodatevi sulla poltrona di velluto rosso.-

Prima di stringermi in quello che il mio momento di gioia quotidiano, s’avvicina a lei e le offre un calice di vino e con gentilezza l’avverte:

- attenta è un poco alcolico -

Victoria accomodata sulla poltrona, con mani tremanti accetta il calice che le viene offerto e risponde educatamente:

- grazie, solo un sorso sono a digiuno-.

In quel momento raggiungo l’abbraccio e mi stringo a lui, subito contraccambiata, mentre mi bacia lieve sugli occhi..

Poso la guancia al suo petto e le braccia strette dietro alla schiena.

alzo lo sguardo e vado  ad incrociare lo sguardo dannato che conosco così bene e che adoro.

Lui mi sorride benevolo, poi si rivolge a questa mia sorella mortale, incredibilmente giunta in una dimora abitata da vampiri e le dice:

 

- Milady. questa è la mia stanza, campo di battaglie atroci e di passione.

Echi ancora rimbalzano urlando tra queste  pareti.

So che non sareste mai giunta qui, se non per Liz e per il vostro legame.

Che ne dite? se avete bisogno saprò aiutarvi ed offrirvi una stanza fissa in dimora -.

 

L’improvvisa ed inaspettata proposta di mio fratello mi rallegra e cerco di trasmettere a Victoria il mio stesso entusiasmo e la stessa fiducia.

Lei lo legge nei miei occhi e domanda titubante:

- ma come pensate di aiutarmi ?-

Le si avvicina e le propone:

in un certo senso, senza possessività, sarete da me vegliata e rispettata, rimanendo voi stessa, con il vostro prezioso cuore che ancora scandisce il tempo-

in un sussurro lei domanda:

- per ora mortale....e dopo?-

Wolf scoppia in una sincera risata e le risponde.

- dopo? un sogno oscuro da vivere e da narrare, vero Liz? -

il calice le cade dalle mani, mentre il cuore in va subbuglio;  non era preparata ad una tale offerta, ansia pevade il corpo di Victoria e lui le dice allegramente:

-gia, qui con noi, in dimora al sicuro. State serena, con me dovete esserlo-

Prima che lei risponda Stephan aggiunge abbracciandomi e carezzando con dolcezza il viso a Victoria:

-miei tesori inestimabili,  ora devo svanire tra le tenebre.

Victoria pensateci, la stanza per voi sarà qui ad attendervi-

Mio fratello svanisce e noi ci ritroviamo sole nelle sue stanze.

In silenzio l’accompagno alla porta, dove uno dei nostri domestici l’attende con la macchina di Stephan, per riaccompagnarla a casa.

Lei deve decidere.

Libero arbitrio.

Ma ora la vorrei qui con me.



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