Ma sì...accorpiamo tutto, dalla scuola, alla sanità, ai Comuni ... il prezzo lo pagheranno altri! quanto ha ragione il Sindaco di Dolceacqua

Stampa
PDF
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 

genoVAXVII"Sic canimus Surdis" diceva il Villani in una sua satira, un cui rarissimo esemplare è a Ventimiglia!

"Parliamo ai Sordi" o meglio "A chi per principio non vuol capire": come accade non solo in politica, nei dibattiti TV, ma oramai anche nei Talk Show dove non si va a dibattere ma solo a litigare, con "boccasciolta e orecchie ben tappate": perché dibattere presuppone confronto (oltre che intelligenze a tolleranza ben s'intende) e quindi possibilità di rivedere le proprie posizioni, anche a fronte di un'altra opinione che, pur non appartenga alla nostra "fazione", appare più valida e credibile.

Io non ho più voglia di entrare in dibattiti, convegni, conferenze, incontri da cui non si cava spesso un ragno da un buco ... ma la mia scelta di (comodissimo ed ultratecnologico) romitaggio non è un inno all'abulia, è solo la constatazione personalissima di uno che più che rinsavito, per dirla con Ugo Foscolo, è rimasto semplicemente disilluso e di altre illusioni non vuol sapere.

Ma è giusto che altre persone si battano come l'ottimo Sindaco di Dolceacqua Gazzola....ha ragione da vendere! che se questi accorpamenti di Comuni avverranno, a pro della risoluzione di una crisi che potrebbe comportare altri tagli (mi mordo le mani per non dire quali altri tagli sarebbero fattibili!) si finisce per snaturare (o proporre di snaturare) la sostanza di un Paese, di cui si pretende ora di celebrare l'anniversario dell'Unità, e che è sempre stata celebre come "L'Italia dei Comuni" .... un Paese in cui i Comuni, con il loro esclusivo e particolarissimo collante storico che risale al tempo dei tempi, hanno spesso dato per primi al loro interno -come qui si legge sempre che si abbia voglia di leggere e non solo guardare o scorrere- l'idea di far parte di un'Unità Regionale e Nazionale, pur salvanguardando il singolo nel rispetto della propria autonomia al riparo protettivo delle tradizioni e dei costumi del proprio luogo natio, là dove riposano per sempre generazioni di avi.

Porto a mia esperienza di "figlio" di quell'ibrido che fu la "Grande Genova" voluta da Mussolini in nome di quella che poteva esser una soluzione anche valida: purtroppo Genova non ne ha tratto vantaggio ed i Genovesi, che prima si sentivano distinti nella loro autonomia di nascita "quelli di Pegli, di Pra, di Sestri Ponente, di Cornigliano, di Sampiardarena... e via dicendo" si son di colpo sentiti amalgamati e snaturati entro una "grande" città artificiosa che ha alterato tante particolarità storiche (Cornigliano, Sestri e Pegli sembrerà strano quando ero bimbino vivevano gli ultimi languidi momenti di una tradizione balneare e turistica che fu fuglida e che l'accorpamento -celebrato sull'altare di una poi rivelatasi errata unilaterale scelta nmetallurgica- cancellò, massificando questi centri e trasformandoli in cementifici, succursali e dormitori senza anima).

Accorpamento spesso non è miglioria ma solo apparente e momentanea risoluzione di problemi economici (che presto si proporranno in altra forma ... aggravati dall'assenza di coinvolgimento emotivo) previo riduzione dei servizi! e non è nemmeno progresso pratico .... e ritorniamo a Genova!

L'accorpamento che nell'ottica di Mussolini avrebbe dovuto render tutti "genovesi" li ha fatti solo sulla carta: al punto che in forza dell' apparente identità nella burocratica nominazione di Genovesi giammai si son cancellate divisioni profondissime altrimenti risolvibili: così che -un esempio banale tra tanti possibili- nella "Grande Genova" prese ad esistere un unico stadio di calcio "il Ferraris" (che i tifosi del Genoa vogliono ora intoccabile e quelli delle delegazioni vorrebbero affiancato da un'alternativa: cosa che sarebbe forse utile per l'asfittico calcio ligure ... con la sola risultanza che tra tanti scontri di idee e dibattiti nulla si fa: quando prima, prima della "Grande Genova", c'era il "Marassi" nel capluogo e -senza problemi- il campo della Sampiardarenese... poi sacrificato sull'altare dell'accorpamento e della realizzazione di quel mostro tecnologico - causa di tanti danni alle scelte di lavoro quanto ad ambiente e salute - che fu detto "Lo SCI di Cornigliano" ... falso mito dell'Italia speranzosa del Boom economico).

Chi non ha esperienza poco sa quanto simili processi di fusione comportino problemi che insorgono via, via....nemmeno preventivati dai fautori dell'accorpamento: problemi strani talora ma diversamente pagati e anche

a prezzi salatissimi, con confusioni terribili: io nato a Sestri Ponente ormai distretto di Genova quante volte mi son sentito negare validità al Codice Fiscale!!!!....."guardi signore che di Sestri ce ne son solo due...Sestri di Genova e Sestri Levante"....qui è sbagliato ... mentra era giusto il Codice Fiscale dei miei genitori nati prima dell'unificazione dei vari centri con Genova allora paesi e città con tanto di Sindaco!: e badate che il mio caso -derivante dalla lentezza degli adeguamenti della burocrazia, che però su tutto domina, alle realtà di fatto- è un caso tra tantissimi e che i disagi non si son fermati qui....affatto....a volta mi son sentito davvero "cittadino accorpato" un cittadino di serie B anche nel campo delicato (sempre per motivi burocratici) della Salute Pubblica!

Io non voglio difendere le poltrone dei Sindaci e degli Amministratori: ma queste trasformazioni son sempre temibili in un paese millenario come il nostro.... Per favore non confondiamoci con gli USA dove la storia di un borgo o paese è lunga quando supera il secolo .... qui da noi la storia dei paesi come delle città è penetrata sin nel DNA dei residenti!!!! Non si cancella con qualche legge o provvedimento ... la si può solo nascondere sotto un plveroso tappeto!

 

 

 

 

 



Add this page to your favorite Social Bookmarking websites
Follow us on Twitter