"Un cigno è morto .... ed ora affranti gli Dei piangono"

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cignoStobeo nella silloge che preparò forse prima di tutti per suo figlio annotò questo frammento d'un dimenticato poeta ... forse aveva solo scopi grammaticali ma riportava un tema caro agli antichi: il rispetto di questo grande volatile reputato sacro agli Dei...se non un Dio egli stesso: un volatile il Cigno che come si scrisse da Marino ad A. Liberale tanto ebbe a che fare con la spiritualità della Liguria...sì che a suo tempo non senza ragioni G. B. Conrieri volle farne il vero simbolo della Regione Liguria!

A Ventimiglia, come qui si narra, un cittadino francese, coraggiosamente fermato da un giovane della città, ha ucciso dei Cigni, frantumati i loro nidi ....

Non è che vi sian troppe parole da dire (ed è anche ingiusto generalizzare, pur se in altri tempi anche questi splendidi volatili han patito dagli uomini i loro tormenti) ... si tratta di u misfatto, di un affronto alla natura: di una di quelle cose che un uomo moderno, con si suppone alle spalle una certa formazione culturale e civile, nemmeno dovrebbe immaginare .....

E invece accadono ....

Forse sulle sponde del Roia il Dominus Gaius....il suo fantasma almeno, se mai esistono i fantasmi, compiange questo scempio e si domanda se mai i tempi nuovi abbian mantenuto le promesse e se la Carmenta Antica Vaticinante come scrisse il Pascoli non avesse davvero qualche ragione ad ammonire i dimenticati Dei del Paganesimo sul loro infausto destino e sulle tenebre destinate ad avvolgere il mondo ....

Sì perchè un gesto del genere, a qualsiasi civiltà si appartenga, fa parte di quella subcultura da cui tutto nasce distorto .... una subcultura del buio, sì del buio della ragione, della ragione ottenebrata che di nulla ha più rispetto ....

 

 

 

http://www.culturabarocca.com/ABCZETA/INGRESS.HTM#dimenticando



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