Ventimiglia, ma anche dalla Provenza al Principato di Monaco ed a Genova, in un romanzo celebre del '600: tra avventura, amore, guerre di religione e non .... le occasioni da non perdere!
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28 Marzo 2011
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Cultura in Pillole
Ci si appella disperatamente al fantasioso Corsaro Nero di salgariana memoria (argomento su cui si ritornerà presto e con dovizia di particolari inediti) e magari si lascian perdere argomenti che un tempo eran stati davvero trattati: di fantasia certo ma che, riproducevano eventi della realtà e che fecero in Italia la fama di Ventimiglia e del Ponente Ligure, durante la stagione dei grandi romanzieri liguri del '600 quelli che furono amici e spesso "Fautori" dell'Aprosiana!
E' vero son romanzi che non si leggono più: tante ragioni, i secoli, i gusti, la difficoltà di reperirli.
Magari non son più l'espressione di un fenomeno letterario recepibile e perché antichi con la loro mole e con uno stile superato stancano i lettori moderni.
Ma possono esser utili per altre ragioni -anche per alimentare la linfa di rievocazioni storiche- ed offrire motivo di riflessione per altri argomenti....anche morali specie in questa nostra epoca di epocali disperateemigrazioni.
Prendiamo la Rosalinda di Bernardo Morando di cui si può qui leggere il testo integrale digitalizzato ..... un romanzo La Rosalinda che affronta temi enormi dalle feroci guerre che investirono l'Europa (e di cui si può vedere qui un indice vastissimo) ma anche dell'epocale scontro tra l'Europa Cristiana e l'Impero Turco, procedendo per quanto riguarda questa zona dalle "gesta molto particolari d'un padre della Patria" come Andrea Doria alle ripetute e temute incursioni dei pirati barbareschi da Nizza fin a San Lorenzo ed oltre senza escludere le gesta dei tragici rinnegati che guidarono i pirati turcheschi ad aggredire l'area di Taggia ma anche -cosa meno nota- il territorio di Ventimiglia e nella fattispecie Vallebona ove si combattè questa disperata battaglia
E il bello ancora è che la vicenda centrale della Rosalinda (che all'epoca ebbe grande successo in Italia e all'estero) è che ambientata non solo per gran parte a Genova di cui esalta lo splendore peraltro ben testimoniato in questa antica carta del '600 ma celebra anche la Liguria come oasi di quiete dalle confusioni del mondo tutta con peculiare attenzione al Ponente partendo da Rezzo per giungere a Taggia e finalmente raggiungere l'apoteosi in Ventimiglia città dove si finalizza un momento epocale del romanzo con una pubblica conversione d'un protestante ed un atto di fede ma anche con osservazioni straordinarie sulla vita quotidiana dell'epoca dalla vita di relazione, all'agricoltura, all'igiene, alla "civiltà di palme e palmizi".
Un argomento donde trarre spunti non da poco per tante iniziative
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