"Pirati 2", Johnny Depp, J. Ponçe de Leon e la "Fonte della Immortalità" .... e l'Aprosiana di Ventimiglia: peccato! ha ragione D. Lauria dicendo con la "perdita" del latino si perdono "i frutti segreti della conoscenza"
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30 Marzo 2011
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Cultura in Pillole
Guardavo l'altro giorno "Pirati 2" con Johnny Depp, attore che stimo molto anche per l'eccezionale versatilità.
Ma non è questo il punto .... seguendo il film mi chiedevo: ma quanti punti di riferimento ha il film con quanto raccolse e custodì A. Aprosio!
Non è il caso di perdersi molto ... la conclusione del film è strutturata sul trafugamento di un'improbabile carta che dovrebbe condur al sito di una delle cose che furon più ricercate nell'antichità ... la Fonte dell'Eterna Giovinezza.... cosa che aprì la via all caccia di misteri, tesori, demoni, streghe, vampiri e purtroppo, anche, intiere civiltà ritenute costruite nell'oro
E può sembrar strano a chi non è del mestiere ma Angelico Aprosio nella sua Biblioteca di Ventimiglia e sparsi nei suoi libri lasciò molte considerazioni su questa leggenda che tormentò generazioni di avventurieri ... ed anche lui che pure avventuriero non era
E di carte analoghe se ne stesero diverse come qui si può vedere .....
Il problema era decifrarle e cosa non secondaria ottenere che la magica fonte esistesse: Cristoforo Colombo aveva creduto a G. De Mandavilla, Juan Ponçe de Leon preferì ascoltare le storie di Indiani nativi della Florida .... ed effettivamente si avvicinò alla mitica Bimini là dove avrebbe trovato il suo tesoro
Ma tutto svanì come qui si legge....
Il guaio, e qui mi viene in mette un vecchio ma bellissimo articolo di Donatella Lauria, il problema è sempre lo stesso stesso: la graduale dimenticanza (anche per scelte scolastiche) delle lingue classie e del latino in particolare, non ultimo il latino medeivale che spesso è altra cosa a fronte di quello classico, è stata o sta diventando come un'accetta che si è abbattuta e si abbatte su un immenso patrimonio che gli eruditi come Aprosio raccolsero entro libri per lo più scritti in Latino, lingua sempre più indecifrabile per i più
La conseguenza è che mentre su certe cose esistono documenti e relazioni precise quanto scritte in lingue "morte" (che erano però l'inglese cioè la lingua ufficiale e universale del tempo passato (ma ancor fino a tutto l'800) ci si deve sempre più lasciare all'inventiva (che non di rado è proprio tale se non contraddizione dei fatti veri celati in pergamene o fogli ormai indecifrabili)
Peccato ... a volte è come (parlando per via di metafore) approssimarsi all'Albero della Conoscenza e, quasi ad essere in un incubo, rendersi conto d'esser senz mani onde raccogliere quei frutti del sapere
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