XIII Settimana della Cultura: "Noi di Ventimiglia fummo in antico dispersi come come accadde ai gloriosi Troiani ... ma forse io, pur inascoltato, so dove giace la città romana!"
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07 Aprile 2011
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Cultura in Pillole
Non sono le parole esatte, sono la fusione di più osservazioni aprosiane. Nell'ambito degli interventi per la XIII Settimana della Cultura molte sono le belle iniziative e come spesso accade primeggia per l'encomiabile lavoro l'Istituto Internazionale di Studi Liguri che propone sempre nuove escursioni. Noi ne proponiamo una ad integrazione e che forse sarà curiosa se non utile:
Ma cosa esisteva sopra la città di fatto riesumata da G. Rossi nell' '800 e poi riportata alla luce da altri grandi moderni archeologi dal Barocelli al Lamboglia? Cosa vedeva un passeggero che attraversasse questi luoghi come per esempio lo scrittore ed antiquario D. Bertolotti che passò per queste contrade nei primi anni del XIX secolo?
Si vedeva terra agricola .... grossomodo si vedeva quello che si vede qui nell'immagine proposta a corredo dell'articolo
Eppure nel '600 un uomo Angelico Aprosio, fornendo anche una traccia importante al Rossi, andava ipotizzando che la città romana stesse nell'area di Nervia .... all'epoca una proprietà vescovile (quella dell'immagine): vi aveva investigato e ne aveva tratto dati importanti e di dedicarsi oltre che alla biblioteconomia/bibliofilia anche al nascente collezionismo antiquario sì da erigere una Biblioteca che fosse anche una "Wunderkammer" : in particolare per curare -raccogliendo dei campioni il suo interesse- per quelle interazioni tra figura e parola scritta che andavano a costituire l'immenso campo come qui si vede della messaggistica interattiva, dei simboli, degli emblemi, dei sigilli, magici e non, delle comunicazioni alternative crittografiche ... un campo in cui in cui gli antichi eran stati maestri
Ma lasciò poi perdere, neppure diede corpo a stampa ad un'opera che andava scrivendo "Le Antichità di Ventimiglia" come qui si vede ...
Era solo, lottava vanamente contro le opinioni correnti, lo faceva come era stato solito fare nella sua vita: ma non poteva vincere perché la controparte era nutrita ed era guidata dal "vate" epocale degli "storici" di Ventimiglia il pur validissimo Giovanni Girolamo Lanteri, erudito di non poco conto
Eppure, ad onta dei dileggi patiti, Aprosio aveva ragione e con secoli di anticipo diede una traccia importante per l'identificazione del nucleo di "Albintimilium"
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