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08 Aprile 2011

"Sortilegio"
L’odore di antiche stampe e di preziose rilegature è piacevole per i sensi affinati dalla sua natura.
Elizabeth ne gode, ama ritirarsi nella biblioteca della dimora.
Il crepuscolo ha lasciato posto alle amate tenebre, la notte è finalmente giunta.
Ma nonostante si trovi in un luogo a lei gradito, è inquieta.
Stanca di attendere, stanca di sperare, ora vuole agire.
I racconti del capitano Poe le hanno dato la chiave che cercava.
Ha preso la decisione di andare lei stessa alla ricerca dell’amato fratello e per farlo, forse ha trovato chi la potrà aiutare.
Si avvicina alla finestra e scruta verso la baia sottostante alla roccia su cui s’erge la dimora.
Un delicato tocco alla porta l’avvisa dell’arrivo della sua ospite.
Elizabeth la invita ad entrare. La vampira d’antica casta è immediatamente al suo cospetto.
Splendidi occhi di tonalità smeraldina, labbra e capelli di fuoco, su una carnagione bianca come il latte.
L’ospite, è una vampira dedita all’alchimia e la magia; frequenta la dimora da tempo, divenendo amica di Elizabeth.
Scambiatesi i convenevoli, Maharani le si rivolge diretta e curiosa:
- Ditemi mia cara amica.-
Elizabeth, non perde tempo in giri di parole e le domanda ciò che le preme:
- volevo chiedervi di spiegarmi come fate a rimanere esposta ai raggi solari.-
Maharani ride, una risata cristallina e piacevole, mentre le risponde:
- Allora ascoltatemi Elizabeth.
come in passato vi ho raccontato, mia madre era una strega.
io non l'ho mai conosciuta dal momento che e' morta dandomi alla luce.
Al castello viveva anche il fratello di mia madre, lui e' un potente stregone.
Fu proprio costui a darmi in pasto il cuore della mia povera madre affinché potessi prendere da lei alcuni poteri,e sempre lui,una volta cresciuta,mi ha insegnato a preparare pozioni ed unguenti vari per ogni situazione. Fra questi c'e' l'unguento che mi protegge dall'esposizione solare.
Sapete Elizabeth – sussurra melliflua la strega non morta - e' bello che vi interessiate di me, così sinceramente.-
Imbarazzata dalle ultime e non casuali parole della strega, Elizabeth si affretta a confessare:
- mia cara, il mio interesse per voi è sempre stato sincero e limpido.
ma devo confessarvi che questa domanda ha un fondo d'interesse personale.-
abbassando lo sguardo a terra prosegue:
-Io sono sorella di sangue di Wolf.
sento in me qualcosa, una pulsione .
Ma la mia natura notturna, mi frena nei pensieri, volevo sapere da voi -
Sapendo la verità, conoscendo quanto Elizabeth sia legata a Wolf, la vampira, pone le sue mani su quelle della sorella di sangue del vampiro Wolfmoon Highlander e le cattura lo sguardo, incoraggiante.
Lo sguardo antico e passionale è addolcito dalle successive sue parole:
- parlate Elizabeth,senza timore.
Vi ascolto e risponderò a tutte le vostre domande.-
Elizabeth si tormenta le labbra con i canini, poi trova le parole ed espone ciò che le domina i pensieri:
- Volevo chiedervi.
quel flacone che avete consegnato a Patty tempo orsono.
se io volessi farne uso ? come funziona? -
Maharani cambia espressione; prestandole immediata attenzione, piega un poco il capo e le domanda seria:
- Il mio sangue dite?
Devo raccontarvi una cosa.
Ho donato quell'ampolla alla principessa Patty in segno di Devozione e fedeltà assoluta, visto gli ultimi avvenimenti accaduti in Dimora-
poi cambia espressione nuovamente, guardando Elizabeth e proseguendo con tono speranzoso:
- Mi avete chiesto dell'ampolla che ho donato a Patty e come funziona nel farne uso.
perché?
Senza attendere una risposta, come se la conoscesse già, Maharani prosegue:
- Voi potete fare una cosa per me, una di queste notti mi portereste nel covo dove viveva Stephan in questo ultimo periodo?
Ma non questa notte – aggiunge seria - deve essere una notte di luna piena.-
Detto questo, Maharani si avvicina alla finestra e scruta il cielo stellato, indicandolo:
- Guardate Elizabeth, manca ancora uno spicchio e poi mi condurrete lì-
Elizabeth, con cuore colmi di speranza le confida:
- mia cara ne parlo solo a voi e voi solo dovete sapere.
Come sorella di sangue lo sento.
Sento che lui è ancora.
ma non so come e dove.
vorrei cercarlo, ma il diurno mi lega –
Elizabeth abbassa lo sguardo, stringe le nivee mani e conclude:
- Per questo devo trovare il modo-
Torna ad alzare lo sguardo, accettando la richiesta della strega:
vi accompagnerò quando volete-
L’antica immortale, le sorride gentile e finalmente acconsente dicendole:
- Adesso mi e' tutto più chiaro.
Ascoltate Elizabeth, voglio aiutarvi.
Quando andremo al covo vi farò prendere il mio sangue, poi preparerò per voi la lozione che vi permetterà di muovervi anche di giorno .
E’ indispensabile però, che prima beviate il mio sangue; altrimenti la lozione su di voi avrà effetto contrario.
Elizabeth, nessuno saprà e questo sarà il nostro segreto.-
Colma di gioia Elizabeth abbraccia la creatura, la quale sorride; notando quanto la sorella di Wolf abbia conservato della propria natura umana.
poi si distacca da lei e prende congedo, augurando ad Elizabeth d’attraversare delle buone tenebre.
non profferendo altro, la bella immortale apre la porta della biblioteca ed esce fluida, senza voltarsi, per poi scomparire nel nulla.
Rimanendo in silenzio, ma con il cuore carico di speranze, Elizabeth torna a guardare fuori dalle proprie stanze, verso la baia, osservando il vascello all'ancora.
Tre notti dopo, dopo il tramonto, Elizabeth esce dalle proprie stanze e si dirige in biblioteca.
La sua eternità è privata della parte più preziosa e ne sente l’assoluto vuoto.
Varcando la soglia però, trova il dono della strega vampiro e quando prende l’ampolla tra le mani, torna a percepire la presenza di lui; ne sente il respiro e il gelido fiato tra i capelli, come se lui fosse in quel momento accanto a lei e le stesse ponendo un bacio sulla sommità del capo, tra i capelli.
Elizabeth sussulta e si guarda attorno sgomenta.
Fluida si porta alla finestra e si mette in ascolto, il suo stupore è sempre maggiore.
Gridando che lui è tornato, la vampira corre fluida e veloce, come è nella natura di un vampiro, inoltrandosi nella fitta foresta.
La luna piena illumina la strada, che le è nota.
E’ diretta al capanno dove Wolf si era ritirato e dove aveva abbracciato sorella morte.
- la luna piena -
annaspa, non è possibile.
Le tornano alla mente le parole di Maharani, la notte precedente al rito,
Quando avvicinatasi alla finestra e scrutato il cielo stellato, le aveva detto:
- Guardate Elizabeth, manca ancora uno spicchio e poi mi condurrete lì-
E la notte successiva, alla luce dei selenici raggi lunari, Maharani le sembrò splendida, mentre celebrava l'antico rituale delle anime.
Al termine del quale, aveva assicurato ad Elizabeth di aver ottenuto ciò che desideravano e che entro la notte successiva, qualcosa sarebbe accaduto.
Corre Elizabeth, corre mentre alla sua vista appare la radura dove sorge il capanno.
Corre e giunta nello spazzo sente la presenza del suo amato sangue.
Percepisce la sua essenza e si gira di scatto, vedendolo.
Splendido, tenebroso signore della notte.
Si avvicina a lui tremando di gioia, per poi bloccarsi stupita.
Ne riconosce lo splendido portamento, il viso affascinante, il fisico possente, ma vede che nei suoi occhi, brilla una sola luce.
Fermo immobile al centro del prato, non c’è il vampiro che l’ha trasformata. Immobile al centro del prato non c’è il principe Stephan Wolfmoon Basarab.
Ma non vi è nemmeno il prode e feroce Wolf.
Ha un sussulto nel riconoscere il diavolo che la sta guardando ora, con occhi color del ghiaccio.
E’ lui, spogliato del titolo, spogliato dall’odiato cognome; è solo lui, Wolfmoon Highlander!
Elizabeth teme che lui non ricordi d'esser suo fratello di sangue, che non ricordi nemmeno la ragione del suo essere vampira e sussurra :
in un luogo senza dove.
mi conosceste fremente mortale.
le vostre parole, composte e misurate, sempre più da me amate.
trovando una profonda complicità, vi chiamavo gentile immortale.
il vostro sorriso per me non ha eguale.
lento è stato il mio cammino.
infine decisi il mio destino.
l'eternità il vostro morso mi ha donato.
ed ora
siete ritornato!
Il vampiro la guarda fisso, raggelandola con i suoi occhi di ghiaccio, fino a che il sorriso, il suo sorriso, distende le belle labbra dell’immortale.
La voce di Wolfmoon è carica d'emozione, al pari di quella di Elizabeth, mentre la riconosce:
- cuore mio -
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