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14 Aprile 2011
Addio capitano
Sospiro silente di anima latente
giunse qui con il suo tormento.
Anima maledetta,
il cui vascello è portato dal vento.
triste destino di questo legno,
portare in se uno strano disegno.
anime dannate da esso salvate
spezzano catene,
e trovano fine alle loro pene.
zavorra per il suo libero navigare
è il nome di chi vuol salvare.
stride la chiglia,
bagnata dai flutti.
Grida il passato,
uccidendo ll presente.
la rotta ormai è tracciata
possa la sua stella esser trovata..
Notte iridescènte di luna piena.
Le possenti mura vigilano l’antica dimora.
All’interno d’esse la notte è priva di rumore; se non per il ritmico toccare della pendola e gli scricchiolii del tempo.
Un pulviscolo nebbioso attraversa il grande patio, nessuno lo percepisce, poiché i dimoranti sono a caccia.
Esso è giunto dalla parte più segreta della dimora, quella conosciuta solo dai quattro fondatori e sembra muoversi con consapevolezza attraversando i lunghi corridoi..
Si dirige evanescente verso i piani superiori, entra invisibile attraversando lo stipite in una stanza.
- Nulla è cambiato da quando se n'è andata.
Sicuramente è Elizabeth che si prende cura di tutto.
Lei non ha mai rinunciato al sogno di vederla tornare a casa -
Il pulviscolo si muove, come a sfiorare l’antica mobilia, impossibile per lui percepirne la liscia superficie, esso sembra in malinconica riflessione levitando irradiato dalla luna.
Al centro di esso ecco materializzarsi una ombra di figura umana, dalle linee femminili.
Si muove nella stanza, la sua stanza.
Gli amati libri son tutti lì, sul tavolino un minuscolo libricino dalla copertina scarlatta, si tratta delle poesie di Hikmet, lei sa che il segno è a pagina centodiciassette.
I ricordi sono così vividi, così indelebili e potenti, la sua nostalgia struggente.
Wolfmoon è tornato dall’inferno, sfuggito ai demoni che ne desiderano l’anima e ne bramano la presenza nei loro meandri.
Ma lei è ancora lontana, dispersa e la sua sola essenza ora visita gli amati luoghi.
Ancora una volta ci sono brame, ancora una volta qualcuno sta macchinando nell’ombra e lei prigioniera del nulla, non può essere d’aiuto.
Sul piano del tavolino, accanto al libretto, troneggia un vaso colmo di splendide orchidee gialle. Elizabeth certamente provvede affinché il suo fiore preferito, non venga mai a mancare nelle sue stanze.
Come falciata da una invisibile cesoia, una di esse si stacca dal suo stelo e va a riporsi sulla copertina di velluto rosso del libretto.
Come è apparsa, ora la figura umana si dissolve, tornando una informe nebbia, per poi svanire completamente.
Loro capiranno.
Dagli spalti della dimora, Elizabeth segue le manovre a bordo del vascello, le vele che vengono spiegate e il capitano a petto nudo che si muove agile e competente, completamente solo ad effettuarle.
Da molto tempo non le era dato di uscire alla luce del sole, ma il sangue di Maharani le sta offrendo quest’ultimo saluto al lupo di mare.
Eugene ha un’espressione del viso seria, sembra in ascolto di qualcosa che non è dato nemmeno a lei e alla sua natura di vampiro di percepire.
Vi è nel suo agire una certa premura; ha fretta, se ne vuole andare o deve raggiungere una meta..
Il suo vascello è in condizioni di poter navigare, splendono i cannoni e le vele creano strani giochi d’ombra. .
Fino a che la luna non prenderà posto al rosso disco che sorge all’orizzonte, ai vampiri non è dato di lasciare le ombreggiate e cupe mura della dimora, ma per lei, sotto all’influsso del prezioso dono della strega questo non sarà un problema.
Crede di conoscere la ragione, della repentina partenza del cacciatore di anime.
Il ritorno di Wolfmoon Highlander dal regno degl’inferi , deve aver turbato equilibri e molte anime dannate lo hanno seguito.
Dalla sua postazione, può vedere Akasha e Daniel prendere posto sul cassero.
Daniel sorride soddisfatto, pronto per le mille avventure che il capitano saprà fargli vivere.
Akasha è pronta al fianco del capitano, per un viaggio forse senza ritorno.
La marea è favorevole, le è consentito attraversare l’acqua e con il pensiero ordina alla sua aura di essere sul ponte, materializzandosi tra loro.
Akasha le da il benvenuto, abbracciandola con vigore ed informandola:
-Lady Elizabeth stiamo per partire –
poi rendendosi conto che è un addio, Akasha le scocca una triste occhiata , accarezzandole il gelido viso.
-è stato bello conoscervi.
Grazie per avermi accolta nella vostra Dimora, vi prego salutatemi la Principessa Patty, so che capirà!-
Elizabeth annuisce e rivolge lo sguardo verso il capitano, il di cui pennuto, gracchia infastidito sulla spalla.
Eugene le sorride, salutandola:
- Addio Madamoiselle, addio Zucchero –
Senza dir altro, Elizabeth saluta con un cenno del capo e si dissolve
Piove e seduta su una bassa panca di pietra,
osservo le gocce che s'infrangono sulle antiche pietre.
La mia anima è cupa.
lo svelo, lo confesso. Volevo partire con lui.
Avrei cercato lo spirito di Wolf e l’anima di Keilani.
Simon mi avrebbe accompagnata,
sperando di trovare il passaggio per il regno delle ombre
e liberare sua madre, la fata Aine.
Avevo pensavo.
ma nulla,
proprio nulla è certo,
come è invece l’eternità, per noi vampiri….
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