Per una Pasqua di fede e di cultura: F. Petrarca da Avignone alla volta Ventimiglia sui tragitti dei Pellegrini della Fede per Santiago

Stampa
PDF
Valutazione attuale: / 8
ScarsoOttimo 

santiago3Oddio, oggi tutto è quasi è cultura...e forse è vero....
Ma questa proposta è veramente unica: festeggiare un momento significativo della Cristianità rammentando i percorsi dei Pellegrini della fede", anzi di quei pellegrini che giungevano e passavano per Ventimiglia 8 secoli fa onde innestarsi sul mitico I Tragitto o percorso meridionale del "Visitandum est"!
Ma siccome sulla linea di quei Pellegrini e di un tratto non facile di quel I Tragitto si mosse anche uno dei più grandi poeti italiani di ogni tempo qual fu Francesco Petrarca lasciando, Avignone alla volta dell'Italia e avendo Ventimiglia come prima meta (poi purtroppo evitata forse per i fortunali a pro di Monaco), il discorso diviene poliedrico e propone tanti aspetti della storia del Ponente Ligure, delle Relazioni tra Italia e Francia e dei momenti sempre intensi della spiritualità di ogni tempo.
Ecco....è tutto qui...in QUESTO COLLEGAMENTO: E PER CHI HA PAZIENZA....BUONA LETTURA E PER TUTTI BUONA PASQUA!
Qualcuno  magari dirà .... ma è difficile...e sì che lo è: mai questi argomenti non possono esser semplici...però.... sicuramente concorrono ad approfondire la conoscenza del Ponente Ligure e non solo quale area strategico-viaria di importanza mondiale e forse a proporre delle vie alternative di turismo e perchè no anche di riflessione .... su tutto.
SantiagoNella circostanza FRANCESCO PETRARCA seguì a suo modo la direttrice I TRAGITTO quello meridionale segnato dalla "GUIDA PER SANTIAGO DI COMPOSTELA" = IL VISITANDUM EST ovvero come qui si vede anche cartograficamente il
TRATTO ROMA - ARLES - SANTIAGO DI GALIZIA (E VICEVERSA: CARATTERIZZATO DA PERCORRENZE SIA VIA TERRA CHE VIA MARE)
con nei dettagli la cartografia e l'approfondimento multimediale del tormentato tragitto
******ARLES - VENTIMIGLIA******.
*******
Scrisse in latino il PETRARCA (che qui si legge in traduzione):"...Ti avevo promesso di fare il VIAGGIO PER MARE [visualizza qui la tipologia dei viaggi per mare all'epoca], non per altro motivo se non per il fatto che mediamente si ritiene che si proceda meglio e con maggior rapidità per via di mare che per i percorsi terrestri".
santiago2Aggiunse quindi:"...imbarcatomi a NIZZA presso il Varo, che è la prima città d'Italia a ponente, giunsi a MONACO che il cielo era stellato".
Le notazioni del Petrarca ci ragguagliano su convinzioni storiche assodate: i percorsi di terra -scomparsa in gran parte la VIA ROMANA JULIA AUGUSTA- erano disagevoli e il porto nizzardo costituiva una base storica per la navigazione verso l'Italia.
La navigazione era -cosa parimenti nota- di cabotaggio, con frequenti approdi per ripararsi e vettovagliarsi: la prima tappa fu però a MONACO E NON IN VENTIMIGLIA (fatto non del tutto chiaribile ma forse connesso al sopraggiungere di qualche mutamento di tempo, tale da suggerire un pronto riparo = Ventimiglia, nodo viario per eccellenza dei Pellegrinaggi in Liguria Occidentale, all'epoca aveva strutture e fama superiori a Monaco, per dar ricetto ed offrire utili alternative di viaggio a seconda delle esigenze e delle mete prescelte).
Subito dopo infatti si legge:"...mi adiravo con me. Sostamme a Monaco di mal animo il giorno seguedte, tentato senza successo di salpare".
Non alludendosi ad avarie di sorta è veramente da credere che il sopraggiungere di qualche fortunale abbia costretto la nave in quel porto.
Ed a comprova di ciò, proseguendo nella lettura, si apprende che "...il giorno seguente, con tempo incerto, salpammo e sbattuti in continuazione dalle onde arrivammo a PORTO MAURIZIO nel pieno della notte".
La sosta al MAURITII PORTUM non dovette essere un espediente, da come scrisse il Petrarca l'attracco sembrava previsto dal programma di viaggio.
Egli aggiunse:"Non ci fu permesso di entrare nel castello. Trovata per caso in un OSPIZIO SULLA SPIAGGIA una cuccetta da marinaio condii la cena con la fame e fui debitore del sonno alla stanchezza"
Ed ancora: "a questo punto fui preso dall'ira e mi resi conto dei gran brutti tiri che fa il mare. Quindi fatti tornare sulla nave i servi coi bagagli, io solo con un compagno preferii restare sul lido di Porto Maurizio. Finalmente mi capitò un poco di fortuna. Fra quegli scogli liguri per qualche inspiegabile caso si vendevano dei CAVALLI TEDESCHI, forti ed agili. Non impiegai gran tempo ad acquistarli e rièpresi così il viaggio senza essermi del tutto liberato dalla nause del tragitto fatto per mare".
Anche se si tratta del PETRARCA qualche considerazione è spocchiosa ma, al pari di altri dati pur venati di letteratura, giunge utile allo storico.
Anche se verisimilmente il PETRARCA soffriva lo scomodo viaggio per nave era questo comunque -nel giudizio di tutti- il modo migliore per giungere a ROMA: i servi ed i bagagli dovettero procedere per nave in quanto il percorso stradale, tanto accidentato, era impraticabile o quasi per chi fosse impacciato da mezzi pesanti od oggenti di ingombro.
Il riposo fu preso sulla spiaggia di PORTO MAURIZIO in un "HOSPITIUM": qualche traduttore corrgge con ALBERGO ed è difficile dire se si fosse trattato di un OSPIZIO PER PELLEGRINI o di uno di quegli OSPIZI RETTI DA PRIVATI di cui talora è giunta notiza.
Il POCO CIBO cui fa cenno il PETRARCA, assieme alla menzione della CUCCETTA, potrebbe far pensare alla TIPOLOGIA DI un OSPIZIO PER PELLEGRINI.
santiago1Bisogna però tener conto che si ha pur sempre a che fare con un umanista, per casta dotto quanto narcisista ed abituato a certi lussi avignonesi: quuindi non è da escludere il RICOVERO PRESSO UNA SORTA DI LOCANDA PRIVATA al modo che in Ventimiglia tempo prima fece il nobile cortigiano spagnolo GIOVANNI DE PORTA come verosimilmente tanti altri CAVALIERI E CROCIATI ED ANCHE PELLEGRINI DI FEDE..
Il Petrarca scrive di aver trovato, per caso, in vendita dei CAVALLI DI RAZZA. Se confrontiamo l'episodio con quello di GIOVANNI DE PORTA si direbbe invece che la COMPRAVENDITA DI CAVALLI era quasi un fatto istituzionale nei PORTI, sia a Ventimiglia che a Porto Maurizio.
La ragione non sarebbe poi indecifrabile: i CAVALLI erano lasciati presso gli OSPIZI per varie ragioni: per cambiare a costo minimo animali freschi con altri pronti per il viaggio, erano commerciati per le esigenze dei viandanti che potevano spendere (come GIOVANNI DE PORTA od il PETRARCA) ed ancora venivano allevati localmente da imprenditori e proprietari di ospizi privati" per farne oggetto di vendita o di affitto a quei pellegrini che potessero permetterseli o dovessero come GIOVANNI DE PORTA lasciare il "percorso marino" per addentrarsi lungo una qualche via di penetrazione nell'entroterra.
E' infattibile ricostruire topografia e topologia dell'OSPIZIO visitato dal PETRARCA: l'unica certezza è che si trovava in prossimità dell'approdo: "LITOREUM HOSPITIUM".



Add this page to your favorite Social Bookmarking websites
Follow us on Twitter