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22 Aprile 2011
Quando ero umana, avevo adottato le loro abitudini e dormivo la maggior parte del diurno;mi ritiravo al sorgere del sole e mi svegliavo nel tardo pomeriggio quando andavo nelle cucine a sbocconcellare qualche cosa.
Dopo lasciavo che calassero le tenebre, immersa nei miei studi in biblioteca e in quel posto spesso mi raggiungeva Wolfmoon, raccontandomi dei progressi delle sue ricerche, oppure svelandomi misteri sulla sua specie.

Quella sera non mi raggiunse e quando mi ritirai nelle mie stanze per prepararmi all’ennesimo ricevimento sentivo in me una strana inquietudine. Non era allarme o altro, era nostalgia.
- Pazzesco – mi ripetevo indossando l’abito da sera, lui è un vampiro e quello che sento è pericoloso e fuori luogo.
Ma quello che provavo per lui era un affetto intensissimo, aggiunto al suo fascino, alla sua gentilezza e alla malia del vampiro mi faceva sentire sempre più la necessità d’incrociare il suo sguardo e il suo sorriso.
Avvertii il suo arrivo, prima ancora che lui fosse al nostro fianco, seppi che lui c’era.
Lo salutai con calore e lui mi guardò emozionato, confidandomi che aveva scoperto chi fosse. Ne gioii e glielo dissi subito:
- Milord...una splendida notizia, che da tempo bramavate...ditemi, le vostre ricerche a cosa vi hanno portato? -
Keilani si avvicinò a noi e salutò con quella splendida voce fatta di mille campanellini scintillanti. Wolfmoon le baciò la mano e le disse che era felice ci fosse anche lei. Poi rivolgendosi a me disse:
- Si...ho trovato moltissimo e sono dannatamente fiero del mio passato, anche se mi è stato nascosto per molto tempo. Sarebbe una storia degna di un vostro romanzo. -
- Curiosa mi preparai ad ascoltarla, mentre Keilani disse:
- A questo punto la curiosità mi fa prudere tutta l'epidermide! Ovviamente solo se Voi mi riterrete degna di sapere. –
Wolfmoon Highlander annuì greve e cominciò:
- Ebbene so quando sono nato, il nove settembre del millequattrocento e sessantacinque, alle tre del mattino in un posto ancora imprecisato ma conto di scoprirlo, penso in un posto segreto sui Balcani –
Curiosa domandai:
- Milord, conoscete il nome della vostra madre mortale? –
Highlander, ha riso con una increspatura sarcastica sulle belle labbra e ha poi proseguito dicendo:
- Una sorpresa raccapricciante dal suo verso, si chiama Anna ed era mortale sorella del Re di Polonia Stephan che regnava nel 1400 –
Le mie ricerche e continui studi mi permisero di focalizzare subito la congiunzione e commentai rabbrividendo:
- Ah milord! Voi dunque avete una sorella? una sanguinaria sorella, dedita a bagni alquanto graditi a lady Raf. E’ una notizia incredibile, ho compreso. Vostra sorella si chiama ELIZABETH Bathory ! ma suo padre...non è il vostro, vero Milord? –
Wolfmoon annuì serio, divenendo quasi restio a parlare, proseguendo poi:
- Si, ma mai conosciuta anche se molte volte ho sentito millantare quel nome, vedo che siete informata. Forse è meglio che ora dica solo il mio nome, quello vero poi vi racconterò la mia storia con più calma. -
Non resistendo e fremendo di curiosità lo sollecitai:
- Ancora la mia sete di conoscenza non è terminata. Sono qui per questo e non per partecipare a mille balli in maschera! -
Patty, che fino a quel momento aveva ascoltato in rispettoso silenzio dichiarò:
- Milord, ricordate sempre. Le proprie origini sono importanti, possono farci comprendere tanto, sopratutto alcuni lati oscuri del nostro essere. -
Wolfmoon divenne serioso e Patty lo guardò in volto con attenzione. I suoi occhi verde smeraldo lo rasserenarono. Proseguendo poi intensa:
- Ma noi non siamo le nostre radici, noi siamo ciò che abbiamo fatto nel trascorrere del tempo, noi siamo ciò che abbiamo dato, ciò che abbiamo appreso. Ciò che ci è stato dato in quel periodo secolare che è la nostra non vita. Non abbiate timore di mostrare ciò che sono state le vostre origini. Non potranno mai cambiare ciò che siete ora, nulla potrà cambiarvi, nulla potrà cambiare la visione che abbiamo noi di Voi Milord. -
Un poco più dolcemente la bella immortale concluse:
- Ciò che so, ciò che conosco di Voi, rimarrà tale. Non sarà una madre mortale ed una sorella sanguinaria o un padre carnefice a cambiarvi, non potrà... –
Ammirata dalle parole della vampira la ascoltai senza fiatare e Wolfmoon le rispose un poco più convinto a parlare:
- Lady Patty, sto cercando il modo per esternare. Dalle mie origini sto capendo molto del mio essere, ....credo che andrò fiero del mio passato come del mio presente. -
Il mio amico immortale s’incupì e rimase in greve silenzio davanti a noi tre. Keilani comprendendo il suo stato d’animo si allontanò con Grazia, dopo averci salutato.
Il prolungato silenzio convinse anche Patty che l’argomento fosse concluso e rimase in silenzio solo io incosciente mortale curiosa lo spronai a parlare:
- Continuate, io bramo di conoscere il resto della storia dalle vostre labbra. -
Patty con la giusta percezione della sua razza riconobbe lo stato d’animo di Wolf e inchinandosi si accomiatò da entrambi:
- Vi auguro buon proseguimento mio oscuro signore. Auspicandovi di trovare definitivamente ciò che state cercando e di farne tesoro. Ma senza farvi condizionare. –
Wolf era ancora concentrato e la vampira sorridendomi si rivolse a me:
- Dolce Lisa. fate del vostro meglio per aiutare Milord laddove ce ne sia bisogno, a presto. –
Ancora le stavo rispondendo:
- Veramente gentile...farò ciò di cui sono capace..ciò che è umanamente possibile. -
Che Wolfmoon Highlander, in un unico basso ringhio svelò il suo segreto passato:
- Stephan Wolfmoon Basarab Bathory.....Principe e Vampiro.....maledettamente Vampiro -
Patty rimase e sorridendo lo fissò negli occhi, felice che lui fosse arrivato alla propria scoperta:
- I miei ossequi. Stephan. Splendido Principe Vampiro. -
Lui le fece un elegante inchino, sorridendole complice e compiaciuto. Io riflettendo su quello da lui detto, conclusi che il nome Stephan gli fu dato in onore di chi lo allevò, Wolfmoon è quello che lui è sempre stato nei suoi quasi seicento anni; e che Bathory è il nome della mortale che lo concepì, ma sapendo che un vampiro non può concepire riflettei e osservai incautamente:
- Nome che parla di antiche battaglie, ma Basarab, non fu colui che uccise Vlad l’impalatore? -
Il sorriso scemò improvviso ed inspiegabile dal volto della mia dolce amica. In un sussurro, incredulo ed impercettibile al mio udito umano lei boccheggiò:
- Lisa cosa dite, non può essere. State scherzando, non è vero?! non ne ero a conoscenza… ma non può essere lui. –
Senza che io me ne accorgessi un leggero tremore pervase il corpo della bella immortale e proseguendo domandai, rivolta al vampiro:
- Wolf, chi era Basarab per voi? -
Lui mi rispose:
- Così ho scoperto. Nato da una relazione segreta tra Basarab III e Anna Bathory ed affidato in segreto alla moglie del capo delle milizie a capo di Basarab con il nome di Wolfmoon, perchè concepito in una notte di Luna piena e al canto dei Lupi –
- Quindi Basarab fu vostro padre Milord, ma non era un vampiro e voi lo siete. chi fu a rendervi tale? –
Highlander ghignò e mi spiegò:
- Durante una spedizione di guerra in Moldavia ebbi il piacere di concedermi ad una fanciulla maledettamente ammaliante, ma non era una mortale io non lo sapevo e mi ha posseduto.
Devo ringraziare il mio corpo da guerriero se non mi ha salassato, so chi era ma devo verificarne il nome. -
Estasiata a così tanta storia sussurrai:
- Milord...avete ragione, la vostra esistenza meriterebbe un poema, chissà se messer Gabriele, il nostro poeta immortale volesse scrivere delle vostre gesta, come si faceva tra gli antichi popoli, quando i bardi inneggiavano alle gesta dei loro guerrieri. -
Il mio immortale amico mi spiegò:
- Lisa, non sono stato riconosciuto legittimo per nascondere lo scandalo. Ma sul letto di morte, mio padre mi ha svelato tutto i segreti pronunciando il mio nome prima di spirare...Stephan.. –
Alle mie spalle, ritratta in se stessa, Patty riviveva il suo più grande tormento, rabbia e disperazione si fondevano e quello che stava accadendo non le pareva vero, le sue labbra tremanti si muovevano a pronunciare quel nome:
- Non posso crederci. – incredula guardava Wolfmoon - io ho....non è vero...Basarab III Laiota... ...non capite...non potete capire. -
Io non vidi il mio amico che la guardava con intensità e preoccupazione ero troppo intenta a cercare tra i ricordi delle mie ricerche delle nuove tracce per lui. Mentre io ero immersa nei miei pensieri lui le si avvicinò, lei rabbrividendo si ritrasse, arretrando di alcuni passi. Così dolcemente le domandò:
- Lady Patty, cosa vi sta turbando?...non fatemi preoccupare, ci tengo a voi.-
Non ricevendo risposta e continuando a vedere lo strazio negli smeraldini occhi della bella immortale, il vampiro scopertosi principe ripudiato abbassò confidenzialmente la voce, fino a che non divenne un roco e seducente sussurro:
- Ditemi, cosa vi graffia l'anima!? -
Lei lo guardò fisso negli occhi, incredula per l’ironia di ciò che aveva affermato precedentemente sulle sue radici. Tutto sembrò crollarle, lei gli aveva detto che non poteva farsi condizionare, ma lo sconcerto ora era troppo forte, una lacrima solcò il suo niveo viso mentre dalla gola uscì in un soffio una disperata domanda:
- ...perchè lui...perchè proprio lui. –
Solo in quel momento m’avvidi dello sguardo preoccupato negli occhi del principe Stephan , il mio amico immortale la guardò comprendendo infine e le disse:
- Patty....sto capendo la vostra delusione....ma non potevo nascondermi, molti odieranno Basarab. -
Seguendo la direzione del suo sguardo incontrai due tormentati ed immensi smeraldi, non comprendendone la ragione domandai:
- Ma perché la mia dolce amica vampira soffre? cosa posso fare per lei? Wolf, aiutatela voi.
io sono solo un'umana, posso solo raccogliere le sue lacrime. -
Le parole sembravano morirle in gola, vedevo che non riusciva più a parlare; un’ondata di rabbia le accese gli occhi e rabbrividendo quasi potei immaginarla ruggire, ma poi le si incupì nuovamente lo sguardo, spegnendone la furia e ritrovandone la precedente disperazione.
- Stephan...siete figlio di...di quell'uomo che ….siete figlio dell'uomo che uccide e decapitò....MIO PADRE! –
Rimanemmo entrambi impietriti dallo stupore, Wolf si riscosse e con partecipazione consapevole le sussurrò:
- Ora capisco e mi addolora a pensare al dolore atroce che prova ricordando Patty. Ma non fu la mia mano a mozzare. Io ho subito il rifiuto di figlio, non credete che sia altrettanto atroce?. -
Fissando con rabbia l’anello con il sigillo dei Basarab che appena ritrovato e indossato per sfregio al genitore, Wolfmoon raccontò:
- Ora che ricordo tutto il mio passato rivivo anche quel momento; sono io che ho rinnegato lui sul letto di morte. - Profferendo questa frase:
“TU NON M’HAI RICONOSCIUTO DA VIVO QUALE FIGLIO ED IO NON TI RICONOSCERO' QUALE PADRE NEMMENO DA MORTO.”
Dopo di quelle parole me ne sono andato, sparito per sempre da quell’ambiente e vagando come un mercenario di morte e sangue.
- Ho odiato tanto quell'uomo che lo avrei decapitato io stesso con le mie mani nude, voi non sapete quanto lui mi ha tradito. –
Davanti a me avevo due anime dannate e maledette dal fato, si erano incontrate e forse tra loro sarebbe potuto sorgere qualcosa di speciale, ma il destino beffardo aveva fatto si che le loro strade fossero separate da un qualcosa d’insormontabile.
Vidi la Principessa Tepesh raccogliere in se le proprie energie per riscuotersi da tale dolore; lei
comprendeva la situazione, comprendeva anche il dramma vissuto dall’immortale, ma quella rivelazione fu troppo forte per lei. Lacrime sgorgarono dai suoi occhi mentre lo fissava quasi chiedendogli perché lui e non un'altro.
La vidi allungare una mano tremante verso di lui, ma si fermò non riuscendo a toccare quel viso. Senza aggiungere altro, in preda ad un turbinio di emozioni contrastanti, la vidi voltarsi e correre via scomparendo nella notte, illuminata solo dai raggi della luna. Esterrefatta avevo ascoltato immobile e silenziosa le immortali creature immerse nei reciproci dolori.
Un'esistenza infinita, può portare un odio infinito? Incapace di trovare risposta ad un tale quesito, non potei far altro che rispettare il loro atroce dolore. Wolfmoon, dopo aver seguito con lo sguardo la nostra amica lo abbassò con onore e fierezza, entrambi l’avevamo vista scomparire con l'orrore negli occhi. Consapevoli che niente e nulla poteva consolarla.
Mi avvicinai timidamente al vampiro, lui immensa creatura della notte si scosse e guardò me con dolcezza, l’avevo sempre cercato per la sua conoscenza, la sua saggezza, mascherata da una seduttiva e ammaliante ironia, di lui apprezzavo come adoro ora la pericolosa forza ben controllata da un animo profondo e la capacità di trovare sempre la giusta soluzione.
Lui mi aveva dato la sua protezione, benché io fossi un tenero boccone per quelli della sua specie. Incapace di dargli ora le risposte che forse sperava di sentire commentai:
- Milord, volete che la vada ad assistere?! solo ieri sera danzavate leggiadri, l'uno tra le braccia dell'altro. I vostri sguardi questa mattina s'incrociavano complici ed appagati. Cosa posso fare per voi?!. –
Il vampiro mi guardò con intensità, fino a farmi rabbrividire, poi mi disse:
- Nulla Lisa, saranno gli orgogli a sentenziare. Una frattura imponente e difficile da sanare, ma comprensibile, ambedue uccisi nuovamente da una figura orrenda per entrambi. –
Sollevando la mano, la posò sulla mia guancia. Ne avvertii il gelido contatto, prima che la ritirasse, informandomi che se ne doveva andare dal castello, ma che per il male fatto a Patty, voleva che lo cacciassi. Lo supplicai, piansi ma cosa poteva una mortale in quel frangente.
Io infine esaudii la sua richiesta e lo feci con la morte nel cuore. Lui se ne andò lasciando alla signora del castello e Lady Raf una breve nota in cui raccomandava me a loro, dicendogli che non era mia la responsabilità.
Ora sono lieta d’esser stata cacciata da quel posto, ma allora fu molto triste per me.
Rientro in me chiudendo quel capitolo lontano; l’odore del bosco pervade i miei sensi attraverso il delicato profumo del nostro giardino. Ora sono qui, immortale e sorella di sangue proprio di quei tre immortali che vissero quella famosa notte in cui Wolfmoon Highlander svelò il suo passato segreto.
Scacciata dal castello non rimasi sola in questa dimensione a lungo, appena lui lo seppe mi venne a prendere e mi portò qui, mi propose di vivere tranquilla insieme a lui, che mi avrebbe protetta e onorata.
Mi donò la biblioteca e nonostante fossi umana mi rese castellana, insieme alla sua cara amica Keilani Shelby spirito inquieto, incapace di restare a lungo in un solo posto e alla principessa guerriera, figlia del grande Vlad Tepesh, ucciso dal padre di Stephan W B. Ma come risanarono quella spaventosa frattura è degno tema di un’altra storia.
Dalla Dimora Deianira ha visto che sono in giardino, un’altra splendida sorella per me, le faccio un cenno con la mano e lei mi raggiunge.
- Liz tesoro, abbiamo ospiti – Sorridendo mi alzo e le vado incontro - Arrivo -
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