Divinazione, Chiromanzia, Scienze Occulte della Previsione del Futuro nell'interpretazione di Domenico Serio

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DIVINATIONEIl fascino oscuro del Malleus Maleficarum ha dispersa spesso l'attenzione su testi di ben minor fama ma che non solo ne hanno ripreso vari contenuti (pur debellandone il lato truculento e certe orrorifiche esternazioni fini a se stesse) ma che sulla scia delle "Dissertazioni sulla Magia" di M. Antonio Del Rio e del pur meno importante SAI di Eliseo Masini (qui nell'immagine) hanno variamente dissertato sulla superstizione o comunque sull'Occulto. E' il caso di un'opera fondamentale per intendere la POSIZIONE DELLA CHIESA SETTECENTESCA avverso la SUPERSTIZIONE e le varie MANIFESTAZIONI DI SACRILEGIO: OPERA che fu scritta e pubblicata nel 1722 dal PADRE DOMENICO SERIO e di cui, qui di seguito si propone un collegamento all'INDICE GENERALE pur proponendo qui sotto per chi vuole leggere più sveltamente le considerazioni da lui proposte sulle SCIENZE OCCULTE DELLA PREVISIONE DEL FUTURO cioè sulla DIVINAZIONE IN TUTTE LE SUE FORME.
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La DIVINAZIONE è il voler conoscere le cose occulte, passate o avvenire e non per via naturale ma per arte del Demonio invocato o tacitamente o con patto espresso: così la definisce San Tommaso, e perciò si appartiene alla SUPERSTIZIONE da noi sopra divisata.
DIVINAZIONE adunque si è voler conoscere che cosa si faccia or nella Francia, cosa si conchiuse ieri nel Consiglio di Spagna, che sortirà nella Fiandra? Se quello è prescito, se è predistinato quell'altro? Se sortirà quel matrimonio, se avrà quel negozio favorevol evento.
Cose che per naturale virtù senza la rivelazion Divina non è che si possan conoscere.
Per TRE VIE sogliono gli uomini perversi, far CONOSCERE L'OCCULTO: invocando espressamente l'ajuto del Demonio, perché lo dia a conoscere; senza quella invocazione s' fattamente espressa, andandolo rintracciando da' segni e moti di alcune cose, che più innanzi noteremo; e da alcune operazioni quali nulla han che che fare con quel che intendono conoscere, come sono le cose che occorrono a sorte, quali sarebbero le figure della cera liquefatta e gittata in acqua, l'uscita de' punti ne' dadi, buttati alla rinfusa, o le sentenze de' libri aperti a caso e simili.
Nella prima maniera può di molte guise occorrere, o per via di prestigio, vedendo o udendo qualche cosa, per virtù diabolica, nel restrignere o premere l'orecchio o gli occhi, per via di sogni, per via di Negromanzia, che vuol dire apparizione di morti, che rivelano cose occulte, per cagion di Pitoni, Pytones in latino, come quando il demonio forma nel ventre degli Uomini o Donne voci che pronunziano il futuro e l'occulto e de' quali si fa menzione nel Levitico al ventesimo, nel diciottesimo del Deutoronomio e ne' Parelipomeni a capi venti.
Con la Geomanzia, cioè da' segni che si vedono nel legno, ferro, pietre lucenti o specchio, per i quali si dan a credere di avere scoverto il futuro.
Coll'Idromanzia, dalle figure dell'Acqua, coll'Areomanzia, dalle figure dell'aria, e Piromanzia dai segni del fuco, Aruspicio dalle figure e segni che si trovano nelle viscere degli animali uccisi e consegrati agl'IDOLI.
Onicomanzia da' segni che compariscono sull'olio asperso su degl'innocenti fanciulli, posti a risguardo del sole per risplendere e dette alcune superstiziose parole.
Nella seconda maniera divinano coll'Astrologia giudiziaria quando da i moti e dal sito delle sfere Celesti ricavan le notizie delle cose occulte.
Coll'Augurio: dalle voci degli animali, canti di uccelli, di galline, sternuti di uomini, parole de' medesimi dette per altro fine, interpretate ad augurio proprio, qual domandavano anticamente Omen.
Con la Dattilomanzia, per via di anelli incantati e fatti muovere e posti in determinato sito dirimpetto al Cielo.
Colla Coschinomanzia quando dal moto del crivello pronunziati i nomi de' ladri pretesi, intendono scovrire chi furò la sua roba.
Colla Chiromanzia cioè dalle linee della mano onde ricavano la sorte futura.
Nella terza s'indrizzano poi a far molte cose colla MAGIA e MALEFIZIO quali far non potrebbero per virtù naturale; ed è d'uopo sapere che non favelliamo qui della MAGIA NATURALE e ARTIFIZIALE che per umana industria e cagioni naturali producon gli effetti, agli occhi di chi non è di tal professione, d'assai maravigliosi; non parliamo di queste imperciocché, essendo lecita e l'una e l'altra non è che dovessimo sovra di esse essaminar la Coscienza.
Favelliamo sol della MAGIA DIABOLICA qual produce i suoi effetti per diabolica virtù, della istessa maniera, che per virtù diabolica scuovre la DIVINAZIONE l'occulto come notò S. Tommaso.
S'ha dunque a sapere che non ogni effetto per maraviglioso che sia ha la sua dipendenza dall'ARTE DELLA MAGIA DIABOLICA: sene possono cagionare alcuni da naturale virtù di antipatia o simpatia che han fra loro le cose o da arte naturale, come notò Galeno del fiele del pesce Callionimo col quale guarì la cecità di Tobia l'Angiolo, stimato preter o sovranaturale di chi non n'ha la notizia, quando egli è naturalissimo com'anche la sfera naturale che fè di vetro Archimede, la Colomba di legno di Archita che volava, l'uccello d'oro di Lione Imperadore, l'uccello di bronzo di Boezio che cantava, il capo di legno qual dicono aver fabricato Alberto Magno che favellava, quando che fusse così, le statue di Dedalo che camminavano, alcune macchine che appo Seneca crescevan da sè, che quello s'ingoi una spada appo Plutarco, quell'altro scriva mentre che velocemente si gira sovra una ruota presso Simposio e Senofonte e cento e mill'altre destrezze delle quali favella S. Cipriano, Giustino Martire, il Grisostomo, Pietro bellonio, Svetonio, Quintiliano ed altri: quali opere non son tali che eccedano le forze umane ma senza gran controllo si fan da chi n'ha l'arte come infinit'altri giuochi che da CIRCOLATORI e BAGATELLIERI si fanno per pura destrezza.
Si deggiono tuttavia evitare per lo scandalo che allo spesso ne prendono gl'Ignoranti o per altra mala conseguenza, qual potrebbe nascer da quegli.
"La MAGIA PROIBITA adunque si è quella che non per virtù naturale "[scrive ancora il Serio che invece tollera, se organizzate con misura, la MAGIA NATURALE e quella ARTIFICIALE] "o per umana industria produce i suoi effetti ma per mera opera diabolica.
E di cotal sorte son quegli effetti che si veggion produrre da alcuni anelli incantati, da caratteri, da sigilli, da immagini e simili, quali considerati giusta la lor natura niuna virtù avrebbero di produrgli.
Molte sono le le SPEZIE di detta MAGIA, secondo la varietà degli effetti, che per virtù dei Demoni si producono e alcune si domandano soporifere e accade ciò qualora con alcune bevande e incanti addormentano, affin di rapir qualche cosa, d'avvelenare il paziente o di commettervi alcuna impurità, altre si chiamano amatorie perché per via diabolica accendono ad amore come spesse fiate soglion far le mogli non amate dai lor Mariti a misura del loro desiderio, di alcune delle quali favella Baruc, altre si addimandano Maleficj ostili e sono quando il Mago accagiona o ne' beni o nelle menmbra alcun danno per opera del Demonio e questo è di più spezie.
Una è l'AFFASCINO col qual si cagiona male alla persona cogli Occhi guardandola, altra è il veneficio, qual si adopera in alcune immagini o altr'instrumenti per cagionare infermità insolite, aborti, difficoltà di partorire, mancanza di latte, così alle Donne, come anche agli animali, operando ciò con pungere quella figura o che sia, con liquefarla al fuoco, oltraggiandola e che so io, quali son tutti segni che si dan al demonio perché cagion quella infermità che lor bramano.
Vi è poi il maleficio votivo nel quale cagionano i maghi ai Sposi o dissamore fralloro o odio o impotenza, distinzioni, sospetti, liti e simili che loro cagionano abborrimento.
"E in ultimo vi son MALEFICI cagionati nell'aria, come tempeste, venti, grandine e tuoni" [scrive ancora il SERIO dimostrando che ancora nel XVIII secolo la CHIESA UFFICIALE ed i suoi interpreti più rigorosi credevano alla MAGIA TEMPESTARIA (STREGONERIA TEMPESTARIA)] "che distruggono vigne, biade, giardini ecc.
Si distinguono poi tutti cotesti maleficj avendo mira solo al modo con cui si compongono in INCANTO e puro MALEFICIO.
Quel che si compone di parole si chiama INCANTO e quel che si compone di cose si chiama MALEFICIO benché in quanto all'EFFETTO tutti tornino in una cosa medesima.
"Ma facciam qui fine per la DIVINAZIONE e passiamo" [annota ancora il SERIO] "alla TERZA SPEZIE della DIVINAZIONE qual'abbiamo dimandata VANA OSSERVANZA.
E' la VANA OSSERVANZA una spezie di SUPERSTIZIONE tutta ordinata o ad acquistar qualche cosa o a torsela, come l'arte notoria, l'osservanza di sanità, l'osservanza de' sagri.
La PRIMA s'indirizza da SUPERSTIZIOSI a ottener le scienze per virtù d'un Demonio e la dimandano alcuni ARTE ANGELICA o ARTE DE' SPIRITI, SIGILLO DI SALOMONE e SCIENZA PAOLINA perché fingono falsamente essere stata infusa a S. Paolo e a Salomone da' quali è poi passata a posteri, e intendono acquistare con tal'arte le scienze che vogliono, con solo divisar alcune figure e recitar alcune parole con digiuni, orazioni e simili.
"L'OSSERVANZA DI SANITA'" [scrive il SERIO una volta ancora parlando di un aspetto della superstizione così detta e rientrante nel campo della VANA OSSERVANZA] "è quella che sogliono esercitare alcune DONNE dette perciò dal volgo SAVIE e alcuni RIMEDIANTI per guarir morbi, per saldar piaghe, per tor i dolori, ristagnar sangue e ite voi discorrendo.
Servendosi in ciò di caratteri, figure, di alcuni nomi adoperati coi Riti particolari, con azioni determinate, come di passeggiare, di muoversi, di lambire, di contorcersi e simili, senza che sì fatte cose nè dalla natura nè da Dio abbiano cotale virtù [il PADRE SERIO allude ad una serie di ESORCISIMI SUPERSTIZIOSI (CURE MAGICO-MEDICHE POPOLARI) molto radicati nel folklore panitaliano)
Sogliono [le DONNE SAVIE] anche applicare Corone di tante erbe sul capo, cingolo di tal colore, di tanti nodi negli reni: erbe raccolte nel tal tempo e alcune orazioni sì straordinarie e sconnesse che in ascoltarle ti vien voglia di prendere que' malvagi a schiaffi benché in sì fatte iniquità e inezzie montino in tanta vanità che per poco vogliono esser stimati come Sibille od oracoli.
Qui si riducono l'altre vane osservanze di buon o mal augurio, di avere per male cantar la gallina, uratre nei cardini della porta, sognarsi cosa insausta, esser il primo con cui s'incontra la mattina un cane, un cadavere e simiglianti.
L'osservanza poi de' sagrj e, quando per conseguir qualche cosa, si adoperano cose sacre come Reliquie, Croci, Evangelj, parole sagre: come fan le Donne qualora voglion guarire gli affascinati, ranole, dolori di denti, di ventre ecc, con tanta fede de' semplici che pare esser quelle un S. Gregorio Taumaturgo o S. Francesco da paola.
Queste son dunque tutte le SUPERSTIZIONI con le quali si trasgredisce il precetto di adorar solamente Dio: e Dio sa, quanti vene saran di coloro,Uomini e Donne che si ritrovan tocchi da questa pece?
Dio sa quanti sene saran fatti di quest'INCANTESIMI e MALEFICI e quante vane osservanze si ritrovano aver dato loro credenza e quante DIVINAZIONI han curato di tentare?
Or io l'ho tutte spiegate acciocché ogn'uno avesse conosciuto il suo e esaminando più a minuto la Coscienza sappiano ben confessarsene.
senza però trascurare l'essamina su degli atti con i quali s'ha potuto violare il presente precetto, come sono l'empietà, la tentazion di Dio, le mancanze ne i voti e ne i sagrificj, l'indebito o superfluo culto, son tutti di genere suo colpe mortali, perché contro un importantissimo comandamento.
Esaminatevi bene la vostra coscienza poiche molto vi de' pesare, oppressa da colpe sì diaboliche: aprite bene gli occhi perché grande è il pericolo di chi si ritrova ingombrato da sì fatte iniquità.
Ma restiamo qui che non più ci si permette di favellare.



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