Il caso della "papessa Giovanna", alle radici di omofobia e sessuofobia, rivisitato sulla base di un raro repertorio ventimigliese del XVII secolo

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PARTOPAPESSALa "storia" è antica, quanto recente è il film che ha trattato la vicenda della "Papessa Giovanna": una vicenda che, sospesa tra storia e leggenda, fu variamente studiata ed affrontata e sostanzialmente rientra tra uno dei temi basilari della sessuofobia e dell'omofobia.
La si ripropone qui senza tanti commenti in un'interpretazione del '600 che ne venne fatta da un illustre erudito e bibliotecario ventimigliese, quell'Angelico Aprosio che in questo capitolo di una sua opera ("Lo Scudo di Rinaldo") qui integralmente digitalizzato e soprattutto reso ipertestuale raccolse una congerie infinita di dati, in gran parte rimasti sconosciuti e che meritano di esser riproposti sia per centrare la grande capacità di ricerca dell'erudito ma soprattutto per proporre più che parole concreti documenti su quei temi storici, sui quali si dovrebbe meditare con estrema attenzione, concernenti assieme alla misoginia e/o antifemminismo argomenti correlati quali sessuofobia, sessuomania, omofobia e in senso lato tutto ciò che deriva dalla paura folle e spesso irrazionale del diverso. Perchè la paura delle diversità, anche di pensiero e religione, generano spesso incomprensioni destinate a degenerare nell'odio e nel razzismo: che restano sempre e comunque dell offese estreme nel contesto della civiltà!

 



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