Quando il Capitanato di Ventimiglia soccorse la città di Genova devastata dalla peste del 1579-'80

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LAZZARETOCapita spesso che nelle reminiscenze storiche si prediliga il lato guerresco o comunque enfatico trascurando episodi che talora sembrano marginali a meno che non abbiano nel retroterra le pagine sontuose di qualche grande come nel caso della Peste di Milano nei "Promessi Sposi" il Manzoni.
Ma casi non romanzeschi di compartecipazione e collaborazione (con episodi  testimoniati di abnegazione) si siano avuti anche fuori del narrativo e che per questo maggiormente ci sollevino nella considerazione dei valori umani.
L'odio e la guerra, specialmente di fronte alle comuni avversità, possono cedere a momenti di reciproco aiuto che vale la pena di rammentare.
Era la II metà del '500 e la Morte Nera, la Peste Bubbonica assalì l'Europa: la Repubblica di Genova vide letteralmente falciata la sua popolazione, la capitale ligure vacillò su se stessa...sotto il peso di migliaia e migliaia di morti!
All'estremo Ponente del suo Dominio il male però non giunse, fu certamente anche opera del caso ma pure di previdenze e collaborazioni costruttive: in particolare tra il Capitanato di Ventimiglia, i Grimaldi di Monaco, i Doria di Dolceacqua e lo Stato Sabaudo.
Il terrore fu grande, la paura della morte si mescolò con quella dell'Apocalisse e della guerra portata contro gli uomini da Demoni e Streghe!

Ma tutto ciò non impedì ad animi coraggiosi di affrontare il male e,  anche a costo di sacrifici e sul momento impopolari, d'arginarlo: al punto che il Capitanato di Ventimiglia si segnalò -e ne fu ampiamente ringraziato- per aver osato affrontare letali pericoli ed aver PORTATO SOCCORSO A GENOVA VIA NAVE COME SI LEGGE CLICCANDO QUI

 



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