I confini d'Italia, una città storica (Ventimiglia), i suoi due "fiumi" ed i percorsi della civiltà: nelle vicende di 4 personaggi Giovanni De Porta Da Piacenza, Francesco Petrarca, Ugo Foscolo, Davide Bertolotti

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barcacavalloCittà storica, anzi di grandissima storia, e città confinaria per eccellenza Ventimiglia avrebbe potuto esser ricordata attraverso altri viandanti (anche celeberrimi ...partendo da Cesare) ma la scelta dei quattro nomi non è casuale..... e per comprenderlo a fondo BISOGNA, CLICCANDO LEGGERE A QUESTO COLLEGAMENTO.
L'apparente sconosciuto GIOVANNI DE PORTA DA PIACENZA non era un anonimo cavaliere medievale (pur rappresentando -come vedrà chi leggerà- la marea di uomini, scomparsi nel tempo, che per queste contrade passarono) = ... in qualche modo, essendo legato alla dinastia iberica, che innalzando Santiago de Compostela propose una nuova meta ai viandanti della Fede, si può eleggere a simbolo di tutti coloro che per ragioni fideistiche e non (come verosimilmente nel suo caso) si avventurarono in un viaggio mai facile di cui Ventimiglia costituiva un nodo irrinunciabile.

FRANCESCO PETRARCA, che non ha certo bisogno di commenti, è invece il simbolo di chi percorrendo queste ardue contrade, dove i tragitti di terra spesso ardui si intrecciavano ai viaggi marini, lasciando Avignone, Valchiusa e il suo tormentato amore per Laura alla volta dell'Italia diviene qui simbolo di chi, pur avendo nella progettazione nautica l'idea d'approdare in territorio italico nel primo porto disponibile, non potè riuscirvi tenendo conto delle difficoltà ambientali e che, fu costretto a balzare dall'approdo incerto di Monaco verso la base del porto Maurizio: per poi dover abbandonare la già sgradita soluzione marittima e procurarsi dei cavalli con cui affrontare ciò che rimaneva della diruta via romana.
Attraverso lo scorrere dei secoli UGO FOSCOLO (che realmente viaggiò alla volta di Ventimiglia e che faticosamente quanto felicemente raggiunse) è qui diverse cose: in primis il profugo combattente napoleonico da Genova ed il romanziere che nelle "Ultime lettere di Jacopo Ortis" elabora tramite la "Lettera da Ventimiglia dell'Ortis" tante osservazioni  in merito ai confini e ai destini  d'Italia ma anche basilari postulazioni  in rapporto alla sua poetica (momentanemente soggetta all'influenza del Biamonti di San Biagio della Cima dell'"Addio ai Giardini di Boboli") e che sviluppa momenti pregnanti della sua arte con elaborazioni ad effetto (dalle croci dei viandanti assassinati all'upupa) e comunque destinate a grande risonanza poetica.
DAVIDE BERTOLOTTI è il letterato e antiquario (nel XIX secolo assai celebre) che non solo si inserì tra i primi, con gli stranieri, sulle "orme" del "Grand Tour" ma che diede le informazioni più oculate e dettaglaite della nuova Liguria non più Repubblica ma grande Regione dello Stato Sabaudo ... la "Grande Liguria delle Province" del dopo Restaurazione di Vienna: Liguria dolente e umiliata cui Nizza fu accorpata a titolo forse di illusoria compensazione, Liguria comunque in grande trasformazione e di cui lo scrittore  registrò con il nuovo anche i resti (spesso destinati a celere oblio) del passato ... come nel caso (ma certo non solo) di Ventimiglia e dei suoi "fiumi" uno dotato di un ponte...l'altro (Il Nervia) superato alla foce con l'ausilio di un traghetto alla maniera degli antichi... un po' come avveniva per il torrente/fiume Impero = le immagini di un tempo che oggi sembra preistoria ma che invero è solo un attimo nel fugace scorrere dei secoli e dei millenni!



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