Le calamità e i terrori del passato: ma come ha fatto l'uomo a sopravvivere e a non diventar superstizioso quando tante cose facevan presagire l'Apocalisse?
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21 Giugno 2011
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Cultura in Pillole
Può sembrare una domanda retorica e/o capziosa ma se si guarda bene attraverso quante sciagure sia passato l'umano consorzio c'è da porsi la domanda = QUI CLICCA PER IL COLLEGAMENTO SULLA VOCE GENERALE
Tra tante sciagure quella che però più di tutte spaventava era il TERREMOTO per l'implicito collegamento con l'idea o dell'APOCALISSE o del GIUDIZIO FINALE COSA CHE VENIVA ANCHE RIPRESA ICONOGRAFICAMENTE
La Liguria -terra speleologamente complessa- dal TERREMOTO DI NIZZA AL GRANDE SISMA DEL 1887 (VEDI QUI LA TRATTAZIONE DEI GRANDI SISMI NOTI DA CUI FU COLPITA) fu percorsa da tali timori che davvero la popolazione finì ancora nel XIX secolo per presagire qualche tragedia come punizione soprannaturale per chissà quali spaventose colpe....
Nel 1564 un TERREMOTO aveva minato Ventimiglia ed il suo territorio: la sua analisi non è semplicissima ma da un'attenta RICOSTRUZIONE DEGLI EVENTI prende corpo l'idea che il ventimigliese sia stato provato da una serie di sismi anteriormente al tragico 20 luglio 1564 in cui NIZZA fu gravemente colpita dal terremoto: e di cui si è conservato un DISEGNO D'EPOCA.
Prescindendo da quanto resterà per sempre ignoto, a proposito di questa terra speleologicamente complessa (dopo aver fatto cenno che a lungo, dal medioevo, il terremoto fu giudicato una manifestazione dell'"Apocalisse") è comunque scientificamente doveroso riprendere dal Manoscritto Borea -apportando via via gli opportuni arricchimenti di documentazione critica- i TERREMOTI più significativi della Liguria occidentale, quelli cioè del 1564 - 1638 - 1755 - 1782 - 1808 (noto quale Terremoto di Pinerolo impropriamente datato al 1807 nel Manoscritto Borea) - 1812 - 1817 - 1818 - 1819 - 1820 - 1821 - 1829 - 1831 - 1832] una fra le pagine più sconvolgenti fu "scritta" nel febbraio del 1887, con un SISMA COSI' TERRIBILE che richiamò persino l'attenzione del Mercalli qui giunto per studiare il cataclisma, tanto grave che, come si vede dalle prime istantanee, convivevano DISTRUZIONE, TERRORE E CAOS cui si potè porre rimedio con una certa lentezza dati gli strumenti a disposizione e data la necessità di approntare per i senzatetto delle GIGANTESCHE TENDOPOLI come la TENDOPOLI che fu approntata nella piana di ARMA DI TAGGIA.
Del TERREMOTO DEL 1887 che comunque flagellò tutto il PONENTE LIGURE, causando oltre un MIGLIAIO TRA MORTI E FERITI esistono alcune relazioni e tra quelle che maggiormente coinvolgono si possono rammentare quella stesa, sotto forma di ricordanze, da LUIGI AMORETTI (nel suo volume di ricordi Le opinioni dello zio Giovanni) per quanto concerneva il territorio di ONEGLIA e soprattutto quella redatta, in qualità di testimone oculare, da DON G.B. ZUNINI (originario di Baiardo) parroco di Pompeiana, nel vasto retroterra fra Taggia e S.Stefano, (che finì il suo apostolato come Parroco della Chiesa ventimigliese della Consolazione meglio nota come di S.Agostino) che offrì una straordinaria descrizione della tragedia in un suo Diario intitolato Pompeiana/ Memorie di sua antichità, dipendenze, Opere Pie, Chiese, Rettori, Prevosti e di quante altre notizie potè trovare e raccogliere il Prevosto Don Zunini.
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