L'astrologia e lo zodiaco = l'influenza degli astri sul volto e sui destini dell'uomo: dalla metoscopia alla fisiognomica
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26 Giugno 2011
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Cultura in Pillole
Il secolo dell'Aprosio (che avrebbe sancito il trionfo dell'astronomia) fu però anche il secolo del trionfo e del declino - specie dopo la Congiura Centini avverso Papa Urbano VIII, dell'Astrologia intesa come divinazione ma anche quale supporto per altre "scienze" ora dimenticate come la METOPOSCOPIA, FISIOGNOMICA, CHIROLOGIA, MELOTESIA ECC. = CLICCA QUI SE VUOI LEGGERE TUTTO L'ARTICOLO CON I RELATIVI COLLEGAMENTI .... pur calcolando che tutte queste discipline potevano rasentare i limiti del consentito dalle Istituzioni e specialmente dalla Chiesa postriformista atteso il pericolo di CEDERE ALL'ERESIA DI PANTEISMO IPOTIZZANDO UNA FORZA O POSSANZA DELL'UNIVERSO ATTIVA ANCHE PER VIA DI MAGNETISMO UNIVERSALE CAPACE DI ESSER INTERATTIVA TRA MACROCOSMO E MICROCOSMO.
La METOSCOPIA DI CUI QUI SI PROPONE UN'OPERA DIGITALIZZATA è una antica tecnica divinatoria che consiste nell’analisi delle rughe della fronte = nell'Opera qui digitalizzata è curioso il CAPITOLO VII DEDICATO ALL'INTERPRETAZIONE DEI NEVI (E DI ALTRE MACCHIE E/O SEGNI) DEL VOLTO.
I primi studi vennero effettuati da Girolamo Cardano, eclettico personaggio che fu medico, taumaturgo, astrologo, matematico, filosofo, demonologo ed interprete di sogni, vissuto in Lombardia tra il 1501 e il 1576.
Scrisse un trattato, ( Metoposcopia ) che venne però pubblicato a Parigi nel 1658, quasi cento anni dopo la sua morte.
Nel 1584, un piccolo trattato ( Metoposcopicurum libellus ) a cura di un astrologo boemo di nome Thaddeus Hajek, detto Hagecius e discepolo di Cardano, suscitò parecchio interesse, tant’è che iniziarono a diffondersi parecchi manuali e nel XVII secolo si contavano circa una ventina di testi in circolazione dedicati alla materia: nel 1629 venne pubblicata e tradotta in parecchie lingue, l’opera di un altro italiano, Ciro Spontoni su cui si sono recentemente aperti vari interrogativi scientifici = L'opera che ebbe gran successo e diverse pubblicazioni dopo la prima edizione veneziana di E. Deuchino del 1626 (riedita nel 1629), pubblicata dal figlio dell’autore, Giovanni Battista Spontoni. L’opera fu poi più volte ristampata fino alla fine del secolo (cfr. C. Spontone, La metoposcopia, ovvero commensurazione delle linee della fronte, Napoli, 2003, p. IX). Sulla linea della tradizione manoscritta, studi contemporanei hanno dimostrato con un certa sicurezza e quindi non senza sorpresa che la presente opera, che G.B. Spontoni dice di aver cavata dal cenere di oblivione come frutto esumato dall'archivio del padre Ciro, sia verosimilmente da attribuire al matematico, astronomo e geografo padovano Giovanni Antonio Magini (1555-1617) (cfr. G. Aquilecchia, La sconosciuta "Metoposcopia" di G. B. Della Porta, di una differenziata del Cardano e di quella del Magini attribuita allo Spontoni, in: "Filologia e Critica", X, 1985, pp. 307-324). Storico e poeta bolognese, C. Spontone visse quasi sempre a corte in qualità di segretario. Fu al servizio di C. Boncompagni, governatore d’Ancona e arcivescovo di Ravenna, di L. Bentivoglio, vescovo di Policastro e Città di Castello, del duca di Nemours a Torino, del marchese Marco Pio di Sassuolo e di Rodolfo Gonzaga, marchese di Castiglione delle Stiviere. Al seguito del duca di Mantova prese parte alla guerra d’Ungheria. Successivamente per un certo periodo fu governatore di Rovigo. Dal 1600 al 1610 fu segretario del Senato di Bologna. Scrisse Dodici libri del governo di Stato (Verona, 1599), La corona del principe (Verona, 1590), i dialoghi Il Bottrigaro (Verona, 1589) e Hercole difensore di Homero (Verona, 1595), un saggio sulla poetica del Tasso (Verona, 1587), le Attioni de’ re dell’Ungheria (Bologna, 1602), un’Historia della Transilvania (Venezia, 1638) e - a lungo per la cultura ufficiale almeno fino a queste recenti scoperte- questa celebre Metoposcopia (cfr. T. Bozza, Scrittori politici italiani dal 1550 al 1650, Roma, 1949, p. 75).
Ritornando ora a dissertare estesamente e specificatamente sulla motoposcopia occorre riconoscere che la relazione con l’astrologia è evidente : il principio fondamentale della metoposcopia è che le rughe sono differenti in ogni individuo perché i pianeti agiscono differentemente a seconda delle predisposizioni individuali segnalate nell’oroscopo natale. Da tenere presente che gli scienziati del tempo erano principalmente astrologi e che quindi credevano nell’influsso dei pianeti sull’individuo e di conseguenza su tutte le parti del corpo : la fronte è la più vicina al cielo e quindi su di essa pensavano che si concentrasse la massima influenza. I seguaci di questa disciplina dovevano quindi essere in grado di risalire al carattere di una persona ed il suo destino a traverso l’analisi dell’aspetto e della distribuzione delle rughe della fronte.
La fronte viene “ divisa “ in 7 parti , ognuna delle quali corrisponde all’influenza ben definita di un pianeta.
A partire dalle radici dei capelli si trova la zona di Saturno, seguita in senso discendente da quelle di Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio e Luna.
Ad esempio: una ruga ben marcata e profonda nella zona di Giove segnala un personaggio caratterizzato dall’influenza del pianeta, quindi gioviale, generoso, di animo nobile; una ruga nella zona di Marte indicherebbe invece carattere orgoglioso e aggressivo. L’intersezione verticale di una ruga con due rughe orizzontali rafforza il significato delle due rughe orizzontali.
Anche l’aspetto dritto o ondulato ha significato : ad esempio , una linea di Giove ondulata indicherebbe onori messi in discussione, mentre se appare dritta è segno di onori riconosciuti.
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