Scrivere ma anche pubblicare, un problema da sempre!: il caso dei sonetti dialettali del Lanteri e della "Relazione storica sull'Insurrezione popolare del 1625 in Ventimiglia"

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Non tutti hanno avuto la fortuna di Bernardo Morando nel '600 che altri abbiano provveduto a editare, con successo, le loro opere .... chissà quanti bei prodotti (e magari qualche capolavoro) son destinati per sempre a polverosi cassetti e quindi all'oblio (in questo -nonostante puristi, tradizionalisti e bibliofili- la facoltà di pubblicare in rete costituisce oggi un vantaggio straordinario).
Ma fino a ben poco tempo fa le cose erano assai complesse e sempre onerose!
Pubblicare dati i costi della stampa è stato infatti sempre un problema, specie in assenza di mecenati e/o di editori illuminati specie (ma non solo) nel caso di autori esoridenti.
L'erudito seicentesco A. Aprosio conosceva bene l'annoso problema e ne scrisse in merito ad un suo illustre concittadino storico e poeta Girolamo Lanteri, erudito peraltro illustre e comunque di gran nome che anche per indole si affidava ai limitati e superati mezzi della diffusione delle opere in forma manoscritta.di cui possedeva.
Aprosio del Lanteri, nella sua Biblioteca di Ventimiglia, possedeva  due operette manoscritte una sulla "Storia di Ventimiglia" ed una seconda costituita da una "Raccolta di Sonetti scritti in idioma ventimigliese" di cui come qui sotto si legge aveva in mente di PUBBLICARE QUESTE TRE LIRICHE
cosa che però rimase solo nell'ideazione = anche se a differenza del suo scritto (DONDE SON RECUPERABILI I TRE SONETTI)
l'opera del Lanteri andò perduta.
Aprosio (che molti altri inediti pubblicò nelle sue tante opere) era convinto che senza ESSER PUBBLICATA UN'OPERA FOSSE DESTINATA ALL'OBLIO E CHE COMUNQUE NESSUN LIBRO FOSSE COSI' MODESTO DA NON CONSERVARE QUALCHE COSA DI UTILE.
Era tanta la sua certezza in ciò che la trasmise al proprio prediletto allievo e II grande bibliotecario dell'Aprosiana Domenico Antonio Gandolfo che del pari pubblicò diversi inediti sia di argomento locale che generale = molto interessante giunge, per integrare altre fonti, la pubblicazione che quest'ultimo fece entro un capitolo intiero di una sua opera di questa interessante e utile intitolata "STORICA NARRAZIONE DI QUELLO SUCCESSE NELLA CITTA' DI VENTIMIGLIA DEL 1625" che è poi una drammatica relazione del dottissimo Vescovo di Ventimiglia (e poi di Alba) Giovanni Francesco Gandolfo in merito all'insurrezione del popolo di Ventimiglia e dei residenti delle sue Ville contro l'autorità genovese e i nobili locali ritenuti inetti ad affronatre l'emergenza, durante la guerra tra Repubblica di Genova e Stato Sabaudo, di un'imminente conquista nemica di Ventimiglia.



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