Banchetti, Giochi e Feste tra Rinascimento e Barocco: sfarzo ma anche oscurità, e sangue e congiure ovvero i tanti lati della storia
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13 Luglio 2011
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Cultura in Pillole
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Tra Rinascimento e Barocco trionfò l'uso di lussuosi BANCHETTI: i banchetti e le feste per quanto socialmente importanti se non irrinunciabili erano sempre momenti a rischio tra XVI e XVII secolo noti per le congiure che come qui si legge potevano essere ordite specie nel corso di feste tra Casate signorili o potenti allorquando dietro il divertimento e i festeggiamenti (spesso motivati da quelle che oggi si definirebbero "pubbliche relazioni") si mascheravano interessi e rancori imponenti = ma bisogna dire che accadevano spesso violenze in simili per quanto più popolari occasioni pure a livello di "gente comune" specie per un' idea esasperata dell'onore che sfociava spesso in tafferugli e quindi in duelli, organizzati con cura quasi maniacale: inoltre è da dire che nei banchetti, specie dei grandi, la vigilanza era quasi asfissiante anche perchè eran questi anche i secoli dei veleni (vedi qui tante soluzioni incredibili = dalla ricerca dell'antidoto universale a quello del "servo assaggiatore delle vivande"). .
Per riempire le pause dopo il PRANZO, si praticavano vari giochi da tavola tra cui gli SCACCHI, i DADI ed ALTRI GIOCHI ancora. Si diffuse poi rapidamente anche il GIOCO DELLE CARTE (destinato però al massimo successo nel Seicento): un grande appassionato delle CARTE fu FILIPPO MARIA VISCONTI che spese l'ingente somma di ben 1500 ducati, al fine esclusivo di acquistare un preziosissimo MAZZO DI CARTE interamente realizzato con la tecnica della miniatura.
Naturalmente a corollario del tutto stavano grandi FESTE PUBBLICHE e poi VEGLIE, DANZE E BALLI.
Prima dei BANCHETTI spesso un ruolo straordinario aveva la CACCIA: per i ceti patrizi forse il massimo divertimento tra i VARI GIOCHI STORICI (VEDI QUI L'INDICE) di cui partecipavano tutte le persone. Come si nota in questa miniatura del '400 tratta da un manoscritto della Biblioteca Nazionale di Parigi intitolato "Histoire d'Olivier de Castille" era soprattutto gradita la CACCIA NEI BOSCHI, soprattutto quella al CINGHIALE con l'ausilio di ottimi CANI DA PRESA. Oltre al CINGHIALE, animale per elezione da cacciare vista la forza e l'aggressività, erano praticate le battute a daini, cervi, caprioli.
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