Ventimiglia: Antologica di Domenico Romano

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Ventimiglia: Antologica di Domenico RomanoVENTIMIGLIA In occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono di Ventimiglia, San Secondo, il pittore Ventimigliese Domenico Romano, Presidente dell’Associazione Culturale Borgo d’Arte, propone al pubblico una retrospettiva delle sue opere più significative.

La mostra antologica sarà allestita nel magnifico Oratorio dei “Neri” opera in puro barocco edificato nel 1650 a cura della nobile famiglia Porro, vero gioiello della Città Alta, in Via Garibaldi.

Vernissage domenica 21 alle ore 18.00 apertura sino a domenica 28 agosto con orario continuato dalle 9.00 alle 18.00.
Domenica 28 agosto alle ore 18.00 chiusura della mostra.


Il Maestro Romano in questa sua retrospettiva propone oltre venti opere, tele e cartoni dipinti ad olio, che rappresentano un periodo di circa dieci anni della sua vita intensa divisa fra gli impegni di lavoro, la famiglia e la passione per l’arte e la pittura in particolare.
Questa iniziativa è nata oltre che per far conoscere a un più vasto pubblico le opere di Romano anche per attirare visitatori nella Città Alta e far loro scoprire le sue bellezze storiche e architettoniche che, purtroppo, non sono ancora sufficientemente conosciute ed apprezzate da gran parte dei cittadini e turisti che affollano Ventimiglia per fare acquisti o per frequentare le sue belle spiagge.
La mostra è stata allestita nell’Oratorio della Confraternita dei “Neri”recentemente riaperto al pubblico e ai fedeli dopo un’accurata opera di restauro conservativo necessaria a seguito di lunghi anni di oblio e di abbandono.
Il Maestro Romano ha deciso che il ricavato delle opere vendute sarà devoluto per contribuire a terminare i lavori di restauro dell’Oratorio.
I curatori della mostra, Circolo Culturale Porta Marina e Associazione Culturale Borgo d’Arte, ringraziano Don Luca Salomone, Parroco della Cattedrale, per aver gentilmente messo a disposizione un così prezioso e rappresentativo sito e invitano tutti gli amanti dell’arte a visitare la mostra e l’Oratorio che racchiude fra l’altro, otto grandi pale ad olio che decorano le pareti laterali, opera del pittore genovese Serra e che rappresentano fatti dell’Antico Testamento e, sulla volte a botte, lunga venti metri e a ben tredici di altezza, i dodici pregevoli affreschi del pittore Maurizio Carrega che li eseguì dal 1784 al 1786 e che illustrano la Risurrezione di Cristo.
Si può anche ammirare il grandioso altar maggiore, l’unico nell’Oratorio, in marmo bianco intarsiato di marmo nero, costruito dal maestro marmaro Giacinto Aycardo verso il 1678. L’altare è sormontato, in una nicchia, da un artistico gruppo in stucco bianco del Biamonti (1850) rappresentante Gesù Crocifisso pianto dalla Madonna. Ai lati dell’altare si ergono quattro possenti colonne tortili in marmo nero.
Quale migliore occasione, quindi, per immergersi nell’Arte e nel Bello, che spazia dal ‘600 ad oggi.

Sergio Pallanca



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