Dal conquistatore della Britannia ad un oscuro crimine, a libri antichi di dimenticati filologi ... negli USA vi costruirebbero qualche films!

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VALLOCittà che nel nome antico cela echi guerrieri, Ventimiglia racchiude nella sua storia eventi che travalicano ogni confine ed affrontano la storia del mondo conosciuto .... CLICCARE QUI PER RENDERE ATTIVI TUTTI I COLLEGAMENTI
La città ligure che fu (ed è) anche detta l"Ercolano del Nord" (per la rara continuità storica) se fosse un centro USA (là dove -bisogna dirlo- spettacolarizzano anche il sangue che fuoriesce dalle rape) oltre che un monumento della civiltà (come di fatto è) suggerirebbe almeno due o tre best-seller ed altrettanti films: sia che si cerchi l'ovvietà del misterioso che la grandezza dell'epico....ed in questo caso basta ricordare tutta la storia che coinvolge la città ligure con il suo illustre "oriundo" quel quel generale romano Giulio Agricola che violando la Manica fece dell'Inghilterra una provincia dell'Impero Romano ...

Altri tempi quelli ..... e di sicurO nell'oggi altre risorse economiche tra produzione USA ed Italiana .... purtroppo è così ma la storia, grande e terribile, pur sempre rimane .... ed i fondo, parafrasando il titolo di un film "Mai dire mai!" (anche se è dura)
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Angelico Aprosio che fu, come qui ben si vede, in Ventimiglia il primo e vero antiquario moderno e che amò nello specifico la storia, anche misteriosa, della sua Albintimilium ma più estesamente tutta la storia (al punto non solo di autodefinirsi come qui vede "antiquario" ma da specificarsi innamorato della "Storia Romana" ma anche di di analizzare qual tipo di soldato dovesse realmente giudicarsi eroico sin al punto di dibattere qual storico fosse da giudicarsi migliore, chi scrivesse a tavolino valendosi di documenti o chi fosse testimone oculare degli eventi) e molto scrisse sui meriti dei filologi del Nord Europa che andavano riscoprendo scientificamente epigrafia e filologia classica = meriti che si sarebbero prolungati nel tempo sin a tempi moderni ed a figure grandiose di archeologi e specialisti vari.
AGRICOLATACITOParlando della sua città Ventimiglia, che mascherava echi guerreschi e gloria nell'antichissima storia e nel nome primigenio ma che un infausto destino volle dispersa tra i rivoli del tempo divenuto un mare di sabbia, quello che tutto cancella e nasconde sì da poterla paragonare ad una novella Troia" (Fuimus Troes (p. 43) egli si dimostrò ammirato non tanto per l'opera, abbastanza datata, di investigatori geografici che ne parlavano più per sentito dire e per luoghi comuni che per conoscenza diretta come qui si vede quanto piuttosto come detto per i filologi e i neo-epigrafisti del Centro Nord Europa che andavano riscostruendo su dati di fatto e documenti la ricostruzione del passato..
Tra costoro non dimenticò certo il coraggio, inusuale in Italia, di grandi coltissimi editori che proposero in sontuose vesti editoriali i testi della classicità e idealmente parlando con un suo pari come il grande bibliotecario Mediceo Antonio Magliabechi (par. LI) di stampatori e "mercatanti di libri" non potè far a meno di menzionare l'illustre casata degli "stampatori olandesi" Blaeu": editori come qui si vede di opere di vario argomento e spesso straordinarie anche per il lato cartografico.
Ai Bleau riconosceva anche il merito di aver portato a grande dignità filologica quanto artistica dal punto editoriale con l' OPERA OMNIA DI TACITO (VEDI QUI L'ANTIPORTA DI UNA RARA OPERA DEL 1623).
Si tratta specificatamente del "Tacitus, Publius Cornelius, C. Corn: Tacitus, ex recensione I. Lipsij Amsterodami : apud Guiljel: I. Cæsium [Blaeu, Willem Jansz] 1623".
Aprosio scrisse tante volte (vedi qui indice a fine p. 709) del grande filologo fiammingo "Giusto Lipsio" ma si valse spesso per presentarne la vita laboriosa come qui si può leggere del basilare contributo di Giano Nicio Eritreo (in effetti il suo vero nome era Gian Vittorio Rossi "patrizio Romano") e della sua utilissima Pinacotheca... (vedi indici moderni)"
L'interesse aprosiano era del resto doppiamente motivato perché in questa bellissima OPERA OMNIA
compariva la IULII AGRICOLAE VITA.
Per quanto "non propriamente Ventimigliese" a buon diritto si poteva ritenere Ventimiglia "patria putativa" di questo grande personaggio, suocero di Tacito ma certo meritevole di una vasta monografia, appunto quel GIULIO AGRICOLA CHE PER ROMA CONQUISTO' SALDAMENTE LA BRITANNIA (INGHILTERRA) [conquista che venne condotta con straordinaria perizia come qui si vede anche dal lato iconografico e che venne in seguito, anche dal punto di vista monumentale, in qualche maniera sublimata dalla realizzazione del VALLO) ma la cui vita fu legata strettamente a
VENTIMIGLIA OVE RISIEDEVA LA MADRE "GIULIA PROCILLA" RIMASTA INOPINATAMENTE UCCISA DURANTE LA GUERRA DI SUCCESSIONE AL TRONO IMPERIALE DEL '68/'69.
AGRICOLA partecipò di persona ai funerali della madre che si tennero solennemente nella città colpita dall'invasione "otoniana" e non si esclude, dato il prestigio sociale e militare di Agricola, che proprio questi abbia risollevato le sorti del territorio intemelio, contribuendo alla ricostruzione con notevoli migliorie della città duramente colpita = certo il rinvenimento della mai individuata tomba di "Giulia Procilla" costituirebbe, un merito assoluto per qualsiasi fortunato e capace archeologo


 



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