Personaggi apricalesi

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DSC04392Apricale si può proprio definire un “locus amenus”, data la sua superba bellezza, e come tale non è sfuggito ad alcuni personaggi molto interessanti che qui vi hanno vissuto, anche solo per un breve periodo, lasciando una traccia della loro storia ai posteri. Due in particolare hanno colpito la mia curiosità: John Martin e la contessa Bellomo. Il primo, Giovanni Martini, si dice sia stato il trombettiere sopravvissuto a Little Big Horn: Giovanni Battista Martini, figlio del pittore Leonida Martini, nacque ad Apricale il 16 marzo 1841 e vi si sposò nel 1860. Separatosi 5 anni dopo dalla moglie, emigrò in America. Recenti studi lo avrebbero identificato con John Martin, il trombettiere del leggendario Generale Custer ed unico superstite della battaglia di Little Big Horn del 1876, battaglia che vide lo sterminio della cavalleria americana da parte degli indiani Sioux e Cheyenne, guidati dai capi tribù Cavallo Pazzo e Toro Seduto. Martin (o Martini) si salvò perche il generale Custer lo aveva mandato a chiedere rinforzi, i quali tuttavia arrivarono troppo tardi. Il confronto delle firme di Giovanni Martini nei registri parrocchiali di Apricale e di John Martin nei documenti militari americani confermerebbero l'origine ligure, ma i salernitani reclamano la nascita del trombettiere, avvenuta per dichiarazione dello stesso personaggio, con il nome di Giovanni Martino. Vedremo come finirà la diatriba! Ma il personaggio più affascinante di Apricale è la contessa Cristina Anna Bellomo (1861-1904), la cui vita romanzesca e al tempo stesso tragica ha lasciato un segno indelebile, rievocato infatti nella Stanza del Castello della Lucertola a lei dedicata. Cristina era una donna bellissima e, giovanissima, aveva sposato Battista Pisano, il quale poi fuggì perché ricercato per truffa. Rimasta quindi sola, entrò al servizio del conte Charles de la Tour a Nizza. Il nobiluomo ovviamente si innamorò di lei e la portò a Parigi introducendola nei salotti della nobiltà. alla sua morte le lasciò una immensa fortuna. Sempre molto corteggiata, Cristina partì per la Russia alla corte degli Zar, con la giovanissima nipote Maria, bella come lei. Maria conquistò il figlio del re di Romania, mentre Cristina conobbe Sergey Romanoff, fratello dello Zar, e se ne innamorò. Successivamente le due donne furono inviate dal governo russo in estremo oriente per indagare sulle mire espansionistiche giapponesi, ma furono scoperte e imprigionate per un breve periodo. In seguito Maria morì di tubercolosi, mentre Cristina ritornò ad Apricale per ottenere il divorzio dal primo marito, che nel frattempo vi era ritornato, e poter così sposare il Granduca di Russia Sergey. Ma Battista Pisano, in preda a un eccesso di gelosia, la uccise e subito dopo si impiccò alla croce del cimitero di Baiardo. A testimonianza di questa tragica storia rimase sino ad una ventina di anni fa la croce d'argento che il Granduca di Russia volle porre sulla tomba della Contessa di Apricale, poi misteriosamente sparita per mano ignota. Dopo tutta questa avventura, se vi viene fame, la cucina apricalese propone la sardenaira, i taglierini al pesto, coniglio alla ligure e, come dessert, pansarole e zabaione, il tutto accompagnato da del Rossese doc!

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