Gli Incendi dolosi, una piaga criminale che si protrae da sempre ... e dire che nel "bel tempo antico" nemmeno son mancati Incendiari che per salvar la pelle hanno accusate le "solite Streghe" di Malefico Incendiario o, peggio, di Magia Tempestaria
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24 Agosto 2011
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NEWS -
Cultura in Pillole
Dopo quelli hanno colpito Vallebona e un'area non lontano da Perinaldo aerei ed elicotteri della protezione civile hanno lavorato intensamente per spegnere un vasto incendio tra Baiardo ed Apricale .... vedendo qui sopra il cielo di Seborga passare i Canadair una persona mi ha oggi detto "chissà come era drammatica la situazione nel passato quando non v'era questa organizzazione".
Ed era così come qui si legge ai collegamenti e v'è da dire che gli INCENDIARI (purtroppo anche nel presunto "bel tempo antico"la maggior parte degli INCENDI ERA DOLOSA) e spesso figliastra di spregevoli interessi non mancava ai criminali incendiari del passato la possibilità di cercare una via di scampo alla condanna ACCUSANDO GUARDA CASO LE "SOLITE STREGHE" E NEL CASO DI "MALEFICIO INCENDIARIO" E/O DI "MAGIA TEMPESTARIA".... quanti delinquenti se la scamparono così, accusando delle POVERACCE CHE SOTTO TORTURA finivano addirittura per ammettere quel che non avevano fatto!
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Una vera calamità erano gli INCENDI in una società del legno come in gran parte era quella dell'età intermedia.
Una società del legno che nell'età intermedia aveva preso ad ignorare le previdenze e l'organizzazione della romanità che aveva istituito una MILITIA VIGILUM che costituì una anticipazione vera e propria dei corpi moderni dei VIGILI DEL FUOCO (FIREMEN).
Ad aggravare la situazione stava il fatto che, a fianco di INCENDI SPONTANEI a metà del '500 si intensificarono gli INCENDI DOLOSI di "comunaglie" e "boschi comuni" cioè ad uso delle Comunità che, col passar del tempo, divennero una temuta consuetudine criminale.
Naturalmente gli INCENDI, SPONTANEI, CASUALI o DOLOSI, risultavano pericolosissimi ogni volta che investivano i centri urbani ove la grande quantità di legno utilizzato nelle strutture edili poteva causare vere e proprie calamità con gravi stragi: anche per questa ragione alcuni autori come GEORG ANDREAS BOEKLER (autore della celebre opera Theatrum Machinarum Novum [Nurberg, Paulus Fursten, 1661]) divenne famoso per le macchine da lui ideate per lo sfruttamento dell'acqua in ogni campo, da quello di sfruttarne l'energia motrice a quello di dotare gli inservienti pubblici dei vari Stati di una MACCHINA TRAINATA DA ANIMALI ED IN GRADO DI SCAGLIARE UN GETTO D'ACQUA al modo delle moderne AUTOCISTERNE DEI POMPIERI un GETTO COSTANTE D'ACQUA SULLE STRUTTURE AGGREDITE DAGLI EVENTUALI INCENDI.
Nel "Capitanato di Ventimiglia" nel 1572 si tenne, ad esempio, un processo contro certo Giovanni Maccario figlio di Nicolò reo d'aver dato fuoco ad un "bosco comune" (ora detto di Passal'orio ora di Passalovo ora di Passalupo) per inglobarne, acquistando poi dal fisco a prezzo ridottissimo i terreni arsi e inutili, gran parte nelle proprietà paterne. Dopo varie ricognizioni, sentiti testimoni ed estimatori (la commissione d'inchiesta presieduta da Pietro Cassini di Vallecrosia computò che dei 1710 alberi del bosco 200 erano andati irrimediabilmente distrutti e che buona parte del bosco, per i vari danni patiti, non sarebbe stata più usabile per le "comunaglie" per circa 30 anni) il Maccario venne condannato alla pesante multa di 100 scudi d'oro>doc. in Civica Biblioteca Aprosiana di Ventimiglia-Fondo Bono-Ms.1, c.470-71, recto-verso e 482 verso: DURANTE-POGGI, pp.169-175> per supposte azioni stregonesche da cui Maleficio incendiario.
Tra il '600 ed il '700 una superiore normativa per la lotta alle Calamità naturali ed agli incendi venne poi fissata dagli Ordinamenti Militari, in particolare quelli di primo '700 stesi dal colonnello Zignago dove le norme di pronto intervento furono fissate al CAPITOLO IX DELLA PARTE II.
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