Quando Napoleone I innalzò una lapide sui sogni della Repubblica Ligure ... ed anche Ventimiglia ne pagò (e ne paga) il fio ....

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BANantifonaConviene visualizzare l'articolo molto più esteso e con testi rari digitalizzati utilizzando il browser Explorer preferibilmente ma non necessariamente e cliccando qui onde visualizzare il saggio nella sua interezza con tutti i link di pertinenza ed altrimenti qui onde studiare la particolare postazione di Napoleone I nei riguardi di Ventimiglia
In merito ai rapporti tra Napoleone I e la Liguria molti (anche per riminiscenze scolastiche) in merito a questo periodo parlano soprattutto di Ugo Foscolo -partigiano di Napoleone"- e della "Lettera da Ventimiglia dell'Ortis" e ne parlano anche gli splendidi (ma non razionali) "lai poetici" che -fattosi critico di Napoleone- levò nel "Dei Sepolcri", in  nome della "corrispondenza d'amorosi sensi", contro l'editto di Sainte-Cloude.

Altri ribattono che il "gran Corso" fece pure molte cose notevoli (e questo è altrettanto vero) rammentando il suo "Codice" (anche se l'estensione fra i diritti del "divorzio" per nulla giunse gradita agli Italiani) e, tra altre cose innovative senza dubbio, per la Liguria la realizzazione dopo secoli e secoli d'una grande via costiera.
E' come nel "tifo calcistico" ognuno può dir la sua e spesso manzonianamente "fa orecchie da mercante" a chi la pensa diversamente: e in nessuno ha torto perché in tutte le opzioni risiede sempre una briciola di verità.
Ma, ahinoi!; i provvedimenti napoleonici, fuori dei localismi e dei particolarismi ideologici e delle simpatie/antipatie storiche, di fatto intrecciavano i limiti connaturati del suo Regime Totalitario e le sue personali mire di centralizzare i molteplici aspetti del potere e dei servizi: scelta che colpì un poco a casaccio alterando in un amen realtà antiche oppure importanti benché nuovissime che comunque avrebbero meritata miglior sorte.
E così la Repubblica Ligure che era andata a sostituire la Serenissima Repubblica di Genova morì quasi fosse stata un aborto, ben presto consacrata all'assorbimento nell'Impero: e poi né la Restaurazione di Vienna, che rialzò ben più decrepiti e fragili regimi, pensò di far lo stesso
sollevando dalle ceneri la vecchia Repubblica dei Dogi che divenne da Regi,one dell'Impero, Regione Sabauda.
E Ventimiglia che avrebbe potuto essere una "perla fra le macerie" per l'Impero con la sua posizione strategica ma anche con la sua storia, con i suoi monumenti e soprattutto con la sua "Biblioteca" fu da Napoleone saccheggiata, soprattutto culturalmente, a pro di Genova e della sua Biblioteca Centrale dove furono trasferito con l'operazione Semino/-i tanti dei suoi tesori, tuttora invi conservati....manoscritti, opere di gran pregio, tutta la corrispondenza aprosiana (una marea), rari introvabili inediti .... purtroppo poi né Vienna, né i Savoia dell'Italia Unita rimediarono a questo scempio.....e dopo, la storia del XX secolo è abbastanza nota, troppi drammi si succedettero perché la Repubblica, appena sorta dal dramma della guerra, rimediasse ad un "torto momentaneo" che all'italiana era diventata una "situazione di fatto": ed ogno cosa rimase come era....come il Bonaparte l'aveva ideata, anche se per fortuna di Ventimiglia, non era riuscito a farla compiutamente finalizzare....



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