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28 Agosto 2011
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Escursioni & Visite guidate
Settembre è uno dei mesi in cui andare ai giardini Hanbury è un vero piacere. Magari, una volta lì, circondati dai profumi mediterranei e dal frinio delle cicale, vi chiederete chi è quel Thomas Hanbury che ci ha lasciato il piacere di visitare questo luogo magnifico. Thomas nasce nel 1832 a Clapham, un villaggio vicino a Londra; brillante uomo d’affari, impronterà la sua vita ai principi di onestà, volontà, integrità e devozione al lavoro ereditati dalla rigorosa educazione religiosa ricevuta. Si sposa con Katherine Aldam Pease che gli ha dato 4 figli: Cecil, Hilda, Daniel e Horace. La passione di Thomas Hanbury per la botanica, radicata nella cultura familiare, è condivisa con il fratello Daniel, illustre farmacologo, con il quale concepisce la prima idea del giardino a La Mortola. Per ben 40 anni, dal 1867 fino alla morte avvenuta nel 1907, dedica la sua vita non solo a questi straordinari giardini botanici ma anche alla crescita civile della comunità, sostenendo scuole e ospedali locali. Il giovane Thomas Hambury compie i primi passi nel mondo del lavoro nella dinamica Londra di metà ottocento dove svolge un breve apprendistato come contabile in una ditta di importazioni di tè. È questo il trampolino di lancio verso un’attività lavorativa che intraprenderà a soli 21 anni in Cina. Nel giro di una decina d’anni, grazie al suo geniale intuito e abilità, diviene il più grande proprietario terriero di Shangai. A differenza della maggior parte degli uomini d’affari europei attivi in Cina, Thomas dimostra una grande attenzione e sensibilità nei confronti del mondo che lo circonda, con il quale sa confrontarsi con intelligenza e senza pregiudizi: infatti studia il mandarino diventando così amico di eminenti personalità del luogo con le quali manterrà legami duraturi. Nella primavera del 1867, durante un viaggio in barca nella baia di Mentone, Thomas Hanbury è conquistato dalla bellezza del paesaggio di Capo Mortola. La tenuta a terrazze decrescenti verso il mare e la villa padronale, di proprietà della famiglia Grandis, sono in uno stato di grave abbandono, ma l’ampiezza del panorama che si gode dal promontorio ed il clima mite del luogo, esposto a sud e riparato dai venti, lo convincono che quel sito è l’ideale per realizzare il suo progetto di villa. Il contratto di acquisto della proprietà viene stipulato il 2 maggio 1867. Subito, con intelligenza e tenacia, comincia i lavori per la sua nuova residenza a La Mortola. Di persona provvede alla supervisione dei lavori, secondo un programma preciso, il quale associa alla concezione abitativa propria del suo paese d’origine, l’Inghilterra, suggestioni ricavate dai rapporti con l’élite culturale locale dell’epoca.
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