Chi erano i "Mangones?" .... criminali di un tempo ma che tanto hanno influenzato la letteratura e specie la letteratura horror ....

Stampa
PDF
Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

mangones1LEGGI E CLICCA QUI USANDO EXPLORER PER UNA RESA OTTIMALE

In definitiva la tematica del lugubre era corteggiata da diverse temperie culturali sì da riproporre variamente il tema di VAMPIRO, LAMIA, STREGA VAMPIRO E DEI LORO FAMIGLI, APPUNTO LE CREATURE DELLA NOTTE TRA CUI SI ASCRIVEVA L'UPUPA STESSA NEL CONTESTO DI POSTAZIONI LETTERARIE E IDEOLOGICHE ANCHE ANTITETICHE pur se propriamente solo o quasi SULLA SCIA DELLA LETTERATURA PREROMANTICA, LUGUBRE E SEPOLCRALE per cui le ROVINE E SOPRATTUTTO I CIMITERI COSTITUIVANO I LUOGHI IDEALI OVE NASCONDERSI, PROFANARE, ELABORARE MAGICHE OPERAZIONI ED ANCORA TENDERE AGGUATI AGLI SPROVVEDUTI VISITATORI [a titolo d'esempio terribile quanto oggi pressoché sconosciuta all'epoca e alla radice di future narrazioni orrorifiche era la vicenda ben reale dei CRIMINALI MANGONES CHE TRAFUGAVANO I CADAVERI INUMATI PER I LORO ESPERIMENTI ED ORRIBILI SCOPI] sarebbe in seguito proceduta autonomamente e quindi si sarebbe clamorosamente affermata la LETTERATURA ORRORIFICA E DI FANTASIA DEL XIX E DEL XX SECOLO.
Al tempo dei DUE POETI la scienza ornitologica era già sì evoluta da render noto agli intelletti colti che l ' UPUPA PER NULLA ERA UN UCCELLO "INFERNALE" ma piuttosto, semmai, un volatile grazioso, insettivoro, abbastanza diffuso in Italia oltre che in Europa. L'UPUPA (scientificamente "UPUPA EPOPOS" della Famiglia dei Coraciiformi) è in effetti un piccolo volatile dal piumaggio rossiccio con ali e coda a strisce bianche e un ciuffo di penne erettili sul capo che solleva quando teme il sopraggiungere di un pericolo (celebre anche per una celeberrima fotografia il RISCATTO CHE DELL'UPUPA fece in Ossi di Seppia Eugenio Montale definendola "Upupa, ilare uccello calunniato/ dai poeti...). Di modeste dimensioni (non supera i 30 cm.), compie migrazioni periodiche e nidifica entro la cavità degli alberi o tra le rocce ove depone in media da 4 a 7 uova una sola volta all'anno. Pare che propria questa assidua ricerca di ripari e nascondigli ove nidificare abbia sin da tempi remoti suggerita la leggenda di uccello amante dell'oscurità e delle tenebre.
Sia BIAMONTI che FOSCOLO non potevano ignorare, a fine XVIII secolo e ai primi XIX, la realtà scientifica ma costruirono le loro due poesie sul gioco linguistico in cui l'allitterazione della "U" finiva per sviluppare una sorta di suono onomatopeico che evocava quello attribuito alle entità dell'oltretomba intravista nei CIMITERI del tempo per effetto del fenomeno dei FUOCHI FATUI che alimentavano date anche LE TECNICHE DI INUMAZIONE LE RICORRENTI DICERIE SU "FANTASMI" E "RITORNANTI DALLA MORTE".

mangonesA chiosa di queste riflessioni si può annotare che al contesto di queste riflessioni, anche per la specificità semantica, restò estraneo, curiosamente ciò che con il Vampiro, la Strega e il Lupo Mannaro era un tempo ai primi posti delle considerazioni esoteriche, cioè NITTICORACE (misterioso e indecifrabile volatile del cattivo augurio e frequentatore delle aree sepolcrali di cui parlò anche PLINIO SENIORE) fu sì preferibilmente accostato alla CIVETTA ["Il nitticorace, detto anche nottola/...il nitticorace è immondo...e preferisce le tenebre alla luce" come riporta il Bestiario medievale "Fisiologo versio BIs" ("Bestiari medievali", cit., pp.20-22, VII) in stretto collegamento con le "Etimologie" (XII, VII, 40 e 41) di ISIDORO" ("Il nitticorace è anch'esso una nottola ed è un uccello che rifugge la luce e non sopporta di vedere il sole")]. In queste descrizioni comunque il "NITTICORACE" o "corvo della notte" permette identificazioni varie, tanto con la "CIVETTA" quanto col "GUFO" e con altri volatili notturni compreso il "PIPISTRELLO EUROPEO" e l'"UPUPA", che uccello notturno come visto proprio non è e che invece ISIDORO di Siviglia nelle "Etimologie" (XII, VII, 66) descrisse come un animale sporco, dal capo coperto da una cresta di alti ciuffi, un uccello che altresì mangerebbe escrementi umani, che vivrebbe tra le tombe ed il cui sangue esorcizzerebbe, entro i sogni di chi se ne cospargerebbe, demoni "soffocatori": il tutto contro una visione più fausta dell'"UPUPA" alimentata in genere dai Bestiari mdievali che ne fecero un simbolo dell'amore filiale verso i genitori deboli ed invecchiati> peraltro nel complesso panorama dei tanti uccelli notturni, in qualche modo collegati col male, col misterioso e comunque coll'enigmatico, si potrebbe in ultima analisi addirittura tirare in ballo la "spinturnice"di Plinio X 37, il brutto e infausto uccello già menzionato da Festo - ed ascritto dagli ornitologi al gracchio - che avrebbe spesso profanato are ed altari rubandone il carbone)".



Add this page to your favorite Social Bookmarking websites
Follow us on Twitter