Quando Ventimiglia nel '600 fu reputata degna sede per l '"Otium Negotiosum" dei Poeti e fu equiparata a "Sampierdarena, Albaro e Posillipo"
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17 Settembre 2011
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Cultura in Pillole
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La Carta sopra proposta risale al 1600 ed è conservata presso l'Archivio di Stato di Torino = come nel volume Albintimilium, antico Municipio Romano dove è stata editata risulta qui proposta in due settori = quello che portava dalla "Chiesa di S. Agostino sin ai promontori detti "Punta di Nave" e "Capo della Mortora" e quindi quello che da qui portava al "Vallon di Garavan che parte la Giurisditione di Genova da quella di Monaco" (la carta procede comunque in altre rilevazioni sino a Monaco).
Era questa la città di Angelico Aprosio, quella di cui l'erudito agostiniano stese nel suo volume La Biblioteca Aprosiana, Passatempo Autunnale di Cornelio Aspasio Antivigilmi (1673) questa lunga ed esauriente descrizione nella quale non mancò di inserire riferimenti ad altri luoghi del Capitanato che della Diocesi di Ventimiglia ed entro cui si preoccupò contro una fama di insalubrità ambientale da vari scrittori attribuita a Ventimiglia di scrivere queste pagine erudite quanto accorate equiparando la sua natia città a luoghi allora celebri sia per la salubrità dell'aria che quali mete turistiche dei ceti egemoni qual Albaro, Sampierdarena e Posillipo, in più descrivendo Ventimiglia come sede ideale per l'otium negotiosum dei Poeti
La Carta sopra riprodotta è molto rudimentale ed anticipa altri e ben più preziosi documenti a partire dalla Carta sei - settecentesca rappresentante il Porto Canale di Ventimiglia (le fasi dell'edificazione del Ponte sul Roia si possono ricostruire da questa stampa del 1800).
Basilare resta comunque la cartografia dell'"Atlante di Matteo Vinzoni" di metà '700 che permette di evidenziare nei particolari sia il complesso urbano del Capitanato di Ventimiglia quanto ancora sia il
"contado orientale" (dal Roia ad Ospedaletti) che il "contado occidentale" (da Ventimiglia a Monaco).
Tra il XVIII ed il XIX secolo le trasformazioni furono rilevanti, anche per conseguenza di eventi epocali e delle innovazioni napoleoniche e post-napoleoniche, e grazie alle diverse relazioni scritte e cartografiche qui proposte si possono constatare le vistose trasformazioni che avvennero in queste contrade come qui ben si vede storico punto di incontro e interscambio tra Italia e Francia
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