IL Clan Della Dimora - 04 - L'Essenza & L'Anima

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I lupi ululano inquieti, mentre la notte estende il proprio nero manto e temibile avvolge d’oscurità il cielo, prima cremisi.
Le tenebre accompagnano la caccia dei loro figli e nella notte, essi celebrano la loro sete.
Silente e pericolosa, l’ombra sensuale di una minuta donna procede nel vicolo, dove attende d’incontrare la prossima preda.
L’argenteo raggio della luna ne illumina per un attimo i tratti del niveo volto, dove occhi vitali e vigili osservano la vita della notte mortale. Essi sono bordeggiati la folte e scure ciglia, mentre iridi e pupilla sono neri come il manto che essa indossa. Labbra rosse e carnose sono atteggiate ad un beffardo sorriso, mentre silente ascolta i pensieri delle ignare creature.
I sensi l’avvisano, la sua mente lo sente, il suo cuore sembra tornare per pochi attimi ad essere un cuore vivo, lui è li.
Prima ancora che i suoi occhi lo vedano, la voce profonda e sensuale del vampiro Wolfmoon la scalda dell’emozione che sa donarle, pronunciando il suo nome con tono divertito e carico di complice sfida, poi aggiunge, facendo eco al pensiero irriverente che le ha attraversato la mente:

- Hai il coraggio di ripetere? –

Keilani si avvicina al vampiro con passo deciso e battagliero; mille volte le loro conversazioni si sono scaldate sino a farli arroventare, mille volte le loro volontà si sono scontrate, per poi fondersi in un’unica essenza, lei è l’anima di lui e per questo, quando l’istinto prevale sulla ragione, le loro essenze s’infiammano.
La piccola vampira s’accosta a lui e ripete con voce ferma:

- Pusillanime! –

Un ghigno divertito accompagna un lampo malizioso e pericoloso negli occhi di Wolf, che suadente risponde alla provocazione con un’altra provocazione e nel vicolo buio s’avverte la sua voce profonda sussurrare:

- Io sono l’asintoto! Sono quel raggio di luce nera, che come una linea retta si avvicina alla funzione da me prescelta. L'indefinito e l'Infinito si intersecano, come il mistero ed il noto. Ci gioco con il mio modo di essere capriccioso ed essere pusillanime, può essere la mia provocazione, anche se ....uhm.....hai un altro insulto? –
La risata cristallina della minuta vampira fuoriesce spavalda, mentre con gli occhi essi si comunicano nella forte intesa, anche la sottintesa idea che li accomuna. Le labbra di lei sono ancora morbidamente abbandonate al sorriso divertito beffeggiandolo ironicamente sul criptico messaggio nascosto nelle parole del vampiro e Wolf, dopo averla definita con affetto “bastarda” e senza preavviso, le afferra con la mano destra il volto, piantando sulle sottogote il suo pollice ed indice, per poi stringerle il viso con irruenza e si avvicina a lei, leccandole tutto il collo, senza lasciarle modo di ribellarsi.
Keilani, presa di sorpresa, non reagisce fino a che lui arriva con la sua lingua all'attaccatura dell'orecchio, raspandole ogni centimetro percorso, degustando la sua profumata pelle come la buccia di una pesca matura.
Improvvisamente Kei si gira di scatto e gli prende la lingua tra i denti, quella lingua che lui sa usare così bene e la morde forte, riempiendosi la bocca del suo sangue. Sangue che è delizioso al palato e infinitamente desiderato tra le creature della notte, ma lei lo sputa per terra, senza trattenerne altro che il delizioso sapore e soggiungendo con voce ferma:

- Scusa, non è per mancanza di rispetto Wolf, ma ora non ho sete!-

Wolfmoon la fissa con espressione di atroce dolore. La sua vista per un attimo si annebbia, contaminata da stille di lacrime. Un dolore piacevole, che trattiene a se, come il piacere ricercato, voluto se non bramato. Il suo volto si fa greve, il corpo viene invaso da una forma di eccitazione mai provata. La sbatte contro il muro, bloccandola con il proprio corpo e trattenendole le esili ma forti braccia contro le pareti, aperte come se lei fosse crocifissa.
La fissa imprimendosi nella mente ogni piacevole e dolce curva di donna, le guarda il volto e sa di essere l'unico che lo può guardare. Gode di ciò che vede e la posa del morbido corpo della maledetta Anima, immobilizzata e priva difesa, lo rende famelico, mentre gli si avvolge intorno.
L'odore del suo stesso sangue, sprecato e sparso in terra necessita di debito ricambio; intrigato dal momento, appoggia la bocca tra la scapola e il collo trovando subito la pulsante vena, ed è li che affonda i suoi canini. Come una bestia assetata, suggendo quanto più sangue possibile, un sangue dal gusto unico e raro che assapora con rinnovata ed accresciuta sete.
Keilani è abbandonata all’estasi del momento, inebriata dall’Essenza che nutrendosi di lei ne gode. Quando Wolf si distacca da lei, la guarda intenso e ricambiato, per poi schiudere le labbra insanguinate in un ghigno satanico, la ferita sulla lingua si rimargina istantaneamente, dopo di che si rivolge a Keilani, con voce bassa ed invitante:

- Adesso la sete ti verrà...eccome tesoro! –

Poi afferra la fiaschetta di Jack che tiene nella tasca interna ed inumidendosi la bocca, si avvicina alla ferita che si sta rimarginando sulla bianca pelle di lei e la lecca , facendola gridare, in un misto di piacere e dolore.

Keilani, ancora immobilizzata, ringhia tra i denti un sentito -bastardo – e lo fissa con occhi infuocati di rabbia e lussuria. Il suo è stato un ringhio, mescolato ad un sospiro e ad un gemito; come il piacere si mescola al dolore del morso e a quello, più pungente e bruciante, del whiskey sulla ferita aperta. L'odore del sangue di entrambi la inebria e ne vuole ancora, ora ha sete, si! ORA-HA-SE-TE.

Wolfmoon molla la presa, liberandole le mani, ma non il corpo. Keilani ruggisce quasi infuriata, sentendosi impedita nei movimenti. Tenta di divincolarsi senza alcun risultato, la rabbia cresce come cresce il desiderio di lui e del suo sangue. con una mano gli afferra i capelli dietro alla nuca, mettendo in quell'unico arto libero di muoversi, tutta la sua forza. Tira forte, costringendolo a reclinare il capo all'indietro e con un colpo di reni si da la spinta contro il muro per poter arrivare al suo collo esposto. Affonda i canini con un unico gesto, deciso e secco, penetra a fondo facendo uscire fiotti densi e scuri di sangue che non riesce ad ingoiare tanta è la forza con cui sgorga dalla vena lacerata, cosicché le si riversa sul mento, sul collo, sul seno. imbrattandole la veste e la pelle candida.

- Bastardo, bastardo –

Ripete tra se senza tregua, saziandosi del suo sangue profumato e prezioso. Wolfmoon esplode in un atroce ululato nel sentirsi penetrato dalla sua stessa Anima, inarca il più possibile la testa verso l'alto e si stacca dal suo corpo, liberandola da ogni inutile costrizione fisica.

In preda all’estasi pianta le proprie mani al muro, mentre lei si adagia, aggrappata a lui ed alle braccia che la sorreggono da sotto le ascelle, mentre fiotti di sangue sgorgano ancora, invadendo lo stretto vicolo di quell'odore dolciastro, che si fonde insieme a quello di tabacco e whiskey.
Appagato, saziato di lei sussurra:

- Mia scatenata puledrina, somma Vampira ispirata e talvolta acida, il mio essere bastardo è quella ferita, che ancora continuo a torturare dentro la tua intimità e tu, imperterrita, indomabile, maledettamente folle, a tratti geniale, te ne aggradi in ogni istante… io sono la tua tortura.-

Keilani è sopraffatta, appagata e deliziata quando infine si lascia sostenere dalle sue forti braccia e sussurra rispondendogli:

- Si, sei la mia tortura ed io la tua, da sempre e per sempre Wolf, mia Anima –



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