Ventimiglia e la "fine di una Piazzaforte": "Queste provincie [Savoia e Contea di Nizza] sono ora irrevocabilmente unite alla Francia" (Napoleone III).
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03 Novembre 2011
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Cultura in Pillole
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Sulla scia degli eventi sopra descritti e delle nuove idee illuministiche la cose mutarono poi radicalmente sia in seguito ai fatti della
Rivoluzione Francese quanto dell'Impero di Napoleone I.
Caduto il Bonaparte gli
accordi del Congresso di Vienna che soppressero la Repubblica di Genova e dopo una laboriosa quanto cruda annessione cui particolarmente i Genovesi, memori dell'antica gloria, si opposero
il Sovrano Sabaudo Carlo Felice impose la sua mano dura sulla Liguria anche ammodernando i regolamenti militari fatti stendere ai primi del '700 dal governo di Genova pur se per correttezza non si possono eludere alcune iniziative favorevoli quanto ormai necessarie come la
restaurazione e il potenziamento della Strada della Cornice che, occorre ribadirlo, nacque comunque da un
progetto, incompiuto come altri per le tante belliche contingenze, dalla napoleonica volontà di dare alla Liguria una strada litoranea che ne congiungesse tutte le località e che mancava oramai dai tempi dell'Impero di Roma.
Ventimiglia perse così la sua valenza di "città di frontiera" in merito all'erezione della "Grande Liguria delle 8 Province" assimilata allo Stato Sabaudo = anche se poco sarebbe perdurata questa situazione atteso che per gli accordi tra Napoleone III e Vittorio Emanuele II in previsione della II Guerra di Indipendenza l'assetto territoriale della Liguria sarebbe ancora una volta mutato sin ad obbligare nel giro di alcuni decenni
il Governo di Vittorio Emanuele II a rivedere la condizione dei confini tra Italia e Francia e soprattutto la postazione di Ventimiglia come città di frontiera ma in relazione ad un Paese amico contro cui non erigere più grosse barriere militari permanenti.
Napoleone III in qualche maniera divenuto "ago della bilancia politica europea" e di tutte le sue opere qui digitalizzate anche se tra le opere sue qui digitalizzate in merito al tema trattato in questa sede è assai proficua la "Raccolta dei Discorsi" (ricca di utili documenti) e specificatamente la "Raccolta dei Discorsi dell'anno 1859" la cui Prolusione è già un segnale di "venti di guerra" divenuti eclatanti per come si legge dapprima nel "Proclama dell'Imperatore al popolo Francese prima di partire per la guerra d'Italia" e poi questo Ordine del Giorno e questo Proclama agli Italiani" e dove in merito all'annessione alla Francia della Savoia e della Contea di Nizza spicca questo discorso tra la raccolta dei Discorsi del 1860 compare siffatta sanzione destinata presto ad esser ribadita, con fierezza e con un cenno di retorica, nel 1861 (Discorso pronunziato da S. M. l'Imperatore all'apertura della sessione legislativa - 4 febbrario 1861) laddove si nota, scritta con palesato orgoglio, la frase
"Queste provincie [Savoia e Contea di Nizza] sono ora irrevocabilmente unite alla Francia.
(anche se a rigor di logica e in funzione degli accordi pregressi l'armistizio di Napoleone III con l'Impero e soprattutto la Pace di Villafranca erano suonati per tanti patrioti come un mancato rispetto -più per ragioni politico-diplomatiche ed anche personalistiche che in nome delle addotte pretese umanitarie a pro della pace- delle promesse fatte agli Italiani sì da poter rimettere in discussione la "Questione di Nizza e della Savoia").
Nulla naturalmente di ciò avvenne anche se in funzione degli iter burocratici e delle varie disquisizioni politiche si legge ancora di
VENTIMIGLIA QUALE "COMANDO DI FORTEZZA"(p.216)
entro il testo militare (1883) dettante dell' Ordinamento dell'Esercito e a sua volta parte fondamentale delle Nozioni sulle Leggi e sugli Ordinamenti Organici dell'Esercito Italiano: anche se proprio dal 1883 a ratificazione degli accordi Franco Sabaudi della II Guerra d'Indipendenza Italiana le cose sarebbero ufficialmente mutate dato il nuovo assetto degli Stati =
"dopo la cessione di Nizza e dei territori affini, con regio decreto del luglio 1883 [comportante] la cessazione di ruolo di piazzaforte [sì che] Forte San Paolo [sarebbe stato ] demolito e la Ridotta dell'Annunziata declassata a Caserma con successivi lavori di modifica".
Per una completa ed esauriente documentazione su questi eventi analizza finalmente questi basilari
*********testi digitalizzati concernenti la Ristrutturazione sotto Vittorio Emanuele II dell'Esercito Italiano*********
e, ad utile integrazione, i nuovi parimenti digitalizzati
Statuti e Codici: anche quelli concernenti la navigazione, militare e commerciale]
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