La "Ricompensa del Taglione": una storia aspra che confuse il terrore per streghe, vampiri e soprattutto Lupi Mannari con il pericolo vero di grossi di Lupi predatori!
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11 Novembre 2011
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Cultura in Pillole
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E' una storia reale di paure reali, certamente ingigantite dalla superstizione: fa venire in mente quanto si legge in romanzi horror e si vede in films sul tema....
Solo che a spiare il sorgere dell'alba con il cuore palpitante, vi eran persone reali, non romanzesche né cinematografiche, nel panico o quasi fuori del sicuro della propria casa, magari in una semi-deserta "Ostaria" (intese magari a riempire il tempo ed a quietarsi avvicinandosi spesso e nervosamente anche alle finestre della cucina stessa per spiare nell'ombra o a guatare ansiosi lo svanire della stessa, in un'mbientazione non diversa troppo da quella seicentesca dell'immagine antiquaria proposta)...anche perchè non era gradevole spartire quel tempo oscuro e quel silenzio greve insieme a strani figuri, spesso -ma senza dirlo, da "Bravi" o "Scavezzi" qual erano!- non meno ansiosi di questi inermi comuni viaggiatori del veder sorgere il giorno!
L'"Osteria" in cui -entro una delle pagine più drammatiche dei Promessi Sposi- Renzo Tramaglino fu circuito da una spia fu ad esempio più reale e terrifica di quanto sembri nel celebre romanzo e di quanto probabilmente il saggio e moderato Don Lisander volle proporre ai suoi lettori!
E non a caso nella descrizione di queste osterie (condotte tra '600 e '700 "realmente dal vivo" - in un caso dal nostro Angelico Aprosio ospite della squallida "Hostaria della Scala"- mentre bene o male l'ottocentesco Manzoni "dovette rifarsi a storie e resoconti" perché comunque i tempi eran omunque e fortunatamente cambiati), tanto nella relazione dell'erudito ventimigliese come anche in quella di altri autori e viaggiatori in altri libri e manoscritti del '600 e del '700, si notano toni assolutamente più cupi e paurosi, da vera e propria "Corte dei Miracoli" ...e non solo!
Le Osterie o Locande che fossero erano infatti popolate da infami, disertori, pirati, da criminali vari insomma e quindi erano in teoria luoghi sconsigliabili anche per un effimero soggiorno ma (come accadde anche ad un altro illustre ventimigliese quale fu Domenico Antonio Gandolfo) costituivano spesso il solo rifugio possibile non solo contro ,i pericoli di strade immerse in un buio complice (e tanto favorevole ai criminali di cui si è detto) ma erano anche un rifugio inevitabile per i più superstiziosi, ed eran tanti ancora!, contro gli agguati di Streghe, Vampiri e soprattutto, occorre dirlo per quanto concerne il contesto dei viaggi notturni, dei Lupi Mannari ....che poi molto spesso si rivelavano esser lupi reali e realmente pericolosi -come la cronaca del tempo finiva spesso per registrare- anche perchè spesso obbligati dal freddo a scendere a valle nella ricerca di prede!!!! ... ma la paura di tutti era tanta e i cacciatori specializzati per avventurarsi in imprese che essi stessi temevano non poco dovevano esser "lusingati" dalla "Ricompensa del Taglione" che non era di poco ponto, a parte che si conducessero dalle autorità o dai committenti se non il corpo intiero delle fiere abbattute quanto meno parti vitali e ben riconoscibili d essa, preferibilmente la grande terrorizzante testa mozzata dal capo!
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