"Amo appassionatamente i viaggi, sono la filosofia che cammina. I vostri m'hanno istruito e dilettato: voi vedete, sentite e dipingete; come non seguirvi a traverso il mondo?" (Alphonse de Lamartine a L. de Larfond)
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20 Dicembre 2011
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Cultura in Pillole
Da qui, da PALOS COMINCIO' l'IMPRESA: un italiano poco creduto in patria e nella penisola iniziò con l'appoggio nemmeno sontuoso della Corona di Spagna un'impresa che pareva follia pensare....superare il "Non Plus Ultra", valicare il mistero delle Colonne d'Ercole, navigare oltre Gibilterra....invece che la Cina come era nei suoi pensieri fece la scoperta geografica più straordinaria nella storia del mondo e scoprì un altro mondo, il "Mondo Nuovo" e lo consegnò agli Spagnoli ed in qualche modo ai Portoghesi....i primi ne fecero la loro fortuna sin a diventare la massima potenza della Cristianità e forse del mondo tutto. ma la cupidigia non fece sfruttare quelle immense ricchezze quegli Imperi d'oro da poco conosciuti e in 40 anni appena distrutti.....
Qui in questo COLLEGAMENTO V'E' L'ORIGINE DELL'IMPRESA ED ALTRO ANCORA: MA POCO, MOLTO POCO RISPETTO A QUELLO CHE SEGUIRA'.
Sulla storia, le lotte, le grandi città distrutte, i nativi dispersi, gli Imperi gettati nel fango dell'avidità....molto si dirà, passando attraverso i secoli fin a dar corpo a quello che scrisse il Alphonse de Lamartine al viaggiatore francese Lafond (per sua parte ambizioso di competere con il Volney che lo stesso lavoro svolse per l'America Settentrionale) scrisse"Amo appossionatamente i viaggi, sono la filosofia che cammina. I vostri m'hanno istruito e dilettato: voi vedete, sentite e dipingete; come non seguirvi a traverso il mondo?"
E Lafond -in un'opera immensa che pareva follia non solo digitalizzare ma corredare del necessario aparato critico- descrisse come tutto ritornò al punto di partenza, come la Corona di Spagna perse tutto o quasi a causa della dissennata politica dei suoi re: in 15 anni i rivoluzionari avevano restituito l'America meridionale ai suoi nuovi abitatori (frutto di incroci e scambi fra popoli) cacciando gli Spagnoli .....non è mai stato chiarito se Colombo -che pure conobbe carcere ed umiliazioni- non avesse già intuito il disastro che si sarebbe evoluto.
E' certo che parecchi emigrati italiani compresero l'insieme di ingiustizie perpetrate e che crearono il nuovo Sud: nuovi Stati sorsero dai resti degli imperi coloniali spagnoli e portoghesi, con problemi enormi come si vedrà che si propagheranno sino a tempi recenti, ma non erano più provincie dell'Impero di Spagna
E tra questi emigrati con il tempo vedremo le gesta di chi merita iln ricordo, anche nelle scuole senza esser quasi ridotti a nomi senza volto...
La Giunta Governativa Provvisoria del Rio della Plata, che assunse il potere il 25 maggio 1810 di fatto esautorando l'autorità della Corona di Spagna, annoverava ad esempio tre nomi importantissimi italiani: Manuele Belgrano figlio dell'onegliese Domenico Francesco M. Belgrano Peri; Giovanni Giuseppe Castelli figlio di Angelo Veneziano recatosi a commerciare in Buenos Aires nel 1742 e che aveva sposato Maria Giuseppa Villarino, quivi morto nel 1787, ed Emanuele Alberti, nato dal savoiardo Antonio altro mercante morto a Buenos Aires nel 1798.
Non sarebbero stati grandi come Bolivar o Saint Martin ma giustamente come si vedrà in altra occasione furono "Padri della Patria" per la futura Argentina
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