Palestra di Ventimiglia: tanti ricordi

Stampa
PDF

palestra
Credo di avere già pubblicato una vecchia immagine della palestra storica di Ventimiglia, l'ex G.I.L. di Via Chiappori come ancora comunemente si dice.
E di avere aggiunto qualche annotazione.

palestra3

Si trattava di questa cartolina. Non delle migliori, invero.

Interessanti, invece, i commenti raccolti in merito su Facebook. Ne trascrivo di seguito alcuni.

a)
Se non sbaglio le 3 lettere stanno per Opera Nazionale Balilla. Non so cosa ne han fatto ora, ma io da bambino ho passato delle belle ore, sia a mangiare che suonare, ginnastica e rompermi la testa in palestra!!!
b)
Il nome era "GIL" Gioventú Italiana del Littorio - finita la guerra é diventata un sala da ballo.....popolare - poi cinema "Libertá" poi palestra per le scuole - andando dietro sotto dove c´era la mensa, adesso c´é una palestra di Judo -
c)
nel 46 quando venni ad abitare li vicino non era cosi' in ordine come nella foto. Ricordo subito dopo il cinema "liberta" e poi la palestra di box di Musina e poi lo Judo del maestro Botton (OAS)....e poi e poi siamo cresciuti,
d)
tutti abbiamo fatto ginnastica lì dentro...andandoci a piedi, prima da via Dante e poi da via Roma, e tutt'ora è così......
e)
Mi ci sono rotto il naso lì dentro ... tanti anni fa.

Anch'io ho dei vivi ricordi di famiglia di quella mensa aperta nella palestra, finita la guerra. Anch'io ho fatto tra quelle mura la ... mia brava gavetta.

palestra2

A sapere scrivere di storia, gli sviluppi in materia sarebbero forse ancora più interessanti. Non va dimenticato, come si evince da quanto detto sopra, che la costruzione risale ad epoca fascista. Lo scopo principale era di contenere le iniziative para-militari di quel regime, che coinvolgevano subdolamente bambini, adolescenti e giovani.

Voglio citare almeno un episodio. C'era un pescatore, di quelli impegnati a portare in salvo gli ebrei in Francia, destinato in seguito ad una vita pubblica molto intensa, che al premilitare si presentava scalzo, sostenendo che in famiglia - cosa non proprio vera - non c'erano soldi per le scarpe. Il "centurione" lo rimandava allora puntualmente a casa. E quel ragazzo si sentiva soddisfatto di avere intanto compiuto quel piccolo gesto di libertà. Per lui certo non l'unico.



Add this page to your favorite Social Bookmarking websites

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Follow us on Twitter