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17 Gennaio 2012
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Costume e Società

Molte vicende, non solo sul piano del costume, di Ventimiglia, degli ultimi novant'anni, sono legate al vecchio Mercato.

Era Mercato dei Fiori, come reca anche la scritta visibile in questa fotografia. Io ricordo di averlo visto in un breve documentario televisivo inerente i funerali della Regina Margherita, deceduta, come é noto, in Bordighera. Sempre affidandomi alla memoria, sottolineo di averne letto il regolamento comunale di quegli anni. Ma, forse, nella prima occasione, lo stabile era diverso.

Tutto questo per sottolineare brevemente l'importanza che ebbe la floricoltura nel territorio della città di confine. E l'impulso che diede alla nascita ed alla fortuna pregressa della Battaglia di Fiori. Capitoli, entrambi importanti, che nei limiti di questo articolo vengono solo sfiorati, avendo, oltrettutto, già determinato ampia specifica letteratura.

Dal punto di vista emotivo, reputo molto coinvolgente dedicare un affettuoso pensiero alle popolari feste da ballo che si svolgevano su quel plateatico le sere delle edizioni della Battaglia di Fiori. Là avevano luogo le premiazioni dei carri con il loro inevitabile pittoresco contorno. Talvolta, o spesso, ritengo aveva luogo anche l'elezione di una miss: é un particolare che mi é balzato agli occhi rileggendo un romanzo ambientato in una Ventimiglia anche di fantasia, scritto con successo a metà anni '50 da un caro amico cui ho già altra volta accennato, romanzo che merita un discorso a parte.
In quel Mercato ("sotto il Mercato dei Fiori" con tanta sgrammaticatura dicevano gli annunci) per decenni nel dopoguerra si svolgevano i comizi, che a lungo furono occasioni di grande partecipazone popolare. E non farò certo torto a nessuno se ricorderò almeno un nome tra gli oratori che passarono sul palco sempre predisposto dagli operai del Comune se in momento elettorale, quello di Sandro Pertini, divenuto poi il Presidente della Repubblica più amato dagli italiani. Nel periodo in questione le trombe degli impianti sonori, curati da nota ditta locale, erano fisse in pianta stabile: come fossero state parte integrante dell'arredo!

Tanto altro ci sarebbe da dire. Mi limito ad offrire alla visione del lettore un altro scorcio da altra angolatura dello storico immobile. E ringrazio l'amico Edoardo Racco che una volta di più mi ha concesso l'utilizzo di cartoline d'antan.

Oggi il Mercato é in pratica, concludendo un processo di storica evoluzione, Annonario. Ma la scritta storica, nella sede oggi ben ristrutturata e resa più funzionale, é sempre visibile.
L'augurio é che anche nell'attuale veste rimanga a lungo un supporto per l'economia locale. E per i consumatori.
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