"Leggi di tutto ma ragiona su quanto letto e non esser mai servo d' alcuno: difendi sempre la tua dignità di libero pensiero, a noi donne è costato ancor più che a voi questa conquista"

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Se ne andata in silenzio un anno fa, donna modernissima di tempi purtroppo talora dimenticati, specie dai sciocchi che confondono il vetusto e l'inutile con quello che è il passato, anche se ha lasciato tracce epocali....solo A.M. -che del pari scrive qui- se la rammenta, anche per i tanti libri che gli fece conoscere.
Ha, forse (ma solo...forse... visto che non eran granché credenti, se non in una forza universale che tutto avvolge) raggiunto mio padre che conobbe, poco più che ragazzina, sotto i bombardamenti di Genova e con cui condivise lo spirito di libero pensatore: coi tanti anni (come è ingiusto per tutti e forse ancor più per una donna bella e vigorosa!) era diventata balia di troppi in un letto ... e questo non lo sopportava (e nemeno io....sussurro ora!), Lei che aveva affrontato a muso duro un Ufficiale degli Eserciti d'Occupazione Nazi-Fascista e poco più che ragazzina fu condotta sin alle Camere di Tortura,  orrori eretti a scapito dei partigiani e dei loro sostenitori.
Ma non contava, come non contò in altri casi! per Lei, genovese purosangue e di matrice borghese , il ritrattare le proprie idee per semplice paura ed ancor più per servilismo verso i potenti e la Casta del momento, di qualsiasi momento storico e politico che fosse, era il peccato più grave : per Lei la difesa delle proprie idee e l'avversione ad ogni forma di sopraffazione era, come per mio padre, un dovere morale: non uno di quei brani di testo che fa dolore da docenti leggere a giovani in gran parte annoiati, in attesa della campanella, in atto di "palleggiare", come armi, telefonini sempre più accessoriati e quindi tanto costosi quanto banali.....leggere di tutto da Darwin ai giornali laici (senza escludere però a priori la lettura di quelli cattolici) era per entrambi un assioma .... ignorare per scelta di parte sarebbe stato un peccato, come condannare a priori e senza sapere!
Capii che se ne stava andando perché, negli ultimi tempi, oltre a rammentarmi giornalmente l'amore che aveva sempre avuto per me (oltre che per mio padre) -costumanza che non rientrava nel suo animo fiero- mirava a citarmi quello che aveva imparato da suo nonno, "Leggi di tutto ma ragiona su quanto letto e non esser mai servo d' alcuno: e difendi sempre la tua dignità di libero pensiero" e talora aggiungeva con orgoglio "A noi Donne è costato ancora di più....ero così felice quando son potuta andare a votare la prima volta: mi sembrava una seconda vittoria almeno per noi Donne: e quanto era bello potere leggere in pubblico libri di ogni tipo e giornali di sinistra, anche se magari qualche bigotto e qualche beghina soprattutto ti guardavano storto come se facessi qualche cosa di male!".
damigellaMa soprattutto insisteva sul principio base e qualche volta fissandomi al modo che mai dimenticherò, divenuta severa, mi chiedeva  "Non ti sarai mica fatto servo di qualche potente?....scrivi libri anche se di letteratura e storia: produci idee, non produrrai per caso idee che appartengano ad altri e che ad altri facciano comodo per i loro interessi?". Francamente le occasioni c'eran state vista anche l'importanza degli Editori per cui lavoravo ma non solo: specialmente delle persone che giravano in quel contesto, ed ero anche stato tentato...perché negarlo?.... ma ricordando ore e giorni di  discussioni come potevo tradire le aspettative delle due persone che mi avevano formato veramente "No mamma, sta tranquilla dicevo..." e Lei sorrideva finché sfiorandomi la mano appoggiata sul letto mi diceva "Hai fatto bene....niente è peggio che farsi servi per denaro o potere".
Ed allora io ricordavo tempi lontani quando era Lei a reggere il discorso, a parlarmi di tante cose, soprattutto di come la Donna abbia dovuto lottare tanto per esprimersi del pari rispetto agli uomini: ricordo che tra le storie libertatarie di cui mi parlava e leggeva (e furon tante) ad una teneva in particolare, attingendo ai resti d'una biblioteca borghese della casata del nonno e che lui giovanissimo solo in piccola parte salvò: casata che fu potente prima che il capofamiglia mandasse in malora -anche i libri certo,  specie i più pregiati che praticaente svendette- a soprattutto le due industrie tessili che possedeva perdendosi nella follia quasi romanzesca e per molti aspetti degna di Verne di realizzare l'impossibile macchina del moto perpetuo....
ladiTra le storie vere e romanzesche come quella di Paola che mascheratasi da frate si vendicò e vendicò il fratello dalle presunte violenze del Grande Inquisitore di Spagna Pietro Arbues ci teneva a ricordarmi la vicenda molto più reale e documentata di una donna che per nessun motivo si piegò alle pressioni ideologiche che i suoi possenti parenti inglesi le facevano, rimproverando le sue femministe scelte di vita: quello di Lady Hester Lucy Stanhope (1776 - 1839) una straordinaria donna inglese, che scelse per la sua vita l'Islam ed il deserto arabo, e che, dimostrando grande lucidità di giudizio, esternò queste sue opzioni in un appassionante colloquio con il Winkelmann francese, cioè Luigi Augusto di Thivac visconte di Marcellus" che lo registrò nei suoi "Libri di Viaggio" proponendo un nuovo modo, avendone la possibilità, di esser donna e libera in luoghi visti mediamente, dagli Europei, come assolutamente inospitali, specie per le loro donne.



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