"Un libro ch'era follia portar con sè" ma che molti vollero leggere, tra paura a avidità di sapere, Aprosio compreso = lo "Zodiaco della Vita"
|
24 Gennaio 2012
Posted in
NEWS -
Cultura in Pillole
CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO E I COLLEGAMENTI CORRELATI MEGLIO UTILIZZANDO IL BROWSER EXPLORER
Un'amica che non sento da un po' una volta mi chiese se c'è un libro che può cambiare la vita .... offrire nuove prospettive ideologiche e spirituali. Direi che son tanti i libri che possono condurre a tal risultato e che tutto procede in linea con le personali caratteristiche emozionali ed esistenziali. Ma esiste un libro, nemmeno citato (colpevolmente direi) nei testi scolastici (come troppi purtroppo ed a favore di opere che potrebbero anche esser messe da parte) che può cambiare la vita od almeno la maniera di pensarla ed offrire prospettive diverse a cui credere od in cui rivedere ciò a cui per secoli si credette.....almeno -ma non solo- nel senso di chi si pone le tre basilari domande che sostanziano la vita da millenni! Certo non è un romanzo fantasy e se vogliamo nemmeno un tomo teologico possente come quelli di Cornelio a Lapide. Eppure...eppure: era ed è un libro che faceva terrore tenere nella propria biblioteca: cosa che nemmeno un bibliofilo fanatico quale Aprosio osò fare.....anche se lo lesse, o meglio si recò a leggerlo raggiungendo addirittura il nipote di colui che ne aveva continuato gli studi. Il libro è lo "Zodiacus Vitae" di Marcello Palingenio Stellato, il Menzolli, che per vari aspetti fu ripreso nella misteriosa "Pantologia" del Burchelati.... Giordano Bruno fu arso vivo perché catturato dopo esser stato tradito .... lo "Stellato" non patì la stessa fine, morì prima di esser catturato....ma in una notte da tregenda i suoi resti vennero fatti esumare dalla Santa Inquisizione e uniti a tutti i libri dello "Zodiacus" che si eran potuti raccogliere, furono dati alle fiamme..... Bruno aveva scritto nel suo difficile italiano....il Palingenio aveva pubblicato nel suo lento e placido latino che fluisce, facilmente leggibile, come un fiume che trascina tante verità .... e che, come scrisse il grande teologo ed Inquisitore Martin Del Rio, non era periglioso tanto per le accuse mosse alla Chiesa e specie ai frati corrotti e lussuriosi (cose su cui era anche condivisibile il discorso dell'autore) quanto per l'elaborazione di un panteismo che si ricollegava alle Enneadi e, trapassando Plotino e Porfirio, offriva all'uomo un mondo diverso in cui Dio non aveva figurazioni umane ma era al pari d'una forza che tutto trascina verso incommensurabili destini ed in cui tutto si mescola, volti che furono e saranno, cose che furono e saranno o "semplicemente potranno essere .... La traduzione, utile e nemmeno infattibile specie con utili interazioni critiche, non rende però a pieno, per me (opinione del tutto confutabile), il senso dello spirito che porta con se stesso il libro, "libro ch'era follia portar con sé" ma che in certe parti suggestiona maggiormente proprio in forza del suo placido latino, quel latino con cui l'autore portò avanti nel tempo postulazioni, queste sì che, senza romanzesche enfasi, "avrebbero potuto far vacillare -se mai esisstono- i pilastri della terra".
Add this page to your favorite Social Bookmarking websites
| < Prec. | Succ. > |
|---|








