Un libro di facezie e motti non solo in sintonia con l'uso dei cortei storici che acclarano il turismo ma che è punto di partenza per scoprire ciò che si leggeva onde rallegrare le Feste dell'Età Intermedia!
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30 Gennaio 2012
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Cultura in Pillole
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Ventimiglia è una città di storia antichissima e qui, come in altre città italiane dalla storia parimenti importante, tanti volonterosi appassionati e cultori della sua storia gloriosa organizzano annualmente l'"Agosto Medievale" in cui si celebrano eventi ma anche molteplici eventi di vita comune.
Ventimiglia replica tradizioni diffuse ovunque nel Bel Paese con celebrazioni diverse e sempre ben documentate.
Vediamo sfilate, banchetti, gare, festeggiamenti con sfilate ben strutturate e partecipanti e/o figuranti ben vestiti con le fogge, nobili e/o popolari dell'epoca.
Un piccolo ma interessante contributo documentario di Ventimiglia.biz è rammentare come, accanto ai divertimenti che coronavano tante vicende e celebrazioni, è appellarsi ancora una volta al cittadino più illustre (vale a dire Angelico Aprosio dietro cui -ci piace ramentarlo- subito corre il discepolo e collaboratore D. A. Gandolfo che la città ebbe) e che in un'opera a lungo rimasta inedita elencò TUTTI QUEI LIBRI CHE SI CONSIGLIAVA DI LEGGERE PER INTRATTENIENTO PRIVATO MA ANCHE COMUNITARIAMENTE DURANTE LE "VEGLIE".
Certo Aprosio non cita opere che, al costue dell'epoca non si ritenevano adatti ad orecchie delicate come quelle di dame e donne e senza menzionare opere veramente piccanti basta qui menzzionare alcune (parecchie) novelle del Decamerone del Boccaccio.
Tra le opere che menziona l'rudito di Ventimiglia ve ne sono di alcune veramente rare e preziose (di alcune meno rare sistemeremo quanto prima la digitalizzazione in rete, di altre si aspetteranno richieste più esplicite di studiosi veramente interessati: tenendo conto dello sforzo che gratuito che l'Editore svolge svolge e dell'impegno -talora arduo davvero- di adeguare testi digitalizzati corredandoli magari di esplicazioni e modernizzazioni a pro della lettura).
Aprosio curiosamente non cita un'opera che furoreggiava all'epoca e che non era bandita dalla Chiesa ma che, con scopi moralistici, qualche spunto piccante pure aveva: può essersi anche dimenticato ma può aver avuto una doverosa prudenza da religioso nel censurare quanto non da tutti poteva esser condiviso attesi i tempi!
Era comunque una pubblicazione che godeva di diffusione e di lettori in abbondanza e che spesso godeva, per la vivacità delle narrazioni, di attenti uditori nel pubblico momento delle Veglie.....specie se gestita da abili dicitori
Noi l'abbiamo QUI DIGITALIZZATA esplicando il non sempre chiaro e formulando adeguaenti moderni: l'autore fu a suo modo di prestigio cioè LODOVICO O LUDOVICO GUICCIARDINI nipote dalla vita avventurosa e dalla fama non di poco conto che continuava il prestigio dell'avo celeberrimo FRANCESCO GUICCIARDINI.
Magari chissà leggendo qui le sue graziosissime ed oggi per nulla volgari "HORE DI RICREATIONE" a qualcuno potrà venire l'idea di organizzare qualche cosda di teatrale ed in sintonia con quanto all'epoca si faceva, leggere, magari da un palco o da un teatro durante l'Agosto Medievale, queste storielle che fanno, contestualmente, EVASIONE, FOLKLORE E CULTURA
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