"Uomini che odiano le donne": grazie a un bel libro e ad un bel film, anche goticheggiante in piena e grande tradizione svedese, alcune considerazioni sullo stupro e in particolare su stupro di guerra, di gruppo, etnico
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21 Febbraio 2012
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Cultura in Pillole
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Nel quadro di una narrativa che sotto la spasmodica ricerca del best seller non genera in questo momento dei capolavori epocali son rimasto particolarmente colpito da quello che per me è un gran bel libro "Uomini che odiano le donne", un romanzo poliziesco dello scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson primo della trilogia Millennium, pubblicata postuma dopo la prematura scomparsa dell'autore che molto altro di ottimo, date le premesse avrebbe ancora potuto darci. Sulla scorta del libro ho visto il film omonimo che, salve differenze dettate da ragioni anche scenografiche, mi ha colpito per la straordinaria recitazione in particolare di Noomi Rapace. Al dl là di questo è la poliedricità dei contenuti scorsi poi per tutta la trilogia di Millennium che mi ha colpito: una donna che si difende -certo con aiuti- contro però uno strapotere occulto in cui la violenza, la più semplice in fondo sulle donne è l'essenza del tutto.
E pur trattandosi di un romanzo, pur essendo concentrato su una ragazza soltanto ho visto tra le righe i seegni dell'arma più ignobile che fu escogitata da poteri antichi e moderni: lo stupro che si evolve in stupro etnico, di gruppo e/o di guerra ... cosa che ebbe un suo tragico retroterra nelle costumanze deli eserciti antichi (e purtroppo non se si guarda a certe vergogne epocali nostre comunque bandite da leggi e organizzazioni internazionali).
La donna che paga, senza saperlo, per esser in qualche maniera collegata al nemico, si esso un individuo sia esso un gruppo etnico.
E la mente mi è corsa -nella consapevolezza che vi son libri e films come questi che fanno davvero pensare- ad epoche remote in cui la violenza sessuale di gruppo era un sistema per garantire dei figli, mostruosi od odiati perchè figli del nemico, a genti con cui si era in conflitto.
Un argomento che mi ha profondamente e che mi ha indotto a rivedere tutta quella cultura che giustificava lo STUPRO DI GUERRA e poi con essa lo STUPRO DI GRUPPO sin al punto di farne un PRODOTTO LETTERARIO "LA PUTTANA ERRANTE" E "LA ZAFFETTA", proibitissimo, condannatissimo eppur letto manoscritto di nascosto da una folla di eruditi in particolare nell'ambito veneziano dell'Accademia degli Incogniti in cui fu prodotta e tra condanne ed accuse letta con morbosa curiosità........
E qui sulla scia di tutto ciò ho riproposto un articolo sul tema osceno dello STUPRO DI GUERRA/COLLETTIVO E/O DI GRUPPO .... perchè, tra tanti manuali e tomi ed esperti di tuttologia non mi sembr che la tragicità della questione sia veramente stata elevata da tutti al limite estremo che le tocca ......
La tragicità dello STUPRO ACUITA OLTRE CHE DAL CRIMINE IN SE STESSO DALL'UMILIAZIONE CHE IL DIRITTO INTERMEDIO IMPONEVA ALLA DONNA VIOLATA SIA PER LE ROZZE VISITE MEDICHE SIA PER IL DISCORSO DELL'ATTENDIBILITA' DELLA DONNA QUALE TESTIMONE PARITETICO ALL'UOMO IN CAUSE GRAVI e ancor più la drammaticità dello STUPRO COLLETTIVO E/O DI GRUPPO, che, anche nel caso di un'opera letteraria qui digitalizzata come la ZAFFETTA, ha comunque i connotati di un AFFRONTO/PUNIZIONE trae le proprie remote origini come elemento terrorizzante e fattore -anche etnicamente- inquinante di un plausibile nemico di guerra, che specialmente gli ESERCITI MENO ORGANIZZATI E DISCIPLINATI -più portati comunque ad una momentanea devastazione che ad un' occupazione duratura- su concessione dei reciproci condottieri, attivavano, mettendo a sacco una città od un territorio.
I SOLDATI ROMANI erano governati -nell'ambito di una formidabile TRADIZIONE GIURIDICA - secondo una DISCIPLINA ED UNA BUROCRAZIA AD ALTRI IGNOTA che poteva arginare non consentiti eccessi ma nei tempi più oscuri della storia sia le selvagge TRUPPE DELL'IMPERO DI BISANZIO che le ARMATE DEI BARBARI resero consuetudinario se non istituzionale la simbiosi tra SACCO - SACCHEGGIO - STUPRO DI GUERRA E STUPRO ETNICO = nel progetto quantomeno osceno aldilà di ogni progettata crudeltà di generare MOSTRI ad ogni cosa inadatti se non a uscitare orrore ed umiliazione tra le popolazioni saccheggiate, violate e quindi abbandonate alla disperazione o quanto meno di incidere sul loro tessuto genetico sì da radicare, nel CASO DI INDIVIDUI SANI, tra i nemici futuri neonati la cui componente etnica, con tutta una serie di possibili coinvolgimenti "morali", partecipava tanto dei vinti (per via delle madri) quanto dei vincitori (tramite i padri appartenenti alle schiere nemiche e vittoriose).
Ed attraverso i secoli le cose non mutarono sostanzialmente: sì che solo tra i secoli XVII e XVIII, dopo interventi casuali e mai risolutivi della giustizia ordinaria variamente onerata dall'indisciplina dei soldati anche propri, di stanza e quartiere, si giunse alla inevitabile stesura di REGOLAMENTI MILITARI CONCERNENTI NORMA DISCIPLINARI SIA VERSO L'APPARATO DI GUERRA CHE VERSO LA POPOLAZIONE CIVILE.
Per quanto fra molte difficoltà e frequenti violazioni la situazione della POPOLAZIONE CIVILE NELLO SPECIFICO QUELLA DELLE DONNE SPECIE IN MERITO AI MOMENTI DI INCONTRO NELLA VITA DI RELAZIONE, NELLE FESTE E NEI BALLI risentì positivamente della stesura di siffatti REGOLAMENTI MILITARI resi necessari certo come sopra detto per CONTROLLARE LA DISCIPLINA DELLE TRUPPE E I LORO RAPPORTI CON I CIVILI ma per quanto oggi possa sembrar strano anche al fine di combattere i TROPPI SOLDATI MALFATTORI E SPECIALMENTE COLORO CHE INTEGRAVANO IL SOLDO CON PRATICHE ILLECITE TRA CUI UN RUOLO INCREDIBILMENTE ALTO AVEVA LA PRATICA DELL'OCCULTISMO E DELLA STREGONERIA: tuttavia l'indegna pratica dello STUPRO era un fenomeno di estensione ben superiore, quasi incancrenito nel contesto sociale senza nemmeno escludere il contesto teoricamente protettivo della
FAMIGLIA.
E' anzi da dire che, prescindendo da questi volonterosi ed anche efficaci correttivi ad uso delle truppe, lo stato delle cose poco mutò per il resto: in ambito della famiglia si continuò anzi a coniugare l'orrore dello STUPRO con la pratica dell'INCESTO.
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Mediamente si ricorreva all'indiscussa autorità maschile o maschilista ma non raramente si sfruttava lo stato di povertà intellettuale ed analfabetismo in cui la maggior parte delle DONNE era costretta a vivere = con la conseguenza di un'ignoranza che vieppiù contribuiva ad alimentare l'AUTORITARISMO MASCHILE contro cui scrisse la coraggiosa erudita veneziana ARCANGELA TARABOTTI ma avverso cui, nonostante l'antifemminismo suo alla fine più umorale che culturale, intervenne lo stesso ANGELICO APROSIO con un'audacia mediamente non consona al suo carattere e forse perchè posto di fronte al PROBLEMA DONNA atteso il suo ruolo di VICARIO DELLA SANTA INQUISIZIONE e forse con sorpresa quanto con sincero disgusto presa consapevolezza dei
MILLE ED ANCHE BOCCACCESCHI ESPEDIENTI CON CUI UN MASCHIO EGEMONE POTEVA INDURRE UNA DONNA DI FAMIGLIA AD ACCOPPIARSI INCESTUOSAMENTE CON LUI come quello fra altri di FARE IL BAGNO E /O LAVARSI INSIEME E CONTEMPORANEAMENTE NELLA STESSA VASCA
al segno qual tragica conseguenza che da ripetuti INCESTI e da RAPPORTI TRA CONSANGUINEI IN AREE GEOSOCIALMENTE RISTRETTE
la vendetta della NATURA OLTRAGGIATA non tardava spesso a manifestarsi tramite il concepimento ed il parto di CREATURE DEFORMI, DEFINITE CRUDEMENTE E CRUDELMENTE I "MOSTRI DIABOLICI" ma in effetti figli della VIOLENZA, DELLA SOPRAFFAZIONE, DELLA SUPERSTIZIONE come a poco a poco più correttamente Medici non superstiziosi cominciarono a definire questi poveri MOSTRI GENETICI autentiche vittime, nella migliore delle ipotesi destinati ad ostentazioni circensi quali "SCHERZI DI NATURA MA INVERO FIGLI DELL'ABUSO E DELL'IGNORANZA"
BENEDETTO GEROLAMO FEIJOO uomo, intellettuale e religioso degno di riconoscimenti per questo suo indubbio PUBBLICO RISCATTO DELLA CONDIZIONE FEMMINILE
ha avuto anche il coraggio e la perizia dialettica e probatoria di vanificare l'essenza stessa della magia e soprattutto di demotivare le prove addotte da una vera autorità degli studi sulla magia qual fu Padre Martin Antonio del Rio.
Con un'intuizione protoilluministica che certo non poteva avere il pur leggendario Martin Del Rio nel suo lavoro egli non manca di creare una sorta di efficace sequenza di identità lungo la cui asse sviluppa contestualmente i suoi principi e così mira ad enucleare le strette correlazioni tra EVENTI CATACLISMATICI NATURALI E NON - CREDENZE NELL'AVVENTO DELL' '"ANTICRISTO" SULLA SCORTA DELLA GIOVANNEA APOCALISSE - RIFUGI ALTERNATIVI IN MAGIA E CREDENZE SUPERTIZIOSE - RICERCA (ANCHE PER POPOLARE CONDIZIONAMENTO) DEI CONNIVENTI TERRENI CON LE EMERGENTI FORZE DEL MALE TRA CUI IN PRIMO LUOGO LE STREGHE (WITCHES)
Forse il FEIJOO cede qualche volta troppo alla banalizzazione delle tematiche -cercando di spostare con eccessiva facilità qualche riflessione dal tragico al comico- ma ottiene gli effetti prefissatisi.
E' vero che rimanda qualche volta di troppo la figura delle STREGHE alla condizione pseudocircense di MERCANTESSE DI MERAVIGLIE E/O IMBONITRICI ma, dimensionando ad esempio le presunte e temutissime STREGHE MALEFICHE al ruolo (sicuramente assai meno coinvolgente la superstizione popolare e non) di CRIMINALI AVVELENATRICI INESPERTE DI ESPEDIENTI MAGICI MA CONSAPEVOLI DELLE ERBE TOSSICHE, recupera contestualmente una dignità alle STREGHE quali MEDICHESSE POPOLARI tenendo conto del fulcro storico della loro attività di praticar cure con erbe e piante secondo l'antica arte degli erboristi od aromatari : magari con la colpevolezza di spacciare una conoscenza empirica o superficiale per scienza approfondita sì da causare talora danni alla salute degli occasionali pazienti ma, occorre dirlo, nemmeno alludendo -fatto all'epoca ancora periglioso- che alcune di esse -secondo la misura loro attribuita da alcuni interpreti- avessero segretamente quanto innocentemente recuperato alcuni DELICATI E NATURALISTICI RELITTI CULTURALI E CULTUALI DEL PAGANESIMO O COMUNQUE DI ALCUNE RELIGIONI PRECRISTIANE.
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