Cultura in Pillole - Storia, Cultura, Curiosità del Ponente Ligure by culturabarocca.com
Celebriamo D. A. Gandolfo grande bibliotecario dell'Aprosiana che fece conoscere tante cose, a Ventimiglia tra cui A. Vieira, confessore di Cristina di Svezia e "Padre Grande degli Indios"!
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20 Maggio 2012
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Cultura in Pillole
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Alla Biblioteca Aprosiana di Ventimiglia ma non ingressatevi per la morte sopraggiunta nel 1681 da Angelico Aprosio fondatore si trovano questi volumi delle opere del celebre gesuita ed intellettuale lusitano Antonio Vieira: grande predicatore illustre però anche per il suo indefesso impegno a pro dei Nativi Americani (essendo profondamente convinto che da sempre si sia versato sangue e si siano perpetrate orribili ingiustizie indotti oltre che dall'avidità di guadagno e ricchezza in molti casi anche dall'ignoranza che genera l'incomprensione e quindi l'emarginazione sin ai livelli più brutali).
Nativi Americani od Indios che, per celebrarne perennemente la figura lo gratificarono dell'appellativo onorifico e affettuoso di loro "Padre Grande" e davvero giustamente -sarebbe subito da aggiungere- atteso quanto per loro fece sin al punto di ottenere, contro la volontà dei molti e mai accontentandosi dei risultati raggiunti per le limitazioni via via interposte da interessati colonizzatori, dalla, in qualche modo, tragica figura del re del Portogallo D. João IV la Lei de Liberdade dos Índios.
Ma contestualmente Padre Antonio Vieira operò a favore anche degli Ebrei e dei "Marrani" e quindi dei diritti dei cristãos-novos contro i privilegi dei cristãos-velhos.
Ed oltre che per tale impegno evangelico, apostolico e filantropico (sin al segno di esser accostato all' "Apostolo delle Indie" Bartolome' De Las Casas) la sua fama planetaria si diffuse anche per altre ragioni: tra cui la tenacia (ma anche il coraggio a fronte del predominio spagnolo) con cui portò avanti quelle idee messianiche e millenaristiche che elaborò da quella sorta di bizzarro profeta che fu il Bandarra e che, tra non poche opposizioni, sublimò in un'opera infinita la Clavis Prophetica o Clavis Prophetarum (cosa che comunque gli garantì anche l'ammirazione di non pochi fautori tra cui Maria Cristina di Svezia) e che se da un lato portava innanzi l'idea della Rinascita del Portogallo nel contesto di un regno millenario contestualmente coimplicava una critica allo strapotere spagnolo contro cui fu anche indotto ad agire direttamente per eccitare una rivolta antispagnola a Napoli sulla scia di quella drammaticamente conclusasi di Masaniello
1 - Parte terza delle Prediche del Padre Antonio Vieira Sacerdote della Compagnia di Giesù, dal portoghese tradotte in italiano dal Padre Annibale Adami della medesima Compagnia - [Venezia? : per Marino Rossetti, 1700]. - [6], 248, [2] p. ; 4°. (Vol. mancante del front.: tit. e note tipografiche tratti dall'approbatio)
2 - Prediche del P. Antonio Vieira della Compagnia di Giesu dette, e stampate in lingua portoghese, tradotte nell'italiana dal R. Annibale Adami della medesima Compagnia[Parte prima-seconda]. - In Milano : nella stampa di Federico Francesco Maietta in Piazza de' mercanti (In Milano : nella stampa di Federico Francesco Maietta in piazza de' mercanti, 1689). - 2 pt. ([4], 201, [10]; 128 [i.e. 204], [8] p.)
3 - Prediche del Padre Antonio Vieira della Compagnia di Giesù, dette, e stampate in lingua portoghese, tradotte nell'italiana dal Padre Annibale Adami ... - In Milano : nelle stampe di Federico Agnelli, 1689. - [7], 210, [5] p. ; 4°
4 - Prediche varie del Padre Antonio Vieira della Compagnia di Gesù. Tradotte dalla lingua spagnola nell'italiana - In Venezia : per Lorenzo Bassegio, 1703. - [3], 240, [2] p. ; 4°
5 - La rosa mistica. Sermoni in lode di nostra Signora del Rosario composti da Antonio Vieira ... trasportati dallo spagnuolo da Gio. Antonio Astori ... - In Venetia : appresso Alvise Pavino, 1698. - 2 pt. ([8], 302, [32]; 257, [45] p.) ; 4°
Una semplice valutazione dei parametri di stampa e di aspetti tipologici induce a supporre che l'ingresso di questi libri sia da ascrivere o comunque connettere al successore e discepolo di Aprosio Domenico Antonio Gandolfo Concionator del suo Ordine Agostiniano e che - (mi permetto d'aggiungere senza ipocrisia "a parte il sottoscritto") assai poco (e immeritatamente) è stato sempre poco studiato anche per quanto fece a vantaggio della Biblioteca di Ventimiglia: la quale come qui si vede non solo aveva arricchita di volumi durante la sua reggenza (altri ne fornì durante la sua lontananza) ma in merito alla quale anche completò -assieme ad alcuni lavori per il convento- opere che Aprosio non era riuscito a finalizzare (ricevendone apertamente elogio da vari eruditi già corrispondenti del di lui Maestro) = sappiamo comunque da lettere gandolfiane che la sua continuativa presenza a Ventimiglia, anche quale curatore dell'Aprosiana, data sin al 1692 e che il distacco -seppur relativo sì da poter foraggiare di libri l'antica "Libraria" data del 31 agosto 1694 in forza della sua assegnazione al Convento genovese di N. S. della Consolazione; è semmai dal 1695 che si può parlare di un distacco reso definitivo dalla lontananza con il trasferimento a Roma: il fatto che libri suoi e di altri (come appunto di Antonio Vieira che non conobbe direttamente ma che imparò ad apprezzare e stimare per la fama ma anche per esser stato confessore e predicatore di quella Maria Cristina di Svezia attorno al cui consesso entrambi ruotarono, seppur da viva il Vieira e per quanto ben presente nella memoria di tanti, nemici ma soprattutto fautori, essendo invece l' ex Regina ormai scomparsa l'agostiniano ventimigliese) talora anche indicati con sua autografa segnatura come donativo, induce però a credere che abbia continuato a procurare volumi all'"Aprosiana".
Aprosio non poteva ignorare Antonio Vieira la cui grandezza era indiscutibile [in senso meramente letterario ne fa specie (con quella di altre letterature europee e non) la vasta conoscenza della lingua e della letteratura spagnola e comunque addirittura della produzione letteraria delle colonie del "Nuovo Mondo" ad opera del frate ventimigliese : e l'erudito ventimigliese non mancava di competenza nemmeno sull'area culturale portoghese, specificatamente su autori come Luiz Nunez e Francisco Macedo].
Ma soprattutto la conoscenza del grande lusitano doveva esser indiscutibile per uno come "il Ventimiglia" che più volte era intervenuto avverso i predicatori alla moda e del nulla invocando predicatori della sostanza come in definitiva era proprio il Vieira
Sarà magari un giudizio azzardato ma il fatto di non averlo citato può esser legato alla collocazione politica del predicatore portoghese, alla sua discussa interpretazione profetica e millenaristica e non ultimo ai suoi ripetuti contenziosi avverso l'Inquisizione oltre che certe posizioni - che tanti problemi gli crearono a difesa degli Ebrei quanto dei cristãos-novos a fronte dei privilegi dei cristãos-velhos: Aprosio aveva spesso "spinto sull'accelerazione delle idee" e in definitiva nel giudizio globale della sua esistenza -quello che ho chiamato dei 12 interrogativi- mai era riuscito davvero a liberarsi della fama di esser "Poeta", nel senso allora decettivo di provocatore e polemista spesso incontrollabile e tutto ciò anche se aveva cercato di calmierare questa sua postazione assumendo la carica di Vicario dell'Inquisizione = una certa cautela, trattando di un autore che aveva tanti amici ma altrettanti nemici, e spesso politicamente e gerarchicamente possenti, può esser stata una ragione di cautelativa per non perdere alcuni sostenitori od imbattersi, avvicinandosi il crepuscolo del suo tempo, in dibattiti che avrebbero potuto frustrarlo come in fondo anche Antonio Vieira rimase frustrato dal suo impegno intellettuale e politico sin ai limiti di esser incarcerato sotto l'accusa di eresia giudaizzante e comunque di conoscere l'arresto in forza delle sue idee già sotto forma di una prigionia per la difesa degli Indios contro le pretese schiaviste dei coloni (1661) ed ancora di risultare incarcerato e processato ulteriormente sempre nel contesto della sua attività evangelica e filantropica (dal 1667 al 1668)
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