Cultura in Pillole - Storia, Cultura, Curiosità del Ponente Ligure by culturabarocca.com

Cominciamo con uno dei testi base dell'alchimia e della medicina alternativa: il "Theatrum Sympatheticum" controverso eppur diffuso quanto oggi misterioso e su cui molto scrisse anche A. Aprosio

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Serr09Per scorrrere gli INDICI E CONSULTARE I TESTI CLICCARE QUI : i testi sussitono tutti digitalizzati e tradotti presso la Redazione.

Molti son digitalizzati e tradotti!

Non son però tutti in questa sede messi a disposizione, alcuni anche per la loro rarità, per l'audace specificità "scientifica" della trattazione e/o la complessità della traduzione che è stato necessario condurre.

Eventuali interessati al tema potranno chiederne e ottenenerne la consultazione contattando la redazione e offrendo le opportune referenze culturali.

Non è possibile parlare dei circoli alchemici di fine '600 e '700 senza proporre la digitalizzazione di quest'opera che da un lato rimanda all'alchimia e ai presunti segreti di Flamel  e la leggenda della sua presunta vittoria sulla morte sviluppando però, dall'altro lato,  ben diverse riflessioni (sul magnetismo universale, la cultura del sangue, vapirismo e magia, sangue benefico e malefico, la trasmutazione dei morbi, l'unguento armario, la polvere simpatetica, peculiari interventi chirurgici connessi a forme stravaganti di esorcismo,  la liquefazione/coagulazione del sangue, le simpatie e le antipatie cosmiche tra micro/macrocosmo come tra vegetali, animali e minerali, l'influsso dei segni zodiacali, amuleti, sigilli e simboli,  il potere delle reliquie ecc. ecc.) analizzando (confutando/sostenendo a seconda delle postazioni)  riflessioni che permettono di risalire (ma questo si vedrà a lavoro ultimato o ultimando) i segreti di Maria Cristina di Svezia e del suo gruppo collegato alla "Porta Magica dei Palombara.

Che fu una importante e  criptica sede di un gruppo eterogeneo di presunti maghi che comunque attirò l'attenzione e la partecipazione (attiva) anche di vari scienziati connessi alla "scienza nuova" tra cui Gian Domenico Cassini di Perinaldo l'Astronomo dei Re.

 E nemmeno bisogna mai dimenticarsene quella passiva di Domenico Antonio Gandolfo II Bibliotecario dell'Aprosiana e discepolo celeberrimo dell'Aprosio che, entrato nel gruppo di quanti rimpiansero per sempre l'enigmatica regina sostenitrice della futura Arcadia, fu sì apprezzato al punto di esser incaricato di investigare sugli strani aspetti della morte dell'ex  Regina di Svezia.

Seborga, un'antichissima base monastica medievale già suggestiva di per sè, avvolta dalle nubi e imbiancata da una copiosa nevicata

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DSCN0168IL "PRINCIPATO DI SEBORGA", borgo dell' affascinante entroterra di Bordighera oltre che da una splendente natura è avvolta da una storia affascinante cui tanto contributo culturale e promozionale ha dato l'indimenticabile suo ultimo principe Giorgio I = per leggerne PARTI IMPORTANTI CHE AFFONDANO SIN NEI MISTERI DEI CAVALIERI MEDIEVALI E DEI MONACI GUERRIERI OLTRE CHE SU TANTE ALTRE COSE RARE BASTA CLICCARE QUI
Ma il bel borgo antico, sospeso tra Italia e Francia e quasi proiettato verso il cielo splendente che affascinò dalla vicina Perinaldo l'Astronomo dei Re Gian Domenico Cassini, deve fare i suoi bei conti anche con la realtà quotidiana ed ecco che oggi, a due anni circa dalla grande nevicata del 2010, SEBORGA E' STATA OGGI AVVOLTA DAGLI ELEMENTI NATURALI ED HA QUASI AUMENTATO LA SUA SUGGESTIONE (NONOSTANTE GLI INDUBBI DISAGI) PER UNA NUOVA ABBONDANTE NEVICATA TUTTORA IN ATTO DI CUI CLICCANDO QUI SI PUO' VEDERE UN REPERTORIO DI IMMAGINI

 

Un libro di facezie e motti non solo in sintonia con l'uso dei cortei storici che acclarano il turismo ma che è punto di partenza per scoprire ciò che si leggeva onde rallegrare le Feste dell'Età Intermedia!

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guiccalCLICCA QUI PER VISUALIZZARE LA DIGITALIZZAZIONE DEI LAVORI
Ventimiglia è una città di storia antichissima e qui, come in altre città italiane dalla storia parimenti importante, tanti volonterosi appassionati e cultori della sua storia gloriosa organizzano annualmente l'"Agosto Medievale" in cui si celebrano eventi ma anche molteplici eventi di vita comune.

Ventimiglia replica tradizioni diffuse ovunque nel Bel Paese con celebrazioni diverse e sempre ben documentate.
Vediamo sfilate, banchetti, gare, festeggiamenti con sfilate ben strutturate e partecipanti e/o figuranti ben vestiti con le fogge, nobili e/o popolari dell'epoca.
Un piccolo ma interessante contributo documentario di Ventimiglia.biz è rammentare come, accanto ai divertimenti che coronavano tante vicende e celebrazioni, è appellarsi ancora una volta al cittadino più illustre (vale a dire Angelico Aprosio dietro cui -ci piace ramentarlo- subito corre il discepolo e collaboratore D. A. Gandolfo che la città ebbe)  e che in un'opera a lungo rimasta inedita elencò TUTTI QUEI LIBRI CHE SI CONSIGLIAVA DI LEGGERE PER INTRATTENIENTO PRIVATO MA ANCHE COMUNITARIAMENTE DURANTE LE "VEGLIE".
Certo Aprosio non cita opere che, al costue dell'epoca non si ritenevano adatti ad orecchie delicate come quelle di dame e donne e senza menzionare opere veramente piccanti basta qui menzzionare alcune (parecchie) novelle del Decamerone del Boccaccio.

Tra le opere che menziona l'rudito di Ventimiglia ve ne sono di alcune veramente rare e preziose (di alcune meno rare sistemeremo quanto prima la digitalizzazione in rete, di altre si aspetteranno richieste più esplicite di studiosi veramente interessati: tenendo conto dello sforzo che gratuito che l'Editore svolge svolge e dell'impegno -talora arduo davvero- di adeguare testi digitalizzati corredandoli magari di esplicazioni e modernizzazioni a pro della lettura).
Aprosio curiosamente non cita un'opera che furoreggiava all'epoca e che non era bandita dalla Chiesa ma che, con scopi moralistici, qualche spunto piccante pure aveva: può essersi anche dimenticato ma può aver avuto una doverosa prudenza da religioso nel censurare quanto non da tutti poteva esser condiviso attesi i tempi!
Era comunque  una pubblicazione che godeva di diffusione e di lettori in abbondanza e che spesso godeva, per la vivacità delle narrazioni, di attenti uditori nel pubblico momento delle Veglie.....specie se gestita da abili dicitori
Noi l'abbiamo QUI DIGITALIZZATA esplicando il non sempre chiaro e formulando adeguaenti moderni: l'autore fu a suo modo di prestigio cioè LODOVICO O LUDOVICO GUICCIARDINI nipote dalla vita avventurosa e dalla fama non di poco conto che continuava il prestigio dell'avo celeberrimo FRANCESCO GUICCIARDINI.
Magari chissà leggendo qui le sue graziosissime ed oggi per nulla volgari "HORE DI RICREATIONE" a qualcuno potrà venire l'idea di organizzare qualche cosda di teatrale ed in sintonia con quanto all'epoca si faceva, leggere, magari da un palco o da un teatro durante l'Agosto Medievale, queste storielle che fanno, contestualmente, EVASIONE, FOLKLORE E CULTURA

Nuove prossime scelte per Ventimiglia.biz e, con le notizie dell'oggi adeguate in uno schema più agile, un previlegio al recupero culturale di eventi e ragioni di cui si va perdendo memoria

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SOLIM100Lo sappiamo del recente Terremoto, della paura dei danni....non ci siamo affrettati nella notizia per la trasformazione che Ventiiglia.biz va assumendo sì che senza perdere la sua portata di notiziario, anche a fronte dei tanti giornali on line,  va sviluppando vieppiù una forma autonoma di Tabloid culturale....attento al presente (su cui il proliferare -a volte anche eccessivo- delle notizie non manca) e il recupero di un passato che non è solo remoto e di cui spesso si perde velocemente notizia.
A tempi brevi questa modificazione, destinata a dare nuova e diversa valenza al sito (nello spirito di una innovazione che non rigetta la conservazione del già fatto e contestualmente ad inforare sull'offerta di scelte e di voglie di collaborazione che naturalmente saranno vagliate prima di esser sistemate nelle specifiche rubriche) sarà caratterizzata da comunicazioni specifiche e più in sintonia con le reali scelte editoriali in erito alle quali è in previsione una prossima riunione.
Nel contempo in merito al TERREMOTO - nel contesto del profilo documentario-culturale - si offre qui una rassegna (DA APPROFONDIRE CLICCANDO QUI GRAZIE AI NECESSARI LINK) su quanto incise sulla coscienza e sulle costimanze quanto sulle credenze della popolazione attraverso i secoli.

"Nell' IMMAGINE (tratta da un testo della giovannea Apocalisse custodito alla British Library di Londra) si vede che in epoca medievale, secondo la tradizione culturale cristiana occidentale, il TERREMOTO -fra le CALAMITA' NATURALI E NON (QUI ELENCATE) CHE POTEVANO AGGREDIRE GLI UOMINI- era la più temuta anche perché era interpretata sulla linea dei versetti 6,12 e 16-17 dell'Apocalisse come il momento caotico e sconvolgente per l'umanità costituito dall'apertura del sesto sigillo, il segno che comportava il profondissimo silenzio destinato a preannunciare il Giudizio finale. Siffatta sensibilità religiosa induceva chiunque rappresentasse l'evento (anche in forma alternativa di appunto o breve narrazione) a rifarsi a figure iconiche quali il cielo effigiato in guisa di un cartiglio in atto di arrotolarsi sui finali destini dell'umanità o quali il Sole, divenuto nero, e la Luna, ricoperta da fiumi di sangue. Sotto tale specie raffigurativa il terremoto veniva eletto ad evento destinato a rammentare all'umanità, ogni volta colpevole di trasgressioni, il necessario ritorno, espiabile per via di terribili punizioni tra cui appunto le catastrofi sismiche, al rispetto delle verità estreme e all'ordine morale. Tale figurazione del terremoto prese ad essere meno vivida a partire dal XV secolo e, seppur lentamente ché sempre ardua è stata la lotta contro SUPERSTIZIONE E FALSE CREDENZE, le indagini sui fenomeni sismici si evolsero (merita un cenno qui, per le intuizioni come per le curiosità chiaramente pseudoscientifiche, l'opera nel XVII secolo di MARCELLO BONITO) in forza di una sequela di studi europei su quella sismicità storica che guidò Robert Mallet nel 1862 alla realizzazione di questa CARTA SISMICA DEL MEDITERRANEO: e tuttavia, a livello di antropologia culturale, ancora sin a tutto il XIX secolo (ed oltre!) il TERREMOTO fu inteso, sulla scia dell'antica ispirazione apocalittica, quale una PUNIZIONE DIVINA PER I PECCATI UMANI, concetto cui sotto l'effetto dell'emotività e della tradizione (nonostante la mente aperta e la buona cultura) ma anche rammentando una frase concitata d'un parrocchiano ( La Bestia va risalendo dall'Inferno") non seppe, sul momento terrorizzato e sgomento, far altro che ancorarsi anche il PARROCO G.B. ZUNINI nello spiegare la RAGIONE MORALE del TERREMOTO DEL 1887 che insanguinò la LIGURIA OCCIDENTALE".

 

Ed accanto al Giorno della Memoria mai dimenticare i sorprusi perpetrati attraverso il tempo dalla prepotenza di gruppi egemonici a scapito di ogni forma di presunta "Diversità"

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EBREOCLICCA QUI PER LEGGERE TUTTO L'ARTICOLO : strutturato per indici e voci di rimando, per cui occorre autentico interesse e voglia di sapere accoppiata a santa pazienza e per la cui consultazione (cui ancora tante voci sono da inserire, tanta è complessa è la marea della minoranze e delle diversità via via perseguite nei secoli) è preferibile l'utilizzazione del browser Explorer

L'articolo ben si capisce è strutturato su postazioni moderne ma offre un'idea eclatante del concetto della DIVERSITA' ....una diversita' tuttoggi può esser perseguita attraverso la demonizzazione spesso acritica a aprioristica ripsetto ad ogno vera investigazione = e per questo il titolo nella sua efficienza espressiva magari metastorica sotto il profilo semantico ma non sotto quello dei contenuti può esser qui proposto come chiave di lettura irrinunciabile  "SBATTI IN PRIMA PAGINA L'ESECUZIONE DEL MOSTRO ALLA MANIERA CHE QUI SI LEGGE IN SIFFATTI FOGLI VOLANTI MA, A CONDIZIONE CERTO, CHE SIA UN FRA I DIVERSI, INFIMI BLASFEMI, REIETTI, EMARGINATI, CRIMINAL DA VIA E SIMIL GENTAGLIA SENZA ARTE NE' PARTE E GIAMMAI UN REO CHE PER CETO E CENSO POSSA GODERE D'UN'ESECUZIONE RISERVATA O ADDIRITTURA POSSA PER PREVILEGI VARI E SPECIE PER IL PREVILEGIO DEL FORO FRUIRE DI PENE DIVERSIFICATE SE NON ADDIRITTURA ANDAR LIBERO SALDATO IL DEBITO PER VIA DEL PRINCIPIO DELLA RESTITUTIO O RISARCIMENTO"


zingariParlare del GIORNO DELLA MEMORIA e dei deportati politici verrebbe quasi scontato per chi scrive e che, appartenente alla borghesia genovese, ha avuto deportati in Germania per siffatta ragione ... e che in amichevole rapporto con la sua stessa famiglia si onora di aver avuto amici Ebrei, intellettuali e non, il cui destino dopo la deportazione fu, per molti, atroce.

L'istinto sarebbe quello di scrivere di ciò...ed in qualche modo è scritto nel testo: i COLLEGAMENTI VI SONO E BASTA LEGGERLI QUI.

Ma molti scrivono in questa ricorrenza (e quanto mai giustamente!) dell'olocausto e sarebbe come ripetersi e finire per alimentare l'idea di prestarsi al gioco facile della retorica anche per celebrare Ventimiglia.biz che oramai tutti lo sanno giammai rinuncia ad affrontare i grandi temi abiurando a scelte esclusivamente localistiche.

ESECUZIONE1Davanti a questo "dilemma" si è pensato -anche in rapporto alle interazioni esistenti fra Ventimiglia.biz e il suo partner sito di "CulturaBarocca"- di fare una scelta alternativa e pur mettendo al primo posto di questa selezione di testi antichi gli Ebrei e il loro dramma ci è parso giusto ripercorrere la storia e risalire nel tempo, in qualche modo, alle radici dell'EMARGINAZIONE E PERSECUZIONE DI TUTTI I PRESUNTI DIVERSI, di tutti coloro che in nome di odiose scelte politiche finirono per scontare il dramma dell'esclusione spesso nell'infamia e prioritariamente di quella DIVERSITA' GIURIDICA SANCITA CONTRO I PIU' che hanno dovuto pagare, nel sangue e con il sangue, iniqui privilegi vale a dire i mai discussi sin all'Illuminismo ed al suo grande sforzo innovatore e costruttivo 

ESECUZIONE2I PREVILEGI ASCRITTI A CASTE EGEMONICHE che si sono succedute attraverso il corso dei secoli e dei millenni

"Un libro ch'era follia portar con sè" ma che molti vollero leggere, tra paura a avidità di sapere, Aprosio compreso = lo "Zodiaco della Vita"

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ZODIACUSCLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO E I COLLEGAMENTI CORRELATI MEGLIO UTILIZZANDO IL BROWSER EXPLORER

Un'amica che non sento da un po' una volta mi chiese se c'è un libro che può cambiare la vita .... offrire nuove prospettive ideologiche e spirituali. Direi che son tanti i libri che possono condurre a tal risultato e che tutto procede in linea con le personali caratteristiche emozionali ed esistenziali. Ma esiste un libro, nemmeno citato (colpevolmente direi) nei testi scolastici (come troppi purtroppo ed a favore di opere che potrebbero anche esser messe da parte) che può cambiare la vita od almeno la maniera di pensarla ed offrire prospettive diverse a cui credere od in cui rivedere ciò a cui per secoli si credette.....almeno -ma non solo- nel senso di chi si pone le tre basilari domande che sostanziano la vita da millenni! Certo non è un romanzo fantasy e se vogliamo nemmeno un tomo teologico possente come quelli di Cornelio a Lapide. Eppure...eppure: era ed è un libro che faceva terrore tenere nella propria biblioteca: cosa che nemmeno un bibliofilo fanatico quale Aprosio osò fare.....anche se lo lesse, o meglio si recò a leggerlo raggiungendo addirittura il nipote di colui che ne aveva continuato gli studi. Il libro è lo "Zodiacus Vitae" di Marcello Palingenio Stellato, il Menzolli, che per vari aspetti fu ripreso nella misteriosa "Pantologia" del Burchelati.... Giordano Bruno fu arso vivo perché catturato dopo esser stato tradito .... lo "Stellato" non patì la stessa fine, morì prima di esser catturato....ma in una notte da tregenda i suoi resti vennero fatti esumare dalla Santa Inquisizione e uniti a tutti i libri dello "Zodiacus" che si eran potuti raccogliere, furono dati alle fiamme..... Bruno aveva scritto nel suo difficile italiano....il Palingenio aveva pubblicato nel suo lento e placido latino che fluisce, facilmente leggibile, come un fiume che trascina tante verità .... e che, come scrisse il grande teologo ed Inquisitore Martin Del Rio, non era periglioso tanto per le accuse mosse alla Chiesa e specie ai frati corrotti e lussuriosi (cose su cui era anche condivisibile il discorso dell'autore) quanto per l'elaborazione di un panteismo che si ricollegava alle Enneadi e, trapassando Plotino e Porfirio, offriva all'uomo un mondo diverso in cui Dio non aveva figurazioni umane ma era al pari d'una forza che tutto trascina verso incommensurabili destini ed in cui tutto si mescola, volti che furono e saranno, cose che furono e saranno o "semplicemente potranno essere .... La traduzione, utile e nemmeno infattibile specie con utili interazioni critiche, non rende però a pieno, per me (opinione del tutto confutabile), il senso dello spirito che porta con se stesso il libro, "libro ch'era follia portar con sé" ma che in certe parti suggestiona maggiormente proprio in forza  del suo placido latino, quel latino con cui l'autore portò avanti nel tempo postulazioni, queste sì che, senza romanzesche enfasi, "avrebbero potuto far vacillare -se mai esisstono- i pilastri della terra".

Il Ventimigliese D. A. Gandolfo e il "Mistero" delle Navi di Nemi

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 AAAANEMICLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO CON I LINKS RELATIVI

NELL'IMMAGINE SI VEDE UN ALTRO PRODOTTO DELLA TECNOLOGIA ROMANA CUI VAGAMENTE SI ACCOSTO' ANCHE ANTONIO DOMENICO GANDOLFO, SUCCESSORE DI APROSIO, DOPO IL SUO ABBANDONO DI VENTIMIGLIA PER ASSUMERE LA REGGENZA DEL CONVENTO AGOSTINIANO DI GENZANO SUI COLLI DI ROMA.
SI TRATTA QUI DEL MODELLO DI RICOSTRUZIONE DELLA SECONDA NAVE DEL LAGO DI NEMI: L'IMMAGINE, TRATTA DA I MODELLI DELLA REGIA SCUOLA SUPERIORE NAVALE DI GENOVA, A CURA DI C. PODENZANA BOVINO, GENOVA, 2004, PP. 21 - 23 E' PERVENUTA A "CULTURABAROCCA" IN FORZA DELLA STRETTA COLLABORAZIONE CON L'"ISTITUTO INTERNAZIONALE DI STUDI LIGURI" CHE QUI SI RINGRAZIA (L'IMMAGINE E' STATA EDITA ANCHE DA B. DURANTE IN L'APROSIANA SCONOSCIUTA, ALZANI EDITORE, PINEROLO, 2008, P. 49.
NATURALMENTE DATA LA FUNZIONE PER GLI AGI DELL'IMPERATORE CALIGOLA QUESTA NAVE -COME DEL RESTO LA PRIMA- FRUIVA DI UNA TECNOLOGIA D'AVANGUARDIA -NON PROPRIA QUINDI NE' DELLA FLOTTA COMMERCIALE E NEMMENO DELLA PIU'EVOLUTA FLOTTA DA GUERRA. UNA TECNOLOGIA COMUNQUE GIA' NOTA AI ROMANI COME A PROPOSITO DEL MENO NOTO SERVIZIO DA VIAGGIO IMPERIALE DI VENTIMIGLIA.
TUTTO CIO' A DIMOSTRAZIONE DI QUANTO SIA ANCORA DA INVESTIGARE SUL CAMPO, ANCHE NEL SETTORE DELLE ACQUISIZIONI TECNOLOGICHE, AL FINE DI FORMULARE UN QUADRO ESAUSTIVO DELLA CIVILTA' ROMANA.

 

Il coraggio di esser donna: A. Tarabotti, A. Aprosio, Cornelio a Lapide e un testo cabalistico ritenuto volume di magia la "Clavicola di Salomone" usata nella "Congiura Centini contro Papa Urbano VIII"

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lapide1CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO COI COLLEGAMENTI
Sarebbe improprio sostenere che Suor Arcangela Tarabotti nel portare avanti la sua "Difesa delle Donne" non abbia conosciuto la paura ma è certo che non si tirò mai indietro = tra tanti avversari e polemisti temeva anche Aprosio "il Ventimiglia" con cui aveva iniziato una discreta collaborazione ma che si era poi irrimediabilmente guastatasi al punto che la donna aveva timore che egli usasse alcune sue confidenze anche epistolari avvalendosi tanto dei rapporti che aveva con il temutissimo Nunzio Apostolico F. Vitelli quanto ancora più vilmente delle delazioni segrete nell'Urna Lignea (ma si sbagliava, per quanto facile da giovane all'ira Aprosio evitò queste meschinità forse per una serie di dubbi che già nutriva sul sistea in auge e che lo portarono anziano a mitigare alquanto sia antifemminismo che avversione all'ormai defunta Tarabotti).

Ma la rottura sul momento era stata violenta e acre e tutto si poteva prevedere e temere: del resto se Aprosio l'aveva calunniata usando un'icona di autore tedesco un modo erudito per dire a tutti che Lei diceva non solo stupidaggini ma che dalla sua bocca fuorisuscivano parole degne d'esser considerate alla stregua di liquame da fogna la Suora non era stata a sua volta affatto diplomatica...anzi... accusandolo apertamente di qualcosa di cui si parlava seppur sottovoce e cioè d'esser Aprosio ...predicatore delle glorie del vino, confessore dei bugiardi e mecenate degli ubriachi...".
Del resto alla colta Suora non poteva sfuggire quanto potessero esser tacciate di eresia le sue opere, specie alcuni scritti rimasti inediti e poi tardivamente ripresi da altri: la complessità delle speculazioni nelle sue opere di Arcangela Tarabotti dipende soprattutto dallo straordinario urto con una visione intellettuale maschilista che è stata in grado di far convergere l'opinione di Aristotele, il filosofo pagano per eccellenza e per varie postulazioni condivisibile, secondo la cattedrale ideologica della cristianità, in merito all'INFERIORITA' DELLA DONNA RISPETTO ALL'UOMO con le acquisizioni delle varie correnti della filosofia cristiana tenendo conto del fatto che, a monte di ogni riflessione a favore della donna, si poteva sempre ergere lo spettro di EVA (che comunque rimanda a vari aspetti del creazionismo pagano con varie convergenze rispetto alla prima donna creata da Zeus cioè Pandora: causa per curiosità e ribellione ai divieti maschili dei guai dell'umanità).
EVA è infatti nel contesto biblico la donna giudicata rea secondo le Sacre Scritture d'aver violato il comandamento di Dio prescindendo dalla volontà del proprio compagno e semmai "perdendolo assieme a tutto il genere umano" (nel complesso giudizio formulato sulla Cosmogonia in merito al Creazionismo Biblico poneva Eva e quindi la donna come principale responsabile del "peccato universale" ) in virtù di una persuasione dipendente dall'ostentazione della BELLEZZA e dell'ELEGANZA e soprattutto della VANITA' (di cui l'aprosiano Scudo di Rinaldo I qui digitalizzato costituisce una summa per quanto sia opera condizionata da tanti e priori scritti misogini di altri autori qui proposti) elementi tutti di SENSUALE PERDIZIONE che i moralisti attribuirono istituzionalmente al FASCINO FEMMINEO molte grandi figure della Bibbia, specie dell'antico testamento.
Ma la Tarabotti era stata accurata in maniera quasi ossessiva al punto di registrare la debolezza morale e comportamentale di personaggi su cui v'era convergenza ma anche di enzionare con certosina indagine esegetica figure erette ad esempi di biblica rettitudine e saggezza che fu
TEMPIOSALOMONE1SALOMONE cui riconobbe sì d'aver maturato uno dei più eccelsi giudizi sulle donne ma altresì d'aver esternato le sue manchevolezze (su Salomone cui ha scritto pagine fondamentali note all'Aprosio Cornelio a Lapide all'interno di questa sua opera e di cui si può ammirare qui la splendida antiporta non era proprio per la Tarabotti l'epoca opportuna per dissertare troppo diffusamente specie sottolineandone certe tendenze all'idolatria attesa in particolare la Congiura Centini avverso Papa Urbano VIII da poco organizzata da altri ecclesiastici poi giustiziati che si sarebbero valsi, in base alla fama gradualmente attribuita al Re d'Israele d'aver conosciuto la magia di alcuni suoi supposti scritti, sin al punto che da utilizzare contro il Pontefice quel testo antico di cabala o Vera Clavicola di Salomone che finì per esser considerato libro proibito di negromanzia e di magia nera).

 

"Leggi di tutto ma ragiona su quanto letto e non esser mai servo d' alcuno: difendi sempre la tua dignità di libero pensiero, a noi donne è costato ancor più che a voi questa conquista"

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letteravescovo [CLICCARE SULLE PARTI EVIDENZIATE NEL TESTO PER I COLLEGAMENTI: MEGLIO SE CON EXPLORER =CLICCANDO QUI SI LEGGE INVECE IL SAGGIO DALL'INIZIO]
Se ne andata in silenzio un anno fa, donna modernissima di tempi purtroppo talora dimenticati, specie dai sciocchi che confondono il vetusto e l'inutile con quello che è il passato, anche se ha lasciato tracce epocali....solo A.M. -che del pari scrive qui- se la rammenta, anche per i tanti libri che gli fece conoscere.
Ha, forse (ma solo...forse... visto che non eran granché credenti, se non in una forza universale che tutto avvolge) raggiunto mio padre che conobbe, poco più che ragazzina, sotto i bombardamenti di Genova e con cui condivise lo spirito di libero pensatore: coi tanti anni (come è ingiusto per tutti e forse ancor più per una donna bella e vigorosa!) era diventata balia di troppi in un letto ... e questo non lo sopportava (e nemeno io....sussurro ora!), Lei che aveva affrontato a muso duro un Ufficiale degli Eserciti d'Occupazione Nazi-Fascista e poco più che ragazzina fu condotta sin alle Camere di Tortura,  orrori eretti a scapito dei partigiani e dei loro sostenitori.
Ma non contava, come non contò in altri casi! per Lei, genovese purosangue e di matrice borghese , il ritrattare le proprie idee per semplice paura ed ancor più per servilismo verso i potenti e la Casta del momento, di qualsiasi momento storico e politico che fosse, era il peccato più grave : per Lei la difesa delle proprie idee e l'avversione ad ogni forma di sopraffazione era, come per mio padre, un dovere morale: non uno di quei brani di testo che fa dolore da docenti leggere a giovani in gran parte annoiati, in attesa della campanella, in atto di "palleggiare", come armi, telefonini sempre più accessoriati e quindi tanto costosi quanto banali.....leggere di tutto da Darwin ai giornali laici (senza escludere però a priori la lettura di quelli cattolici) era per entrambi un assioma .... ignorare per scelta di parte sarebbe stato un peccato, come condannare a priori e senza sapere!
Capii che se ne stava andando perché, negli ultimi tempi, oltre a rammentarmi giornalmente l'amore che aveva sempre avuto per me (oltre che per mio padre) -costumanza che non rientrava nel suo animo fiero- mirava a citarmi quello che aveva imparato da suo nonno, "Leggi di tutto ma ragiona su quanto letto e non esser mai servo d' alcuno: e difendi sempre la tua dignità di libero pensiero" e talora aggiungeva con orgoglio "A noi Donne è costato ancora di più....ero così felice quando son potuta andare a votare la prima volta: mi sembrava una seconda vittoria almeno per noi Donne: e quanto era bello potere leggere in pubblico libri di ogni tipo e giornali di sinistra, anche se magari qualche bigotto e qualche beghina soprattutto ti guardavano storto come se facessi qualche cosa di male!".
damigellaMa soprattutto insisteva sul principio base e qualche volta fissandomi al modo che mai dimenticherò, divenuta severa, mi chiedeva  "Non ti sarai mica fatto servo di qualche potente?....scrivi libri anche se di letteratura e storia: produci idee, non produrrai per caso idee che appartengano ad altri e che ad altri facciano comodo per i loro interessi?". Francamente le occasioni c'eran state vista anche l'importanza degli Editori per cui lavoravo ma non solo: specialmente delle persone che giravano in quel contesto, ed ero anche stato tentato...perché negarlo?.... ma ricordando ore e giorni di  discussioni come potevo tradire le aspettative delle due persone che mi avevano formato veramente "No mamma, sta tranquilla dicevo..." e Lei sorrideva finché sfiorandomi la mano appoggiata sul letto mi diceva "Hai fatto bene....niente è peggio che farsi servi per denaro o potere".
Ed allora io ricordavo tempi lontani quando era Lei a reggere il discorso, a parlarmi di tante cose, soprattutto di come la Donna abbia dovuto lottare tanto per esprimersi del pari rispetto agli uomini: ricordo che tra le storie libertatarie di cui mi parlava e leggeva (e furon tante) ad una teneva in particolare, attingendo ai resti d'una biblioteca borghese della casata del nonno e che lui giovanissimo solo in piccola parte salvò: casata che fu potente prima che il capofamiglia mandasse in malora -anche i libri certo,  specie i più pregiati che praticaente svendette- a soprattutto le due industrie tessili che possedeva perdendosi nella follia quasi romanzesca e per molti aspetti degna di Verne di realizzare l'impossibile macchina del moto perpetuo....
ladiTra le storie vere e romanzesche come quella di Paola che mascheratasi da frate si vendicò e vendicò il fratello dalle presunte violenze del Grande Inquisitore di Spagna Pietro Arbues ci teneva a ricordarmi la vicenda molto più reale e documentata di una donna che per nessun motivo si piegò alle pressioni ideologiche che i suoi possenti parenti inglesi le facevano, rimproverando le sue femministe scelte di vita: quello di Lady Hester Lucy Stanhope (1776 - 1839) una straordinaria donna inglese, che scelse per la sua vita l'Islam ed il deserto arabo, e che, dimostrando grande lucidità di giudizio, esternò queste sue opzioni in un appassionante colloquio con il Winkelmann francese, cioè Luigi Augusto di Thivac visconte di Marcellus" che lo registrò nei suoi "Libri di Viaggio" proponendo un nuovo modo, avendone la possibilità, di esser donna e libera in luoghi visti mediamente, dagli Europei, come assolutamente inospitali, specie per le loro donne.

La Tribade come apice della donna sessualmente diversa eletta ad icona della Strega sì da pagare sul patibolo l' incolpevole diversità! = e A. Aprosio fu tra i pochi d'aver il coraggio di parlarne apertamente

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La sessuofobia e la sessuomania, che non sono sinonimi, interagiscono certo ancora oggi e, come si legge, si rapportano oggettivamente all'omofobia.
Le opinioni possono esser varie e complesse e non mi interessa specificatamente un discorso polemico .... quello che è più interessante è il recupero  che può derivare dal materiale che giace nelle nostre Biblioteche antiche e la riappropiazione culturale di dati altrimenti destinati alla dispersione anche per una presunta ipocrisia controriformista, che mai ha lasciato del tutto il nostro contesto ideologico, di emarginare, dalla diffusione, le tematiche che possano esser sconvolgenti, specie per il giudizio formulabile avverso le Istituzioni del tempo, a fronte dell'evolzione che la società ha assunto sì da conservare ancora postazioni omofobiche e sessuofobiche seppur da non associarle più (e ci mancherebbe dopo le varie "Dichiarazioni dei Diritti") a quell'infamia della ragione che erano gli orribili "spettacoli di giustizia".
Un caso emblematico nel tentativo di proporre la donna come Angelo e giammai Demone, essendo nella sua subordinazione all'uomo la prima educatrice della prole, è la sanzione e la diaspora dalle notizie correnti della "donna diversa", mediamente ricondotta, attraverso un percorso moralmente decrescente costruito da una dominante cultura maschilista, da "Donna Diversa" ad "Omosessuale" e finalmente a TRIBADE presupposto estremo della riprovevole diversità che, a fronte di scelte sessuali discordanti e chiaramente di matrice misogina dalla norma, apriva spesso la via alla DONNA NERA/DONNA PAGANA/DONNA STREGA e quindi alla sua indegna persecuzione anche fisica e penale!

Eros o Anteros? "Far all'Amore?" o "Far Sesso"...c'è chi crede sia lo stesso non è cos' e già se ne dibatteva tra i libri secolari dell'Aprosiana (e non solo certo)

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PROCREATIOCLICCA QUI PER ACCEDERE ALL'INDICE TEMATICO (DATA L'ESTENSIONE DELL'ARGOMENTO E I TESTI DIGITAALIZZATI): IL TESTO DELL'ARTICOLO E' INFATTI SOLO UNA (DISCUTIBILE, COME TUTTO DEL RESTO) INTRODUZIONE A UN TEMA EPOCALE.
Far sesso e Far all'amore non è lo stesso ..... almeno non si considerava lo stesso in altri tempi che forse alcuni oggi -qual brutto segno!- rimpiangono ....
Il sesso o meglio il far sesso è spesso troppo spesso confuso con l'effimero scambio di umori genitali, sublimato (quando accade...e non sempre accade) da vibrazioni che dovrebbero condurre gli amanti sin alle porte del Cielo conosciuto!
L'amore o forse meglio il "far all'amore" come dicevano gli antichi e scrissero i poeti è un'emozione che raramente si concludeva prima del matrimonio nel coito o copula che sia (qual brutta parola, in fondo, per indicare un atto sì grande); parola che un tempo - ma mai esistette un tempo migliore dell'altro? -  nel gergo della famiglia  giammai s'usava s' che anche  il medico eventualmente chiamato per qualche "incidente di amore andato oltre i limiti", per cultura e credo,  giammai chiedeva "facesti del sesso"?: e piuttosto citava saccente e severo siffatta parola a bassavoce specie nel caso di donna gravida (specie se scoperta gravida, ancora essendo senza sposo sancito dal prete) ....parola poi che uomini, avvinazzati e quindi falsamente ciarlieri, urlavano qualche volta per strada, guardati con spregio sin dai fumi delle bettole dove vacilanti venivano, vantando venturosi spasimi d'amore raramente acquisiti se non con mercenari acquisti

Eccessi di costumi decaduti= quando  "far all'amore" in linea di massima era frequentarsi tra languidi sguardi e la veglia severa di interessati parenti....e nulla più...

Ma col tempo, e quanto mai giustamente!,  "far all'amore" ha indicato relazioni sempre più intime in cui la sensualità più autentica si  realizzava -non sempre certo ma nemmeno troppo rararamente- in quella monade unica e straordinaria che era la coppia!

Oggi, se diamo a mente alle soap ma anche (e ciò turba maggiormente) ad eventi di una realtà ordinaria e meschinella in cui, fra tempi grigi e di grigia indolenza, son morte le ideologie e altrettanti sogni, la distinzione tra "Far all'Amore?" o "Far Sesso" si è elevata a sinonimo di eterocomportamenti e quindi di eteromorali: la morale del momentaneo che,  fisiologicamente , soddisfa un bisogno e la moralità del definitivo, sancita invece dal legame emozionale, erotico e sentimentale tra due esseri il cui cuore e quindi il cui sesso: battono all'unisono!

DONNIl guaio -se così vogliamo chiamarlo da postazioni critiche anche diverse- è quando, ipocritamente, una persona declama -si fa per dire- la sua passione per un'altra ma poi si lascia andare alla "scappatelle"  -altra neoespressione d'uso corrente e blanda pseudogiustificazione- sotto l'espressione, anche semanticamente  ipocrita, che "certe cose non si fanno con chi si ama" ....= quando invece "con chi si ama si fa tutto e di più", specie se vi si è legati ufficialmente e scientemente in qualsiasi maniera per viaggiare insieme verso orizzonti inarrivabili per via di furtivi e casuali soddisfacimenti fisiologici!

Ma non è una cosa di oggi....è vecchia come il tempo: se ne accorsero da sempre e sin dal '600 sapevano quanto fosse utile riandare -per una confessione di comodo (allora -specie con qualche gesuitico accondiscentimento- la Confessione era una liberatoria quasi inevitabile) alla vecchia teoria dei due Amori, di Eros e di Anteros ....ma l'amore, per quanto si può filosificheggiare e per quanto possa esprimersi diversamente, una cosa sempre ha costante e fissa: l'immutabilità che dovrebbe comportare il rifiuto del "nuovo e diverso" nella consapevolezza che l'oggetto amato sempre e comunque è da preferire e anteporre per una "novità auttorigenerantesi nella ricerca comune del senso della vita", prescindendo da fisiologia ed età, voglia di concepimento o non!.....
 Tutto il resto rimane sempre ipocrisia, magari scusabile, ma pur sempre ipocrisia....nulla più

Messalina l'imperatrice romana che adorava la "Dolce Vita" ma che comunque, segnò la storia del mondo!

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Bella era bella....aveva una sensualità che il busto ufficiale qui annichilisce ma che Giovenale (ed altri) ci ricordano con il loro genio....sì da saper coinvolgere all'estremo gli uomini!
Si dice che amasse la "Dolce Vita" assai prima che Fellini avesse la geniale idea per il suo geniale film!
Si narra addirittura che di notte, sfidando il protocollo, col nome di Licisca ed una rossa parrucca sfidasse gli uomini, qualsiasi uomo senza scegliersi il riccone (che bisogno n'aveva?: bastava uno qualsiasi che al momento Le piacesse, nelle avventure, quasi sempre tra i locali meno alla moda e persino nei bordelli e comunque sempre nei luoghi meno "in" come oggi si dice curandosi di non incontrare chi la riconoscesse.
E si narra che s'abbandonasse al sesso sfrenato!
Propaganda, esagerazioni, una realtà forse recuperata senza -crudemente- nulla omettere ne han fatto uno dei simboli della perdizione : della donna capace di portare un uomo persino alla  follia nella raggiunta sublimazione dell'amore più sensuale, sublimazione che è romantica (che parola usata in tempi pagani) impotenza a finalizzare i propri sogni d'una notte, con la consapevolezza di non poterla mai più avere...come fu per l'antica Nefer!.
Ed è chiaro che nessun geloso avrebbe potuto vendicarsi d'un'amante mascherata e che se anche l'avesse risconosciuta, Lei Padrona dell'Impero, a tal uomo ben triste avrebbe potuto rendere la sorte a fronte della passione vissuta e rimpianta, che avrebbe dovuto relegare fra i ricordi di una notte di fuoco!
Ma è inutile scriverne qui ..... è meglio leggerne!
Con una constatazione -che vaglia anche i tempi in cui visse e quelli in cui viviamo- : oggi son di moda le Escort della povera, grigia Dolce Vita" di un Paese che certo non è più al centro del mondo.
Lo leggiamo....alcune di loro -ragazzine carine che imitano le Vamp- fanno i salti mortali pur di acchiappare un pallonaro...anche grezzo ma con qualche soldo....per loro la parola amore non si coniuga con muratore, geometra, impiegato, ferroviere ecc. ecc. ma con tipi danarosi!
Di spiccioli comunque a fronte di quanto aveva Claudio sposo di Messalina, padrone del Mondo conosciuto: cosa farebbero mai allora le Escort di oggi per siffatto potere? basta un alito di tempo e loro saranno, con molte rughe in più e qualche cellulite vanamente combattuta, solo ombre....precedute da qualche patetica comparsata televisiva in cui svenderanno segreti che son già noti (?) a tutti
Lei fu grande, nel male come nel bene:  e se ne accorse una Suora del '660....magari ribelle ma nobile d'animo e d'intelletto che la prese a spunto, con altre, non quale peccatrice ma come donna che sa ingannare e comandare gli uomini che la credono loro eslusiva proprietà.....una donna che conosceva ed amava il potere  come conosceva ed amava anche il rischio!
Bevendo l'onnipotenza fino alla fine sua, che fu cruenta  .... ma prima fu per lei la vera onnipotenza queolla che l'eternò nella storia e nella letteratura...

I "Pomi di Sodoma" e il finto fascino dei frutti che avrebbero celato l'inganno estremo: quando l'esoterismo non nasce solo da fantasia ma da basi bibliche e da archeologi avventurieri

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Quello che per secoli, ed ancora oltre i tempi di Aprosio, molti (medici, alchimisti, scienziati) attirò sia in merito ai presunti poteri terapeutici della Mummia  sia al sito della pentapoli del male e della città di Sodoma ebbe la sua sublimazione narrativa in quanto scrisse e qui si propone digitalizzato in un suo ottocentesco volume l'esploratore francese Visconte di Marcellus che (seguendo le piste percorse dagli antichi Egizi per giungere in siffatta zona a raccogliere i preziosi sali e componenti) giunse in un'area pervasa da malsane esalazioni di cui lasciò la solita puntuale descrizione e donde sarebbe pervenuto sulle rive del Mar Morto in prossimità ove -in una totale desolazione- l'esploratore potè assistere trascinati dalle acque i bellissimi

POMI DI SODOMA (cioè della città di Sodoma distrutta per volontà divina per l'empietà dei suoi abitanti)
Questi frutti -ancora una volta quasi a dimostrare allegoricamente che il bello nasconde spesso il male- toccati si frantumarono, tra le mani del'esploratore francese del XIX secolo, il Visconte di Marcellus, in cenere maleodorante e perniciosa e il ricercatore consapevole delle relazioni dei pellegrini medievali contestualemente si rifornì di parte di questo materiale ma soprattutto di quelle sostanze che ivi si trovavano in abbondanza e che gli Egizi -ritenendole essenziali alla realizzazione delle migliori Mummie- tanto cercavano come essenziali ai fini dell'imbalsamazione.

morto2Vi si trovavano infatti ceneri, pissasfalto, bitume e tutte quelle sostanze che da tempi immemori gli Egizi serventi della "Casa dei Morti" accedevano a raccogliere ai fini della pratica dell'imbalsazione che come qui si vede hanno in definitiva trasmesso al Mondo e vi provenivano da ogni parte del loro Impero sia dal Medio - Alto Egitto che dal Basso Egitto affrontando mille difficoltà pur di raggiungere la grande depressione salata alimentata dal fiume Giordano nota sotto l'idronimo di "Morto o Mar Salato"
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Da un Erbario di cui sopra si propone la stampa che interessa ecco un esemplare dell' albero che produce i Pomi di Sodoma (che qui si possono vedere da un'immagine dal vivo) = in botanica, pomo di Sodoma è il nome volgare italiano del Solanum sodomaeum L. (detto anche morella di Sodoma o pomodoro selvaggio) in base a una leggenda spesso ripetuta dalle fonti antichtee: per ricordare in perpetuo l'incendio di Sodoma in definitiva la capitale della Pentapoli della perdizione che accolse nell'intento di corromperlo il biblico Lot onde punirne gli abitanti rei di vita lussuriosa e estremamente lasciva, marchiata in particolare dal "peccato di sodomia" contro cui -nonostante la feroce persecuzione medievale- sostenuta da postulazioni esegetiche che parevano inoppugnabili ma contro cui in tempi recenti son state avanzate proposte alternative di lettura -tra cui l'ingiustizia sociale e soprattutto l'inospitalità poste anche alla radice delle consequenziali forme di libidine, stupro e omosessualità- in merito alla distruzione voluta da Dio su cui si citano qui gli autori di maggior prestigio come il teologo anglicano Derrick Bailey poi seguito dallo storico cattolico John Boswell.

morto3Prescindendo dalla pena di cui si legge qui altrove l'effetto della punizione divina fu devastante e la regione fu resa totalmente sterile; l'unica pianta a cui fu permesso di crescere dalla volontà divina fu appunto l'albero del "pomo di Sodoma" (o "mela di Sodoma") che produceva frutti all'apparenza belli ed invitanti, ma che una volta aperti contenevano solo fuoco e fumo quasi a testimoniare il male che può celarsi dietro uno splendido aspetto. Le bacche del Solanum sodomaeum hanno una polpa che dopo la maturazione si riduce in fine polvere nera, il che ha portato a identificarle, appunto, con le mitiche "mele di Sodoma" colme di cenere. Molti dei pellegrini medievali che hanno lasciato un resoconto del loro viaggio in Palestina ed hanno testimoniato sull'esistenza di tale pianta: qual simbolo della bellezza che sfiorisce appena toccata e induce alla perdizione [nel contesto dell'antica Cosmogonia (vedi indici) ed all'interno dell'imperante Creazionismo (vedi indici) -comunque strutturata sulle basi di un sostanziale antifemmminismo e comunque sulla sancita subordinazione della donna all'uomo- fra varie ipotesi non mancò nemmeno quella poi confutata ma pure già accreditata da non pochi, che morto4l'Albero del Bene e del Male sia "allegoria" di una donna lasciva e la mela del peccato della seduzione dei seni femminili spesso equiparati a "poma capaci di sconvolgere ma anche di perdersi" = del resto una potente letteratura si era avoluta sino al XVII secolo sul teorema della lascivia di ascendenza pagana potenzialmente insita nelle mammelle femminili aldilà del loro unico "lecito" ruolo cioè "l'allattamento della prole" un assunto che, oggetto di testi e discussioni, fu anche affrontato da Angelico Aprosio nel Capitolo XIX qui digitalizzato dal titolo "Quanto disdica alle Donne il portare le Poppe Scoperte" facente parte dell'opera moralistica e indubbiamente misogina Lo Scudo di Rinaldo (Parte I: qui intieramente digitalizzata) = per la precisione destreggiandosi tra i XII interrogativi basilari della sua esistenza Aprosio affronta il tema dell' Erotismo nello Scudo di Rinaldo e nel Capitolo XXIX ed all'amico e corrispondente Francesco Maria Gigante "che con una lunga lirica gli espone le sue pene d'amore e gli chiede un aiuto simile a quello da lui già prestato a Pietro Michiel onde evitar che continuino ad esser come son due tenere poma il mio veleno" in effetti confida di "non esser mai stato innamorato e quindi inesperto del tema" consigliando al Gigante per le sue angustie di rivolgersi a religioso ben più esperto di casi di coscienza quale è Padre Antonino Diana "meglio capace di destreggiarsi tra zolfo e santità sul terreno improbo di Messaline, Concubine, Etere e Lupe (che vanno con le poppe scoperte) [per approfondire si leggano le sarcine aprosiane di autori occupatisi del tema quali Jusepe Antonio De Salas - Giano Aniso - Foppius Scheltonus ab Aezema - Gilbert Ducher]

I tanti italiani e in particolare liguri, purtroppo anche dimenticati, che contribuirono allo sviluppo dell'Argentina pur dovendo affrontare personaggi come il tiranno Rosas il "Luigi XII della Pampa", colui che Borges definirà "Ragno di Buenos Aires"

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AIRES1011PER LEGGERE IL VASTO CONTRIBUTO, AVVALENDOSI MEGLIO DEL BROWSER EXPLORER, CLICCARE QUI

"La Giunta Governativa Provvisoria del Rio della Plata, che assunse il potere il 25 maggio 1810 di fatto esautorando l'autorità della Corona di Spagna, annoverava tre nomi italiani: Manuele Belgrano figlio dell'onegliese Domenico Francesco M. Belgrano Peri; Giovanni Giuseppe Castelli figlio di Angelo Veneziano recatosi a commerciare in Buenos Aires nel 1742 e che aveva sposato Maria Giuseppa Villarino, quivi morto nel 1787, ed Emanuele Alberti, nato dal savoiardo Antonio altro mercante morto a Buenos Aires nel 1798.

Domenico Belgrano Peri aveva sposato appena giunto a Buenos Aires la creola Maria Josefa Gonzalez Casero e da lei aveva avuto dodici figli: Manuele, nato 1'8 giugno 1770, era il settimo" = così scrisse con brillantezza e dovizia di documenti inediti Niccolo' Cuneo in "Storia  dell'emigrazione italiana in Argentina" (1810-1870), Milano, 1940, capitolo I.

AIRES101AMentre l'anno passato si è celebrato il 150° anniversario dell'Unità d'Italia l'anno precedente è ricorso il 200° dell'Emancipazione dell'Argentina dalla Corona di Spagna: fu un fenomeno continentale (di cui presto si parlerà nemmeno trascurando il Nord dell'America) ma si è voluto dare questo spazio specifico iniziale all'Argentina per l'enorme contributo dato, tra varie difficoltà, dagli emigranti italiani, soprattutto dagli Emigranti liguri alcuni dei quali furono ascritti ai "Padri della Patria" e che spesso impiegarono non poco ad esser accettati nonostante l'importanza che ebbero specie ai tempi del tiranno Rosas

Un augurio da Ventimiglia.biz con un piccolo contributo per bibliofili, storici e amanti di stampe antiche: dalla Gerusalemme Celeste alla Gerusalemme Terrestre

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Un augurio è un augurio, nulla più, né propaganda né speranze oltre il dovuto......
E' insomma che le cose vadano meglio di quanto è accaduto in questo "anno orribile" = e non credo o meglio mi auguro che non sia difficile!
Il Visconte di Marcellus visitando Gerusalemme e suoi dintorni rimase folgorato dalla possanza che non vacue parole ma emozioni vere trasmettevano luoghi in cui oltre che la Fede si è intrecciata la storia dell'Umanità con tutte le sue speranze, ora esaudite ora non!
Ventimiglia.biz -nel suo piccolissimo e naturalmente in sinegia con "CulturaBarocca- vuol solo dire questo....che la speranza abbia finalmente la meglio sulla delusione e qui accompagna il tutto -come è suo costume- con una piccola strenna....
Tutto qui, niente altro e...s'intende = AUGURI A TUTTI E BUON 2012

Povero Vampiro Americano! così brutto e così reale ed anche pericoloso ma del tutto estraneo alla tradizione!

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Nel moderno proliferare della letteratura fantastica e orrorifica il Vampirismo detiene un ruolo basilare: sulla scia della letteratura ottocentesca le varianti son state tante ma nella globalità l'aspetto del Vampiro e/o della Vampira ha, pur nel contesto delle mutazioni,  conservato (quasi) sempre un fascino sensuale connesso (anche) al culto dell'eterna giovinezza e della bellezza.

 Coloro che scoprtirono l'America o Nuovo Mondo a loro spese e dalla scoperta di inspiegabili morsi su loro e sui loro animali, furono realmente convinti di essersi imbattuti nel Vampiro o meglio nel Vampiro Americano la cui caratteristica era quella invece di rigettare, nell'oscurità in cui viveva, qualsiasi grazia mostrandosi qual essere autenticamente spaventoso ... come di fatto era ed è....
Anche se utto giace sempre sulle braccia del fantastico!
Tutto dipese da una FALSA CREDENZA IN RELAZIONE A VAMPIRISMO E CULTURA DEL SANGUE importata da avventurieri e/o marinai provenienti dalle Americhe che gli uomini più attenti cercavano di demistificare in forza anche dei loro contatti con i missionari operanti nelle Americhe e comunque forniti di dettagliate pubblicazioni come questa qui digitalizzata per il riconoscimento di forze diaboliche, streghe, demoni e per attivare difese ed esorcismi: eppure la credenza andava prendendo piede alimentata dalla fantasia dei menzionati avventurieri superstiti da tante avventure nel Nuovo Mondo e più che mai convinti di essersi imbattuti (oltre che in Guerriere Amazzoni ed in Streghe e addirittura Streghe Antropofaghe) in una variante di
VAMPIRO AMERICANO
(reale, ma appartenente al mondo animale ed enfatizzato sino a dimensioni paurose anche se in effetti causa di gravi malesseri ed anemie)
presto connesso dalla superstizione ora alla figura del SERVO DELL'ANTICRISTO NELL'IDEA DI UN'IMMINENTE APOCALISSE ora a quello del DIABOLICO UNTORE da cui avrebbero -a dire anche d'alcuni medici- contratto malattie terribili e prima ignote come la Sifilide.

Comunque a riprova di tali interessi epocali per siffatti temi sospesi tra realtà, magia, orrorifico, credulità popolare, indagini scientifiche ed ecclesiastiche vale la pena di rammentare qui che addirittura un grande interprete del soprannaturale e delle connivenze diaboliche qual fu MARTIN ANTONIO DELRIO (DEL RIO) nelle sue "DISSERTAZIONI SULLA MAGIA", con altre analoghe questioni più facilmente confutabili, dovette affrontare con estremo rigore il quesito se il DEMONIO POTESSE RIDARE LA GIOVINEZZA AD UN VECCHIO, a dimostrazione che quella del De Leon non era stata reputata una fantasia ma che aveva goduto di credito dissertò appunto di UNA FONTE CHE SI DICEVA ESISTENTE NEL MONDO NUOVO -OVE PERALTRO SI PARLAVA DI INDIANI GIUNTI AD ETA' INCREDIBILI- E CHE AVREBBE AVUTO IL POTERE DI RIDARE LA GIOVINEZZA AD UN UOMO ANZIANO.
Il DEL RIO, autore di grande fama e stimatissimo da A. Aprosio, esternò tutto il suo scetticismo su questa notizia ma non si espose più di tanto a confutarrla: per lui molte cose erano possibili in forza di interventi demoniaci e molto poteva derivare in fondo dalla pratica dell' ALCHIMIA di cui cercò di tracciare una storia (Lib.I,Cap.V,Quest. IV) finché, codificata tal "arte" per categorie, scrisse :"[l'A.] in verità è ritenuta lecita dal diritto civile e viene anzi ascritta fra le arti di quanti lavorano nel campo dei metalli" introducendo però, col contributo di interpreti ecclesiastici e autori laici, un' interpretazione giuridica, da non sottovalutare, per cui [dato il "parere d'esperti orefici...secondo i quali l'oro degli alchimisti (salvo interventi demoniaci: ma su ciò in Genova per esempio poteva investigare solo l'Inquisizione: cap. 89, lib. II degli Stat. Crim.) di per sè non può essere che falso e quindi da non immettere sul mercato...di modo che li si dovrebbero incolpare del reato di fabbricazione di moneta o metalli falsi e adulterati"]: sicchè gli "alchimisti fabbricatori di oro falso commerciato per vero ", dalla giustizia di Genova dovrebbero punirsi come Falsari >c. 31 del l. II degli Statuti.

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