Cultura in Pillole - Storia, Cultura, Curiosità del Ponente Ligure by culturabarocca.com

La suorina che osservando fuor del convento di calusura il volo d'una farfalla immaginò il giorno in cui le donne tutte avrebbero potuto vivere libere come farfalle ... una vita effimera anche, ma da libere

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LA COPERTINA MEMBRANACEA DI QUESTO SEICENTESCO VOLUME DEL PELLIZZARI (LA REGOLA DELLE MONACHE DA SEMPRE POSTO ALL'INDICE DEI LIBRI PROIBITI ED ANCORA INSERITO NELL'ULTIMO INDICE DEL 1948) PERMETTE ALCUNE CONSIDERAZIONI.
I LIBRI CONDANNATI DALL'INQUISIZIONE E DALL'INDICE (E PER CERTI VERSI ANCORA DI PIU', FORSE PER CURIOSITA' INTELLETTUALE E MASCHILISTA, I LIBRI PROIBITI DELLE PRIME DONNE SCRITTRICI, SPECIE SE POLEMICAMENTE IMPEGNATE DI CUI SI COMINCIAVANO A STENDERE ELENCHI SEMPRE PIU' CORPOSI COME QUI SI VEDE) GODEVANO COMUNQUE DI UNA LORO VITALITA' E DI UNA VALIDA SEPPUR CLANDESTINA DISTRIBUZIONE: QUASI EPOCALE FU IL CASO DI ARCANGELA TARABOTTI, LA FANCIULLA "MONACATA A FORZA", CHE "OSSERVANDO FUOR DEL CONVENTO DI CLAUSURA IL VOLO D'UNA FARFALLA IMMAGINO' IL GIORNO IN CUI LE DONNE TUTTE LE DONNE AVREBBERO POTUTO VIVERE LIBERE COME FARFALLE ... MEGLIO UNA VITA EFFIMERA, CHE UNA MORTE LENTA IN UNA CLAUSURA IMPOSTA DA PADRI PADRONI" ... SUOR ARCANGELA LA ZOPPA, COME LA CHIAMAVANO GLI UOMINI CRUDELI ALLUDENDO AL DIFETTO CHE LE AVEVA IMPEDITO, DA NOBILE, UN MATRIMONIO CONVENIENTE PER L'ALTISSIMA DOTE DA SBORSARE ALL'"INNAMORATO SPOSO", SUOR ARCANGELA CHE -SCATENANDO UN
PUTIFERIO MASCHILISTA CHE SEPPUR DIVERSAMENTE COINVOLSE VARI PERSONAGGI DAL BRUSONI, AL PIGHETTI, AL VITELLI, AL TITOLARE DELL CATTEDRA VENEZIANA, AL BONIFACIO, AL BUONINSEGNI E SOPRATTUTTO AD A. APROSIO CHE QUASI ALLA FINE DELLA SUA VITA LASCIO' UN RESOCONTO ABBASTANZA ESAURIENTE DELLA VICENDA
- OSO', RIUSCENDO SPESSO A FRA PREVALERE LE PROPRIE OPINIONI NELLO SCRIVERE, ,
OPERE PROIBITISSIME COME LATIRANNIA PATERNA EDITA COME LA SEMPLICITA' INGANNATA E CHE PER NULLA RIUSCI' AD EDITARE L'INFERNO MONACALE
DI CUI TANTO SI SEPPE COMUNQUE NEI CIRCOLI PRIVATI E FRA LA MORBOSITA' D'ERUDITI LETTORI
AVIDI DI PROCURASI ESEMPLARI DI QUEI LIBRI TANTO DISCUSSI E PROVOCATORI ANCHE A RISCHIO DI PERICOLI VARI!
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TARABOTTI1IN MERITO A QUESTI LIBRI VIETATI QUI SI MENZIONA EMBLEMATICAMENTE IL PELLIZZARIUS PER SEGNALARE QUELL'EPOCA IN CUI ANCHE LE NOTTI ERANO SEGNATE DALLE FIAMME DEI ROGHI, DEGLI ERETICI QUANTO PURE DEI LIBRI BLASFEMI: IL PELLIZZARIUS COME ERA DETTO QUESTO VOLUME SUL "REGOLAMENTO DELLE MONACHE" CIRCOLO' CON SUCCESSO EDITORIALE (L'EDIZIONE CONDANNATA DALL'INDICE DEL 1948 DATA DEL 1650, MENTRE QUELLA DELLE IMMAGINI E' DEL 1678 ED ANCORA SE NE CONOSCONO ALTRE COME QUELLA FAMOSA DEL 1690).
TUTTAVIA, IN DETERMINATE CIRCOSTANZE, SI POTEVA PROCEDERE ALLA CONDANNA DEI POSSESSORI ED ALLA DISTRUZIONE DEI LORO VOLUMI PROIBITI: COSA CHE RAGGIUNSE ANCHE IL DRAMMA DEL PUBBLICO ROGO.
LA COPERTINA DELL'ESEMPLARE DELL'IMMAGINE, ASSOLUTAMENTE PERFETTO ALL'INTERNO, AD UNA SEMPLICE ANALISI CHIMICA DENOTA EVIDENTI TRACCE DI PRINCIPIO DI COMBUSTIONE: NON E' DETTO CON ASSOLUTEZZA CHE SIA STATO DATO ALLE FIAMME ED IN QUALCHE MODO SOPRAVVISSUTO (AVREBBE POTUTO ACCADERE CIO' PER UN NORMALE INCENDIO) MA SENZA DUBBIO INDUCE A RIFLETTERE LA FRASE CHE SI LEGGE SCRITTA ALL'INTERNO DELLA COPERTINA MEMBRANACEA CHE SIBILLINAMENTE RIPORTA:"EGOMET M.(?) ISTUM SERVAVI E FLAMMARUM IGNE(SIC) ET MECUM SECRETE TRAXI".
NEL MENO INTRANSIGENTE OTTOCENTO LA DAMNATIO LIBRORUM PROHIBITORUM AVVENIVA COMUNQUE IN MODO MENO ECLATANTE E PIU' TIPOGRAFICO CON L'ASPORTAZIONE, MOLTO SPESSO, DELLE PAGINE RITENUTE "AMORALI" O CON L'ASPORTAZIONE DELLA PARTE INIZIALE DEL TESTO COME NEL CASO DI QUESTO VOLUME DI DENUNCIA DEGLI ABUSI DELL'INQUISIZIONE SPAGNOLA, PARIMENTI ANCORA INSERITO NELL'INDICE DEL 1948 [DA BIBLIOTECA PRIVATA]

"Uomini che odiano le donne": grazie a un bel libro e ad un bel film, anche goticheggiante in piena e grande tradizione svedese, alcune considerazioni sullo stupro e in particolare su stupro di guerra, di gruppo, etnico

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Nel quadro di una narrativa che sotto la spasmodica ricerca del best seller non genera in questo momento dei capolavori epocali son rimasto particolarmente colpito da quello che per me è un gran bel libro "Uomini che odiano le donne", un romanzo poliziesco dello scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson  primo della trilogia Millennium, pubblicata postuma dopo la prematura scomparsa dell'autore che molto altro di ottimo, date le premesse avrebbe ancora potuto darci. Sulla scorta del libro ho visto il film omonimo che, salve differenze dettate da ragioni anche scenografiche, mi ha colpito per la straordinaria recitazione in particolare di Noomi Rapace. Al dl là di questo è la poliedricità dei contenuti scorsi poi per tutta la trilogia di Millennium che mi ha colpito: una donna che si difende -certo con aiuti- contro però uno strapotere occulto in cui la violenza, la più semplice in fondo sulle donne è l'essenza del tutto.
E pur trattandosi di un romanzo, pur essendo concentrato su una ragazza soltanto ho visto tra le righe i seegni dell'arma più ignobile che fu escogitata da poteri antichi e moderni: lo stupro che si evolve in stupro etnico, di gruppo e/o di guerra ... cosa che ebbe un suo tragico retroterra nelle costumanze deli eserciti antichi (e purtroppo non se si guarda a certe vergogne epocali nostre comunque bandite da leggi e organizzazioni internazionali).
La donna che paga, senza saperlo, per esser in qualche maniera collegata al nemico, si esso un individuo sia esso un gruppo etnico.
E la mente mi è corsa -nella consapevolezza che vi son libri e films come questi che fanno davvero pensare- ad epoche remote in cui la violenza sessuale di gruppo era un sistema per garantire dei figli, mostruosi od odiati perchè figli del nemico, a genti con cui si era in conflitto.
Un argomento che mi ha profondamente e che mi ha indotto a rivedere tutta quella cultura che giustificava lo STUPRO DI GUERRA  e poi con essa lo STUPRO DI GRUPPO sin al punto di farne un PRODOTTO LETTERARIO "LA PUTTANA ERRANTE" E "LA ZAFFETTA", proibitissimo, condannatissimo eppur letto manoscritto di nascosto da una folla di eruditi in particolare nell'ambito veneziano dell'Accademia degli Incogniti in cui fu prodotta e tra condanne ed accuse letta con morbosa curiosità........
E qui sulla scia di tutto ciò ho riproposto un articolo sul tema osceno   dello STUPRO DI GUERRA/COLLETTIVO E/O DI GRUPPO .... perchè, tra tanti manuali e tomi ed esperti di tuttologia non mi sembr che la tragicità della questione sia veramente stata elevata da tutti al limite estremo che le tocca ......
La tragicità dello STUPRO ACUITA OLTRE CHE DAL CRIMINE IN SE STESSO DALL'UMILIAZIONE CHE IL DIRITTO INTERMEDIO IMPONEVA ALLA DONNA VIOLATA SIA PER LE ROZZE VISITE MEDICHE SIA PER IL DISCORSO DELL'ATTENDIBILITA' DELLA DONNA QUALE TESTIMONE PARITETICO ALL'UOMO IN CAUSE GRAVI e ancor più la drammaticità dello STUPRO COLLETTIVO E/O DI GRUPPO, che, anche nel caso di un'opera letteraria qui digitalizzata come la ZAFFETTA, ha comunque i connotati di un AFFRONTO/PUNIZIONE trae le proprie remote origini come elemento terrorizzante e fattore -anche etnicamente- inquinante di un plausibile nemico di guerra, che specialmente gli ESERCITI MENO ORGANIZZATI E DISCIPLINATI -più portati comunque ad una momentanea devastazione che ad un' occupazione duratura- su concessione dei reciproci condottieri, attivavano, mettendo a sacco una città od un territorio.
I SOLDATI ROMANI erano governati -nell'ambito di una formidabile TRADIZIONE GIURIDICA - secondo una DISCIPLINA ED UNA BUROCRAZIA AD ALTRI IGNOTA che poteva arginare non consentiti eccessi ma nei tempi più oscuri della storia sia le selvagge TRUPPE DELL'IMPERO DI BISANZIO che le ARMATE DEI BARBARI resero consuetudinario se non istituzionale la simbiosi tra SACCO - SACCHEGGIO - STUPRO DI GUERRA E STUPRO ETNICO = nel progetto quantomeno osceno aldilà di ogni progettata crudeltà di generare MOSTRI ad ogni cosa inadatti se non a uscitare orrore ed umiliazione tra le popolazioni saccheggiate, violate e quindi abbandonate alla disperazione o quanto meno di incidere sul loro tessuto genetico sì da radicare, nel CASO DI INDIVIDUI SANI, tra i nemici futuri neonati la cui componente etnica, con tutta una serie di possibili coinvolgimenti "morali", partecipava tanto dei vinti (per via delle madri) quanto dei vincitori (tramite i padri appartenenti alle schiere nemiche e vittoriose).
Ed attraverso i secoli le cose non mutarono sostanzialmente: sì che solo tra i secoli XVII e XVIII, dopo interventi casuali e mai risolutivi della giustizia ordinaria variamente onerata dall'indisciplina dei soldati anche propri, di stanza e quartiere, si giunse alla inevitabile stesura di REGOLAMENTI MILITARI CONCERNENTI NORMA DISCIPLINARI SIA VERSO L'APPARATO DI GUERRA CHE VERSO LA POPOLAZIONE CIVILE.
Per quanto fra molte difficoltà e frequenti violazioni la situazione della POPOLAZIONE CIVILE NELLO SPECIFICO QUELLA DELLE DONNE SPECIE IN MERITO AI MOMENTI DI INCONTRO NELLA VITA DI RELAZIONE, NELLE FESTE E NEI BALLI risentì positivamente della stesura di siffatti REGOLAMENTI MILITARI resi necessari certo come sopra detto per CONTROLLARE LA DISCIPLINA DELLE TRUPPE E I LORO RAPPORTI CON I CIVILI ma per quanto oggi possa sembrar strano anche al fine di combattere i TROPPI SOLDATI MALFATTORI E SPECIALMENTE COLORO CHE INTEGRAVANO IL SOLDO CON PRATICHE ILLECITE TRA CUI UN RUOLO INCREDIBILMENTE ALTO AVEVA LA PRATICA DELL'OCCULTISMO E DELLA STREGONERIA: tuttavia l'indegna pratica dello STUPRO era un fenomeno di estensione ben superiore, quasi incancrenito nel contesto sociale senza nemmeno escludere il contesto teoricamente protettivo della
FAMIGLIA.
E' anzi da dire che, prescindendo da questi volonterosi ed anche efficaci correttivi ad uso delle truppe, lo stato delle cose poco mutò per il resto: in ambito della famiglia si continuò anzi a coniugare l'orrore dello STUPRO con la pratica dell'INCESTO.
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Mediamente si ricorreva all'indiscussa autorità maschile o maschilista ma non raramente si sfruttava lo stato di povertà intellettuale ed analfabetismo in cui la maggior parte delle DONNE era costretta a vivere = con la conseguenza di un'ignoranza che vieppiù contribuiva ad alimentare l'AUTORITARISMO MASCHILE contro cui scrisse la coraggiosa erudita veneziana ARCANGELA TARABOTTI ma avverso cui, nonostante l'antifemminismo suo alla fine più umorale che culturale, intervenne lo stesso ANGELICO APROSIO con un'audacia mediamente non consona al suo carattere e forse perchè posto di fronte al PROBLEMA DONNA atteso il suo ruolo di VICARIO DELLA SANTA INQUISIZIONE e forse con sorpresa quanto con sincero disgusto presa consapevolezza dei
MILLE ED ANCHE BOCCACCESCHI ESPEDIENTI CON CUI UN MASCHIO EGEMONE POTEVA INDURRE UNA DONNA DI FAMIGLIA AD ACCOPPIARSI INCESTUOSAMENTE CON LUI come quello fra altri di  FARE IL BAGNO E /O LAVARSI INSIEME E CONTEMPORANEAMENTE NELLA STESSA VASCA
al segno qual tragica conseguenza che da ripetuti INCESTI e da RAPPORTI TRA CONSANGUINEI IN AREE GEOSOCIALMENTE RISTRETTE
la vendetta della NATURA OLTRAGGIATA non tardava spesso a manifestarsi tramite il concepimento ed il parto di CREATURE DEFORMI, DEFINITE CRUDEMENTE E CRUDELMENTE I "MOSTRI DIABOLICI" ma in effetti figli della VIOLENZA, DELLA SOPRAFFAZIONE, DELLA SUPERSTIZIONE come a poco a poco più correttamente Medici non superstiziosi cominciarono a definire questi poveri MOSTRI GENETICI autentiche vittime, nella migliore delle ipotesi destinati ad ostentazioni circensi quali "SCHERZI DI NATURA MA INVERO FIGLI DELL'ABUSO E DELL'IGNORANZA"
BENEDETTO GEROLAMO FEIJOO uomo, intellettuale e religioso degno di riconoscimenti per questo suo indubbio PUBBLICO RISCATTO DELLA CONDIZIONE FEMMINILE
ha avuto anche il coraggio e la perizia dialettica e probatoria di vanificare l'essenza stessa della magia e soprattutto di demotivare le prove addotte da una vera autorità degli studi sulla magia qual fu Padre Martin Antonio del Rio.
Con un'intuizione protoilluministica che certo non poteva avere il pur leggendario Martin Del Rio nel suo lavoro egli non manca di creare una sorta di efficace sequenza di identità lungo la cui asse sviluppa contestualmente i suoi principi e così mira ad enucleare le strette correlazioni tra EVENTI CATACLISMATICI NATURALI E NON - CREDENZE NELL'AVVENTO DELL' '"ANTICRISTO" SULLA SCORTA DELLA GIOVANNEA APOCALISSE - RIFUGI ALTERNATIVI IN MAGIA E CREDENZE SUPERTIZIOSE - RICERCA (ANCHE PER POPOLARE CONDIZIONAMENTO) DEI CONNIVENTI TERRENI CON LE EMERGENTI FORZE DEL MALE TRA CUI IN PRIMO LUOGO LE STREGHE (WITCHES)
Forse il FEIJOO cede qualche volta troppo alla banalizzazione delle tematiche -cercando di spostare con eccessiva facilità qualche riflessione dal tragico al comico- ma ottiene gli effetti prefissatisi.
E' vero che rimanda qualche volta di troppo la figura delle STREGHE alla condizione pseudocircense di MERCANTESSE DI MERAVIGLIE E/O IMBONITRICI ma, dimensionando ad esempio le presunte e temutissime STREGHE MALEFICHE al ruolo (sicuramente assai meno coinvolgente la superstizione popolare e non) di CRIMINALI AVVELENATRICI INESPERTE DI ESPEDIENTI MAGICI MA CONSAPEVOLI DELLE ERBE TOSSICHE, recupera contestualmente una dignità alle STREGHE quali MEDICHESSE POPOLARI tenendo conto del fulcro storico della loro attività di praticar cure con erbe e piante secondo l'antica arte degli erboristi od aromatari : magari con la colpevolezza di spacciare una conoscenza empirica o superficiale per scienza approfondita sì da causare talora danni alla salute degli occasionali pazienti ma, occorre dirlo, nemmeno alludendo -fatto all'epoca ancora periglioso- che alcune di esse -secondo la misura loro attribuita da alcuni interpreti- avessero segretamente quanto innocentemente recuperato alcuni DELICATI E NATURALISTICI RELITTI CULTURALI E CULTUALI DEL PAGANESIMO O COMUNQUE DI ALCUNE RELIGIONI PRECRISTIANE.

 

Innocenzo X il Papa che scatenò lo "squadrone volante", conquistò Castro, affrontò la questione dei rapporti con la Cina: e che nella sua riorganizzazione della Chiesa potenziò la cultura e diede all'Aprosiana di Ventimiglia un"Breve" di protezione

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 Con l'opera di Innocenzo X la Chiesa che aveva patito il tormentato governo di Urbano VIII iniziò una grande oper di rinascita e la cultura ne trasse ovunque beneficio, anche a Ventimiglia cui concesse l'importante Breve per la protezione della neonata Biblioteca Aprosiana dall'azione dei malintenzionati!

 La storia della Chiesa dopo gli eventi che caratterizzarono il pontificato di Urbano VIII e non ultima la Congiura Centini [che segnò con l' "Instructio" una distinzione tra vecchia e nuova caccia alle streghe (senza dimenticare i contrasti interni alla Chiesa e il nepotismo di cui un esponente significativo fu Francesco Barberini) visse un'epoca sostanzialmente difficile per l'Italia ed i suoi Stati, compreso appunto lo Stato della Chiesa, in pratica continuamente sospesi tra guerre anche a riguardo della Sublime Porta dell'Impero Turco e comunque condizionati dallo strapotere delle Grandi Potenze Continentali: e volendo la situazione può anche esser letta attraverso il quadro della situazione politica italiana ai primi del XVII secolo che venne pessimisticamente fatto nella qui digitalizzata opera di Traiano Boccalini ovvero Pietra del Paragone Politico Tratta dal Monte Parnaso Dove si toccano i governi delle maggiori monarchie dell'Universo. Una serie di mitigazioni e rinnovamenti, specie a pro della Chiesa di Roma, presero piede dal pontificato di Alessandro VII: questi furono caratterizzati dalla decisa affermazione di quell'apparato burocratico che in vario modo avrebbe controllato lo Stato della Chiesa alla maniera che l'apparato ecclesiastico ma in maniera che per sua parte questo esercitasse una non minore influenza sui governi secolari d'Europa. Questa impresa fu in parte resa possibile dall'istituzione di quello che fu definito lo Squadrone Volante che in effetti era una fazione venuta a creare entro lo stesso Sacro Collegio e che risultava formata da 11 cardinali nominti da Innocenzo X e che sostanzialmente svolgeva una ben orchestrata funzione autonomistica, mirante cioè a sancire la totale emancipazione pontificia dai potentati secolari (la Spagna e quindi l'Impero certo, ma anche la Francia) sì da poter affermare a piene mani il potere di Roma anche sotto il profilo temporale (questo Pontefice aveva intuito con indubbio acume le difficoltà anche interne alla Chiesa procedette a riforme anche impopolari quanto necessarie che coinvolsero pure l'erudito Angelico Aprosio quali la Soppressione di Piccoli Conventi incapaci ad autosostentarsi e tali da comportare il proliferare di irregolarità e sconvenienze di maniera che alcuni Conventi, ormai ridotti in midere condizioni, pur di sopravvivere grazie ai favori che potevano derivarne eccedevano nella Concessione del Diritto d'Asilo sì da dar scampo ad un numero esorbitante di criminali e delinquenti)) Lo Squadrone Volante operava in forma molto particolare, quasi come un regolo interno alla Chiesa, sì da non far mai "pendere la bilancia" del Collegio dei Cardinali a pro di qualche Stato: nelle necessarie circostanze lo Squadrone Volante, distribuendo tatticamente i propri voti, faceva sì che la maggioranza venisse a toccare sistematicamente a quanto era ritenuto prioritariamente giovevole al Papato, sì da garantirgli una totale condizione di autonomia [I conclavi costituirono comunque sempre contrapposizioni tra cardinali ora legati a questa ora a quella fazione e soprattutto connessi agli interessi di potentati stranieri: nel MS. 40 della Biblioteca Aprosiana si conserva questo esemplare di Pasquinata

Le Rune, il Wormio (e quindi Aprosio corrispondente ignoto all'epitolario del Wormius) Cartesio, Cristina di Svezia, Tritemio: gli interrogativi sulle "Macchine di Parole" e sugli "Alti Nomi Scritti" ... oltre che su strane morti

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Le Rune, il Wormio (e quindi Aprosio corrispondente ignoto all'epitolario del Wormius) Cartesio, Cristina di Svezia, Tritemio: gli interrogativi sulle "Macchine di Parole" e sugli "Alti Nomi Scritti" ... oltre che su strane morti

Ma è una parte di un tutto da completare: qui per verificare i link, meglio con explorer: anche perchè in tutto ciò ebbe un ruolo importante il ventimigliese Domenico Antonio Gandolfo: la cui corrispondenza, dispersa in tante biblioteche pubbliche e private, rende possibili sorprendenti ed impensabili forme di indagine....

Che magari potrebbero attirare sulla città ligure (e pure sul comprensorio), oltre che sulla sua straordinaria biblioteca, un'attenzione diversa, meno specialistica e più spettacolare  = a breve questa parte sarà messa a disposizione di tutti, previo richiesta per le sezioni più rare, specie in campo delle scienze naturali e della botanica, a chi farà esplicita richiesta alla Redazione)

Monsignor Ciampoli: amico d'Aprosio e di Galileo, sostenitore di Cartesio = quanto poteva esser periglioso in certe epoche sostenere idee alternative!

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ciampOLIPERCHE' I LINK RENDANO AL MEGLIO E' PREFERIBILE A NON NECESSARIO USARE IL BROWSER EXPLORER: CLICCARE QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO MULTIMEDIALIZZATO

GIOVANNI CIAMPOLI vide la luce (Firenze, 1590) da famiglia nobile ma non ricca, però grazie alla giovanile vena poetica entrò nelle grazie di Giovan Battista Strozzi che gli fece conoscere il granduca di Toscana Ferdinando e il di lui figliolo Cosimo.
Poi nel 1608 entrò in intimità, anche intellettuale, con Galileo Galilei e da questi fu volto agli studi matematico-scientifici, peregrinando fra le Università di Padova, Bologna e Pisa ove tuttavia si laureò (1614) in teologia.
Recatosi a Roma divenne amico di Virginio Cesarini e di Federico Cesi, entrando nel 1618 a far parte della Accademia dei Lincei: fu tra l'altro protettore di Evangelista Torricelli.
Durante la sua residenza romana il CIAMPOLI dovette occuparsi di varie cariche della Curia sì da seguire quasi tutte le vicende connesse alla travagliata pubblicazione prima del Saggiatore e quindi del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo di Galilei.
Viste le sue simpatie per il galileismo (e contestualente con quei prodromi della Scienza Nuova il cui corollario filosofico sarebbe stato sublimato dal pensiero di Renato Cartesio ) e dati anche i contatti, forse per il tramite del Cesarini, avuti con il cardinale Gaspare Borgia, dichiarato nemico di Urbano VIII, Ciampoli fu obbligato a lasciare Roma ed a recarsi a ricoprire vari incarichi nella scomodità delle legazioni e dell'Italia centrale e fu di conseguenza a Norcia, a Fabriano e a Jesi.
Di questo suo sostanziale ESILIO si occupò anche Aprosio in questo suo Scudo di Rinaldo edito nel CAPITOLO XXVII dedicato al "SIGNOR FRANCESCO TONDI", dal contesto facilmente individuabile in un DISCEPOLO del CIAMPOLI ed in qualche modo un CONTINUATORE DELLA SUA OPERA oltre che una sorta di suo BIOGRAFO.
Leggendolo pare di inciampare in una delle non poche dissertazioni moralistiche del frate intemelio (ed infatti la lunga iniziale sarcina narrativa del CIAMPOLI -da pp.173 a p.180- in linea con l'assunto del capitolo stesso è dedicata alla riprovazione dell'eccessiva cura della propria persona da parte dei religiosi).
Però se si continua a leggere, precisamente dal I capoverso di p.180 e soprattutto dal I capoverso di p. 181 ci si imbatte in una lunga LETTERA del CIAMPOLI per cui Aprosio annota "La Lettera è scritta al Signor Avvocato Eugenio" da "...Fabriano li IV Febraro 1641" e risulta seguita da "...la Canzone scritta da lui mentre era Governator di Mont'Alto".
E così il DISCORSO DEL CIAMPOLI che pareva una considerazione puramente moralistica diviene una sorta di PATETICA E NEL CONTEMPO CORAGGIOSA EPISTOLA SULLA SUA CONDIZIONE DI ESULE MOLTO PARTICOLARE: cosa che in fondo avverte lo stesso Aprosio e di cui in definitiva ci fa capire che aveva principalmente l'attenzione di affrontare principalmente, neppur nascondendo troppo la stima personale per MONSIGNOR CIAMPOLI, destinato poi sorprendentemente ad una scarna citazione nel catalogo de La Biblioteca Aprosiana.... precisamente a pagina 175 (forse anche per non compromettersi troppo data anche la sua pregressa fama di poeta nel senso però di stravagante e inattendibile, specialmente in un periodo di aspri dibattiti sui "Massimi Sistemi" sì da scrivere, senza assumere una posizione definitiva ma palesando, pur senza calcare la mano, ufficiale propensione per l'ortodossia cattolica del geocentrismo come si legge nel suo qui digitalizzato Grillo XXXXV "Se la Terra sia Mobile, o Stabile")
CIAMPOLI, nonostante questa SORTA D'ESILIO, Riuscì però a mantenere i contatti col Galilei e divenne protettore di Evangelista Torricelli.
Lasciò in eredità i suoi preziosi manoscritti al re di Polonia Ladislao IV sì che tuttore si custodiscono nella Biblioteca Jagellonica di Cracovia.
Grazie all'appoggio del potente cardinale PIETRO SFORZA PALLAVICINO si riuscirono comunque ad editare postume alcune sue come le Prose (I ed. - Manelfi, Roma, 1649: di cui il frontespizio all'inizio di questa nostra dissertazione), il volume De i Frammenti dell'opere postume (Ferroni, Bologna, 1654)
Contestualmente videro la luce dai torchi anche i suoi lavori meno impegnati oppure di carattere religioso e moraleggiante: si possono citare qui le Rime (III ed. per gli Eredi del Corbelletti, Roma, 1648), le Poesie sacre (Zenero, Bologna, 1648), le Poesie funebri e morali (Ferroni, Bologna, 1653), le Rime scelte (Fabio di Falco, Roma, 1666).

Da Ventimiglia a Milano al Nord Europa nel XVII sec. il "prodigio" delle "Wunderkammer" o "Camere delle Meraviglie"

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SI COMUNICA ALTRESI' CHE E' IN PREVENTIVO ANCHE LA DIGITALIZZAZIONE CON APPARATO CRITICO DELLA SCIENZA NATURALE DI FERRANTE IMPERATO -PARIMENTI AMMIRATO DA APROSIO- MA PER LA RARITA' E LA SPECIFICITA' DELL'OPERA LA DIGITALIZZAZIONE SARA' POSTA A DISPOSIZIONE SOLO DI CHI CONTATTANDO LA REDAZIONE FORNIRA' LE RELATIVE REFERENZE CULTURALI..
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LE ARTI FIGURATIVE ERANO PER APROSIO UN ULTERIORE MODO DI ESPRIMERE L'ERUDIZIONE E DI COMUNICARE IN MANIERA SOFISTICATA: CIO' SPIEGA LE SUE INVESTIGAZIONI, SPECIE QUELLE PIU' APPROFONDITE E TUTTAVIA MENO STUDIATE ESPRESSO NEL COMPLESSO DELLO SCUDO DI RINALDO PARTE SECONDA.
NEL CONTESTO DI QUESTE MERITANO SOPRATTUTTO UNA RILEVAZIONE CRITICA GLI SPAZI DEDICATI DAL FRATE A MOMENTI BASILARI INTITOLABILI "LA NUOVA ARTE", "RAPPORTI TRA STAMPA ED ARTI FIGURATIVE", LA "FUNZIONE DELL'ARTE", LE RELAZIONI FRA PITTURA E POESIA, SUI "GIOCHI DEI RIFLESSI ARTIFICIALI E NATURALI", SULLA FUNZIONE DILETTATRICE DELL'ARTE.
E TUTTO CIO' SENZA OBLIARE SIA LA PASSIONE APROSIANA PER L'ANALISI AMBIENTALE CLASSICHEGGIANTE DEL LOCUS AMOENUS QUANTO L'AMORE PER LE INVESTIGAZIONI ARCHEOLOGICHE ED EPIGRAFICHE, LE NASCENTI E GIA' SIGNIFICATIVE RACCOLTE ANTIQUARIE E PIU' ESTESAMENTE IL
COLLEZIONISMO
VERSO CUI FU PORTATO PARTE PER ISTINTO PERTE PER UN'AMMIRAZIONE SCONFINATA VERSO L'ANTICO PAOLO GIOVIO MA NEL CUI CONTESTO FINI' CONCRETAMENTE PER ENTRARE IN MERITO ALL'AMICIZIA CON I DANESI OLE WORM ("WORMIUS") [CUI SCRISSE QUESTE LETTERE IGNOTE ALL'EPISTOLARIO APROSIANO NELLA BIBLIOTECA UNIVERSITARIA DI GENOVA] E THOMAS BARTHOLIN [CHE FORTIFICO' NELLE PAGINE DI QUESTO SUO LIBRO L'IDEA APROSIANA DELLA BIBLIOTECA/WUNDERKAMMER] E POI CON COL BOLOGNESE OVIDIO MONTALBANI, CON LORENZO LEGATI (CHE AVREBBE VOLUTO RIPRENDERE L'EREDITA' CULTURALE DEL MONTALBANI), CON FERDINADO COSPI, CON ANTONIO MAGLIABECHI ED ANCHE ALLA RELAZIONE PUR NON FACILE CON CESARE MALVASIA SENZA TRASCURARE L'AMICIZIA CON
CARLO SETTALA
CHE GLI FECE "SCOPRIRE" LA SPLENDIDA CITTA' DI MILANO IN PARTICOLARE INTRODUCENDOLO ALLA BIBLIOTECA AMBROSIANA DA CUI, PER UN'ASSONANZA CHE PRESUPPONEVA EMULAZIONE E FAUSTI AUSPICI, ANGELICO VOLLE CONIARE IL NOME PER LA SUA INTEMELIA BIBLIOTECA APROSIANAE CHE CONTESTUALMENTE GLI RESE POSSIBILE ACCEDERE QUAL APPASSIONATO VISITATORE ALLA
CAMERA DELLE MERAVIGLIE
DEL "MUSEO SETTALIANO" A MILANO ERETTO PROPRIO DAL DI LUI FRATELLO, IL CELEBRE
MANFREDO SETTALA

 

Cominciamo con uno dei testi base dell'alchimia e della medicina alternativa: il "Theatrum Sympatheticum" controverso eppur diffuso quanto oggi misterioso e su cui molto scrisse anche A. Aprosio

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Serr09Per scorrrere gli INDICI E CONSULTARE I TESTI CLICCARE QUI : i testi sussitono tutti digitalizzati e tradotti presso la Redazione.

Molti son digitalizzati e tradotti!

Non son però tutti in questa sede messi a disposizione, alcuni anche per la loro rarità, per l'audace specificità "scientifica" della trattazione e/o la complessità della traduzione che è stato necessario condurre.

Eventuali interessati al tema potranno chiederne e ottenenerne la consultazione contattando la redazione e offrendo le opportune referenze culturali.

Non è possibile parlare dei circoli alchemici di fine '600 e '700 senza proporre la digitalizzazione di quest'opera che da un lato rimanda all'alchimia e ai presunti segreti di Flamel  e la leggenda della sua presunta vittoria sulla morte sviluppando però, dall'altro lato,  ben diverse riflessioni (sul magnetismo universale, la cultura del sangue, vapirismo e magia, sangue benefico e malefico, la trasmutazione dei morbi, l'unguento armario, la polvere simpatetica, peculiari interventi chirurgici connessi a forme stravaganti di esorcismo,  la liquefazione/coagulazione del sangue, le simpatie e le antipatie cosmiche tra micro/macrocosmo come tra vegetali, animali e minerali, l'influsso dei segni zodiacali, amuleti, sigilli e simboli,  il potere delle reliquie ecc. ecc.) analizzando (confutando/sostenendo a seconda delle postazioni)  riflessioni che permettono di risalire (ma questo si vedrà a lavoro ultimato o ultimando) i segreti di Maria Cristina di Svezia e del suo gruppo collegato alla "Porta Magica dei Palombara.

Che fu una importante e  criptica sede di un gruppo eterogeneo di presunti maghi che comunque attirò l'attenzione e la partecipazione (attiva) anche di vari scienziati connessi alla "scienza nuova" tra cui Gian Domenico Cassini di Perinaldo l'Astronomo dei Re.

 E nemmeno bisogna mai dimenticarsene quella passiva di Domenico Antonio Gandolfo II Bibliotecario dell'Aprosiana e discepolo celeberrimo dell'Aprosio che, entrato nel gruppo di quanti rimpiansero per sempre l'enigmatica regina sostenitrice della futura Arcadia, fu sì apprezzato al punto di esser incaricato di investigare sugli strani aspetti della morte dell'ex  Regina di Svezia.

Seborga, un'antichissima base monastica medievale già suggestiva di per sè, avvolta dalle nubi e imbiancata da una copiosa nevicata

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DSCN0168IL "PRINCIPATO DI SEBORGA", borgo dell' affascinante entroterra di Bordighera oltre che da una splendente natura è avvolta da una storia affascinante cui tanto contributo culturale e promozionale ha dato l'indimenticabile suo ultimo principe Giorgio I = per leggerne PARTI IMPORTANTI CHE AFFONDANO SIN NEI MISTERI DEI CAVALIERI MEDIEVALI E DEI MONACI GUERRIERI OLTRE CHE SU TANTE ALTRE COSE RARE BASTA CLICCARE QUI
Ma il bel borgo antico, sospeso tra Italia e Francia e quasi proiettato verso il cielo splendente che affascinò dalla vicina Perinaldo l'Astronomo dei Re Gian Domenico Cassini, deve fare i suoi bei conti anche con la realtà quotidiana ed ecco che oggi, a due anni circa dalla grande nevicata del 2010, SEBORGA E' STATA OGGI AVVOLTA DAGLI ELEMENTI NATURALI ED HA QUASI AUMENTATO LA SUA SUGGESTIONE (NONOSTANTE GLI INDUBBI DISAGI) PER UNA NUOVA ABBONDANTE NEVICATA TUTTORA IN ATTO DI CUI CLICCANDO QUI SI PUO' VEDERE UN REPERTORIO DI IMMAGINI

 

Un libro di facezie e motti non solo in sintonia con l'uso dei cortei storici che acclarano il turismo ma che è punto di partenza per scoprire ciò che si leggeva onde rallegrare le Feste dell'Età Intermedia!

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guiccalCLICCA QUI PER VISUALIZZARE LA DIGITALIZZAZIONE DEI LAVORI
Ventimiglia è una città di storia antichissima e qui, come in altre città italiane dalla storia parimenti importante, tanti volonterosi appassionati e cultori della sua storia gloriosa organizzano annualmente l'"Agosto Medievale" in cui si celebrano eventi ma anche molteplici eventi di vita comune.

Ventimiglia replica tradizioni diffuse ovunque nel Bel Paese con celebrazioni diverse e sempre ben documentate.
Vediamo sfilate, banchetti, gare, festeggiamenti con sfilate ben strutturate e partecipanti e/o figuranti ben vestiti con le fogge, nobili e/o popolari dell'epoca.
Un piccolo ma interessante contributo documentario di Ventimiglia.biz è rammentare come, accanto ai divertimenti che coronavano tante vicende e celebrazioni, è appellarsi ancora una volta al cittadino più illustre (vale a dire Angelico Aprosio dietro cui -ci piace ramentarlo- subito corre il discepolo e collaboratore D. A. Gandolfo che la città ebbe)  e che in un'opera a lungo rimasta inedita elencò TUTTI QUEI LIBRI CHE SI CONSIGLIAVA DI LEGGERE PER INTRATTENIENTO PRIVATO MA ANCHE COMUNITARIAMENTE DURANTE LE "VEGLIE".
Certo Aprosio non cita opere che, al costue dell'epoca non si ritenevano adatti ad orecchie delicate come quelle di dame e donne e senza menzionare opere veramente piccanti basta qui menzzionare alcune (parecchie) novelle del Decamerone del Boccaccio.

Tra le opere che menziona l'rudito di Ventimiglia ve ne sono di alcune veramente rare e preziose (di alcune meno rare sistemeremo quanto prima la digitalizzazione in rete, di altre si aspetteranno richieste più esplicite di studiosi veramente interessati: tenendo conto dello sforzo che gratuito che l'Editore svolge svolge e dell'impegno -talora arduo davvero- di adeguare testi digitalizzati corredandoli magari di esplicazioni e modernizzazioni a pro della lettura).
Aprosio curiosamente non cita un'opera che furoreggiava all'epoca e che non era bandita dalla Chiesa ma che, con scopi moralistici, qualche spunto piccante pure aveva: può essersi anche dimenticato ma può aver avuto una doverosa prudenza da religioso nel censurare quanto non da tutti poteva esser condiviso attesi i tempi!
Era comunque  una pubblicazione che godeva di diffusione e di lettori in abbondanza e che spesso godeva, per la vivacità delle narrazioni, di attenti uditori nel pubblico momento delle Veglie.....specie se gestita da abili dicitori
Noi l'abbiamo QUI DIGITALIZZATA esplicando il non sempre chiaro e formulando adeguaenti moderni: l'autore fu a suo modo di prestigio cioè LODOVICO O LUDOVICO GUICCIARDINI nipote dalla vita avventurosa e dalla fama non di poco conto che continuava il prestigio dell'avo celeberrimo FRANCESCO GUICCIARDINI.
Magari chissà leggendo qui le sue graziosissime ed oggi per nulla volgari "HORE DI RICREATIONE" a qualcuno potrà venire l'idea di organizzare qualche cosda di teatrale ed in sintonia con quanto all'epoca si faceva, leggere, magari da un palco o da un teatro durante l'Agosto Medievale, queste storielle che fanno, contestualmente, EVASIONE, FOLKLORE E CULTURA

Nuove prossime scelte per Ventimiglia.biz e, con le notizie dell'oggi adeguate in uno schema più agile, un previlegio al recupero culturale di eventi e ragioni di cui si va perdendo memoria

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SOLIM100Lo sappiamo del recente Terremoto, della paura dei danni....non ci siamo affrettati nella notizia per la trasformazione che Ventiiglia.biz va assumendo sì che senza perdere la sua portata di notiziario, anche a fronte dei tanti giornali on line,  va sviluppando vieppiù una forma autonoma di Tabloid culturale....attento al presente (su cui il proliferare -a volte anche eccessivo- delle notizie non manca) e il recupero di un passato che non è solo remoto e di cui spesso si perde velocemente notizia.
A tempi brevi questa modificazione, destinata a dare nuova e diversa valenza al sito (nello spirito di una innovazione che non rigetta la conservazione del già fatto e contestualmente ad inforare sull'offerta di scelte e di voglie di collaborazione che naturalmente saranno vagliate prima di esser sistemate nelle specifiche rubriche) sarà caratterizzata da comunicazioni specifiche e più in sintonia con le reali scelte editoriali in erito alle quali è in previsione una prossima riunione.
Nel contempo in merito al TERREMOTO - nel contesto del profilo documentario-culturale - si offre qui una rassegna (DA APPROFONDIRE CLICCANDO QUI GRAZIE AI NECESSARI LINK) su quanto incise sulla coscienza e sulle costimanze quanto sulle credenze della popolazione attraverso i secoli.

"Nell' IMMAGINE (tratta da un testo della giovannea Apocalisse custodito alla British Library di Londra) si vede che in epoca medievale, secondo la tradizione culturale cristiana occidentale, il TERREMOTO -fra le CALAMITA' NATURALI E NON (QUI ELENCATE) CHE POTEVANO AGGREDIRE GLI UOMINI- era la più temuta anche perché era interpretata sulla linea dei versetti 6,12 e 16-17 dell'Apocalisse come il momento caotico e sconvolgente per l'umanità costituito dall'apertura del sesto sigillo, il segno che comportava il profondissimo silenzio destinato a preannunciare il Giudizio finale. Siffatta sensibilità religiosa induceva chiunque rappresentasse l'evento (anche in forma alternativa di appunto o breve narrazione) a rifarsi a figure iconiche quali il cielo effigiato in guisa di un cartiglio in atto di arrotolarsi sui finali destini dell'umanità o quali il Sole, divenuto nero, e la Luna, ricoperta da fiumi di sangue. Sotto tale specie raffigurativa il terremoto veniva eletto ad evento destinato a rammentare all'umanità, ogni volta colpevole di trasgressioni, il necessario ritorno, espiabile per via di terribili punizioni tra cui appunto le catastrofi sismiche, al rispetto delle verità estreme e all'ordine morale. Tale figurazione del terremoto prese ad essere meno vivida a partire dal XV secolo e, seppur lentamente ché sempre ardua è stata la lotta contro SUPERSTIZIONE E FALSE CREDENZE, le indagini sui fenomeni sismici si evolsero (merita un cenno qui, per le intuizioni come per le curiosità chiaramente pseudoscientifiche, l'opera nel XVII secolo di MARCELLO BONITO) in forza di una sequela di studi europei su quella sismicità storica che guidò Robert Mallet nel 1862 alla realizzazione di questa CARTA SISMICA DEL MEDITERRANEO: e tuttavia, a livello di antropologia culturale, ancora sin a tutto il XIX secolo (ed oltre!) il TERREMOTO fu inteso, sulla scia dell'antica ispirazione apocalittica, quale una PUNIZIONE DIVINA PER I PECCATI UMANI, concetto cui sotto l'effetto dell'emotività e della tradizione (nonostante la mente aperta e la buona cultura) ma anche rammentando una frase concitata d'un parrocchiano ( La Bestia va risalendo dall'Inferno") non seppe, sul momento terrorizzato e sgomento, far altro che ancorarsi anche il PARROCO G.B. ZUNINI nello spiegare la RAGIONE MORALE del TERREMOTO DEL 1887 che insanguinò la LIGURIA OCCIDENTALE".

 

Ed accanto al Giorno della Memoria mai dimenticare i sorprusi perpetrati attraverso il tempo dalla prepotenza di gruppi egemonici a scapito di ogni forma di presunta "Diversità"

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EBREOCLICCA QUI PER LEGGERE TUTTO L'ARTICOLO : strutturato per indici e voci di rimando, per cui occorre autentico interesse e voglia di sapere accoppiata a santa pazienza e per la cui consultazione (cui ancora tante voci sono da inserire, tanta è complessa è la marea della minoranze e delle diversità via via perseguite nei secoli) è preferibile l'utilizzazione del browser Explorer

L'articolo ben si capisce è strutturato su postazioni moderne ma offre un'idea eclatante del concetto della DIVERSITA' ....una diversita' tuttoggi può esser perseguita attraverso la demonizzazione spesso acritica a aprioristica ripsetto ad ogno vera investigazione = e per questo il titolo nella sua efficienza espressiva magari metastorica sotto il profilo semantico ma non sotto quello dei contenuti può esser qui proposto come chiave di lettura irrinunciabile  "SBATTI IN PRIMA PAGINA L'ESECUZIONE DEL MOSTRO ALLA MANIERA CHE QUI SI LEGGE IN SIFFATTI FOGLI VOLANTI MA, A CONDIZIONE CERTO, CHE SIA UN FRA I DIVERSI, INFIMI BLASFEMI, REIETTI, EMARGINATI, CRIMINAL DA VIA E SIMIL GENTAGLIA SENZA ARTE NE' PARTE E GIAMMAI UN REO CHE PER CETO E CENSO POSSA GODERE D'UN'ESECUZIONE RISERVATA O ADDIRITTURA POSSA PER PREVILEGI VARI E SPECIE PER IL PREVILEGIO DEL FORO FRUIRE DI PENE DIVERSIFICATE SE NON ADDIRITTURA ANDAR LIBERO SALDATO IL DEBITO PER VIA DEL PRINCIPIO DELLA RESTITUTIO O RISARCIMENTO"


zingariParlare del GIORNO DELLA MEMORIA e dei deportati politici verrebbe quasi scontato per chi scrive e che, appartenente alla borghesia genovese, ha avuto deportati in Germania per siffatta ragione ... e che in amichevole rapporto con la sua stessa famiglia si onora di aver avuto amici Ebrei, intellettuali e non, il cui destino dopo la deportazione fu, per molti, atroce.

L'istinto sarebbe quello di scrivere di ciò...ed in qualche modo è scritto nel testo: i COLLEGAMENTI VI SONO E BASTA LEGGERLI QUI.

Ma molti scrivono in questa ricorrenza (e quanto mai giustamente!) dell'olocausto e sarebbe come ripetersi e finire per alimentare l'idea di prestarsi al gioco facile della retorica anche per celebrare Ventimiglia.biz che oramai tutti lo sanno giammai rinuncia ad affrontare i grandi temi abiurando a scelte esclusivamente localistiche.

ESECUZIONE1Davanti a questo "dilemma" si è pensato -anche in rapporto alle interazioni esistenti fra Ventimiglia.biz e il suo partner sito di "CulturaBarocca"- di fare una scelta alternativa e pur mettendo al primo posto di questa selezione di testi antichi gli Ebrei e il loro dramma ci è parso giusto ripercorrere la storia e risalire nel tempo, in qualche modo, alle radici dell'EMARGINAZIONE E PERSECUZIONE DI TUTTI I PRESUNTI DIVERSI, di tutti coloro che in nome di odiose scelte politiche finirono per scontare il dramma dell'esclusione spesso nell'infamia e prioritariamente di quella DIVERSITA' GIURIDICA SANCITA CONTRO I PIU' che hanno dovuto pagare, nel sangue e con il sangue, iniqui privilegi vale a dire i mai discussi sin all'Illuminismo ed al suo grande sforzo innovatore e costruttivo 

ESECUZIONE2I PREVILEGI ASCRITTI A CASTE EGEMONICHE che si sono succedute attraverso il corso dei secoli e dei millenni

"Un libro ch'era follia portar con sè" ma che molti vollero leggere, tra paura a avidità di sapere, Aprosio compreso = lo "Zodiaco della Vita"

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ZODIACUSCLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO E I COLLEGAMENTI CORRELATI MEGLIO UTILIZZANDO IL BROWSER EXPLORER

Un'amica che non sento da un po' una volta mi chiese se c'è un libro che può cambiare la vita .... offrire nuove prospettive ideologiche e spirituali. Direi che son tanti i libri che possono condurre a tal risultato e che tutto procede in linea con le personali caratteristiche emozionali ed esistenziali. Ma esiste un libro, nemmeno citato (colpevolmente direi) nei testi scolastici (come troppi purtroppo ed a favore di opere che potrebbero anche esser messe da parte) che può cambiare la vita od almeno la maniera di pensarla ed offrire prospettive diverse a cui credere od in cui rivedere ciò a cui per secoli si credette.....almeno -ma non solo- nel senso di chi si pone le tre basilari domande che sostanziano la vita da millenni! Certo non è un romanzo fantasy e se vogliamo nemmeno un tomo teologico possente come quelli di Cornelio a Lapide. Eppure...eppure: era ed è un libro che faceva terrore tenere nella propria biblioteca: cosa che nemmeno un bibliofilo fanatico quale Aprosio osò fare.....anche se lo lesse, o meglio si recò a leggerlo raggiungendo addirittura il nipote di colui che ne aveva continuato gli studi. Il libro è lo "Zodiacus Vitae" di Marcello Palingenio Stellato, il Menzolli, che per vari aspetti fu ripreso nella misteriosa "Pantologia" del Burchelati.... Giordano Bruno fu arso vivo perché catturato dopo esser stato tradito .... lo "Stellato" non patì la stessa fine, morì prima di esser catturato....ma in una notte da tregenda i suoi resti vennero fatti esumare dalla Santa Inquisizione e uniti a tutti i libri dello "Zodiacus" che si eran potuti raccogliere, furono dati alle fiamme..... Bruno aveva scritto nel suo difficile italiano....il Palingenio aveva pubblicato nel suo lento e placido latino che fluisce, facilmente leggibile, come un fiume che trascina tante verità .... e che, come scrisse il grande teologo ed Inquisitore Martin Del Rio, non era periglioso tanto per le accuse mosse alla Chiesa e specie ai frati corrotti e lussuriosi (cose su cui era anche condivisibile il discorso dell'autore) quanto per l'elaborazione di un panteismo che si ricollegava alle Enneadi e, trapassando Plotino e Porfirio, offriva all'uomo un mondo diverso in cui Dio non aveva figurazioni umane ma era al pari d'una forza che tutto trascina verso incommensurabili destini ed in cui tutto si mescola, volti che furono e saranno, cose che furono e saranno o "semplicemente potranno essere .... La traduzione, utile e nemmeno infattibile specie con utili interazioni critiche, non rende però a pieno, per me (opinione del tutto confutabile), il senso dello spirito che porta con se stesso il libro, "libro ch'era follia portar con sé" ma che in certe parti suggestiona maggiormente proprio in forza  del suo placido latino, quel latino con cui l'autore portò avanti nel tempo postulazioni, queste sì che, senza romanzesche enfasi, "avrebbero potuto far vacillare -se mai esisstono- i pilastri della terra".

Il Ventimigliese D. A. Gandolfo e il "Mistero" delle Navi di Nemi

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 AAAANEMICLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO CON I LINKS RELATIVI

NELL'IMMAGINE SI VEDE UN ALTRO PRODOTTO DELLA TECNOLOGIA ROMANA CUI VAGAMENTE SI ACCOSTO' ANCHE ANTONIO DOMENICO GANDOLFO, SUCCESSORE DI APROSIO, DOPO IL SUO ABBANDONO DI VENTIMIGLIA PER ASSUMERE LA REGGENZA DEL CONVENTO AGOSTINIANO DI GENZANO SUI COLLI DI ROMA.
SI TRATTA QUI DEL MODELLO DI RICOSTRUZIONE DELLA SECONDA NAVE DEL LAGO DI NEMI: L'IMMAGINE, TRATTA DA I MODELLI DELLA REGIA SCUOLA SUPERIORE NAVALE DI GENOVA, A CURA DI C. PODENZANA BOVINO, GENOVA, 2004, PP. 21 - 23 E' PERVENUTA A "CULTURABAROCCA" IN FORZA DELLA STRETTA COLLABORAZIONE CON L'"ISTITUTO INTERNAZIONALE DI STUDI LIGURI" CHE QUI SI RINGRAZIA (L'IMMAGINE E' STATA EDITA ANCHE DA B. DURANTE IN L'APROSIANA SCONOSCIUTA, ALZANI EDITORE, PINEROLO, 2008, P. 49.
NATURALMENTE DATA LA FUNZIONE PER GLI AGI DELL'IMPERATORE CALIGOLA QUESTA NAVE -COME DEL RESTO LA PRIMA- FRUIVA DI UNA TECNOLOGIA D'AVANGUARDIA -NON PROPRIA QUINDI NE' DELLA FLOTTA COMMERCIALE E NEMMENO DELLA PIU'EVOLUTA FLOTTA DA GUERRA. UNA TECNOLOGIA COMUNQUE GIA' NOTA AI ROMANI COME A PROPOSITO DEL MENO NOTO SERVIZIO DA VIAGGIO IMPERIALE DI VENTIMIGLIA.
TUTTO CIO' A DIMOSTRAZIONE DI QUANTO SIA ANCORA DA INVESTIGARE SUL CAMPO, ANCHE NEL SETTORE DELLE ACQUISIZIONI TECNOLOGICHE, AL FINE DI FORMULARE UN QUADRO ESAUSTIVO DELLA CIVILTA' ROMANA.

 

Il coraggio di esser donna: A. Tarabotti, A. Aprosio, Cornelio a Lapide e un testo cabalistico ritenuto volume di magia la "Clavicola di Salomone" usata nella "Congiura Centini contro Papa Urbano VIII"

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lapide1CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO COI COLLEGAMENTI
Sarebbe improprio sostenere che Suor Arcangela Tarabotti nel portare avanti la sua "Difesa delle Donne" non abbia conosciuto la paura ma è certo che non si tirò mai indietro = tra tanti avversari e polemisti temeva anche Aprosio "il Ventimiglia" con cui aveva iniziato una discreta collaborazione ma che si era poi irrimediabilmente guastatasi al punto che la donna aveva timore che egli usasse alcune sue confidenze anche epistolari avvalendosi tanto dei rapporti che aveva con il temutissimo Nunzio Apostolico F. Vitelli quanto ancora più vilmente delle delazioni segrete nell'Urna Lignea (ma si sbagliava, per quanto facile da giovane all'ira Aprosio evitò queste meschinità forse per una serie di dubbi che già nutriva sul sistea in auge e che lo portarono anziano a mitigare alquanto sia antifemminismo che avversione all'ormai defunta Tarabotti).

Ma la rottura sul momento era stata violenta e acre e tutto si poteva prevedere e temere: del resto se Aprosio l'aveva calunniata usando un'icona di autore tedesco un modo erudito per dire a tutti che Lei diceva non solo stupidaggini ma che dalla sua bocca fuorisuscivano parole degne d'esser considerate alla stregua di liquame da fogna la Suora non era stata a sua volta affatto diplomatica...anzi... accusandolo apertamente di qualcosa di cui si parlava seppur sottovoce e cioè d'esser Aprosio ...predicatore delle glorie del vino, confessore dei bugiardi e mecenate degli ubriachi...".
Del resto alla colta Suora non poteva sfuggire quanto potessero esser tacciate di eresia le sue opere, specie alcuni scritti rimasti inediti e poi tardivamente ripresi da altri: la complessità delle speculazioni nelle sue opere di Arcangela Tarabotti dipende soprattutto dallo straordinario urto con una visione intellettuale maschilista che è stata in grado di far convergere l'opinione di Aristotele, il filosofo pagano per eccellenza e per varie postulazioni condivisibile, secondo la cattedrale ideologica della cristianità, in merito all'INFERIORITA' DELLA DONNA RISPETTO ALL'UOMO con le acquisizioni delle varie correnti della filosofia cristiana tenendo conto del fatto che, a monte di ogni riflessione a favore della donna, si poteva sempre ergere lo spettro di EVA (che comunque rimanda a vari aspetti del creazionismo pagano con varie convergenze rispetto alla prima donna creata da Zeus cioè Pandora: causa per curiosità e ribellione ai divieti maschili dei guai dell'umanità).
EVA è infatti nel contesto biblico la donna giudicata rea secondo le Sacre Scritture d'aver violato il comandamento di Dio prescindendo dalla volontà del proprio compagno e semmai "perdendolo assieme a tutto il genere umano" (nel complesso giudizio formulato sulla Cosmogonia in merito al Creazionismo Biblico poneva Eva e quindi la donna come principale responsabile del "peccato universale" ) in virtù di una persuasione dipendente dall'ostentazione della BELLEZZA e dell'ELEGANZA e soprattutto della VANITA' (di cui l'aprosiano Scudo di Rinaldo I qui digitalizzato costituisce una summa per quanto sia opera condizionata da tanti e priori scritti misogini di altri autori qui proposti) elementi tutti di SENSUALE PERDIZIONE che i moralisti attribuirono istituzionalmente al FASCINO FEMMINEO molte grandi figure della Bibbia, specie dell'antico testamento.
Ma la Tarabotti era stata accurata in maniera quasi ossessiva al punto di registrare la debolezza morale e comportamentale di personaggi su cui v'era convergenza ma anche di enzionare con certosina indagine esegetica figure erette ad esempi di biblica rettitudine e saggezza che fu
TEMPIOSALOMONE1SALOMONE cui riconobbe sì d'aver maturato uno dei più eccelsi giudizi sulle donne ma altresì d'aver esternato le sue manchevolezze (su Salomone cui ha scritto pagine fondamentali note all'Aprosio Cornelio a Lapide all'interno di questa sua opera e di cui si può ammirare qui la splendida antiporta non era proprio per la Tarabotti l'epoca opportuna per dissertare troppo diffusamente specie sottolineandone certe tendenze all'idolatria attesa in particolare la Congiura Centini avverso Papa Urbano VIII da poco organizzata da altri ecclesiastici poi giustiziati che si sarebbero valsi, in base alla fama gradualmente attribuita al Re d'Israele d'aver conosciuto la magia di alcuni suoi supposti scritti, sin al punto che da utilizzare contro il Pontefice quel testo antico di cabala o Vera Clavicola di Salomone che finì per esser considerato libro proibito di negromanzia e di magia nera).

 

"Leggi di tutto ma ragiona su quanto letto e non esser mai servo d' alcuno: difendi sempre la tua dignità di libero pensiero, a noi donne è costato ancor più che a voi questa conquista"

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letteravescovo [CLICCARE SULLE PARTI EVIDENZIATE NEL TESTO PER I COLLEGAMENTI: MEGLIO SE CON EXPLORER =CLICCANDO QUI SI LEGGE INVECE IL SAGGIO DALL'INIZIO]
Se ne andata in silenzio un anno fa, donna modernissima di tempi purtroppo talora dimenticati, specie dai sciocchi che confondono il vetusto e l'inutile con quello che è il passato, anche se ha lasciato tracce epocali....solo A.M. -che del pari scrive qui- se la rammenta, anche per i tanti libri che gli fece conoscere.
Ha, forse (ma solo...forse... visto che non eran granché credenti, se non in una forza universale che tutto avvolge) raggiunto mio padre che conobbe, poco più che ragazzina, sotto i bombardamenti di Genova e con cui condivise lo spirito di libero pensatore: coi tanti anni (come è ingiusto per tutti e forse ancor più per una donna bella e vigorosa!) era diventata balia di troppi in un letto ... e questo non lo sopportava (e nemeno io....sussurro ora!), Lei che aveva affrontato a muso duro un Ufficiale degli Eserciti d'Occupazione Nazi-Fascista e poco più che ragazzina fu condotta sin alle Camere di Tortura,  orrori eretti a scapito dei partigiani e dei loro sostenitori.
Ma non contava, come non contò in altri casi! per Lei, genovese purosangue e di matrice borghese , il ritrattare le proprie idee per semplice paura ed ancor più per servilismo verso i potenti e la Casta del momento, di qualsiasi momento storico e politico che fosse, era il peccato più grave : per Lei la difesa delle proprie idee e l'avversione ad ogni forma di sopraffazione era, come per mio padre, un dovere morale: non uno di quei brani di testo che fa dolore da docenti leggere a giovani in gran parte annoiati, in attesa della campanella, in atto di "palleggiare", come armi, telefonini sempre più accessoriati e quindi tanto costosi quanto banali.....leggere di tutto da Darwin ai giornali laici (senza escludere però a priori la lettura di quelli cattolici) era per entrambi un assioma .... ignorare per scelta di parte sarebbe stato un peccato, come condannare a priori e senza sapere!
Capii che se ne stava andando perché, negli ultimi tempi, oltre a rammentarmi giornalmente l'amore che aveva sempre avuto per me (oltre che per mio padre) -costumanza che non rientrava nel suo animo fiero- mirava a citarmi quello che aveva imparato da suo nonno, "Leggi di tutto ma ragiona su quanto letto e non esser mai servo d' alcuno: e difendi sempre la tua dignità di libero pensiero" e talora aggiungeva con orgoglio "A noi Donne è costato ancora di più....ero così felice quando son potuta andare a votare la prima volta: mi sembrava una seconda vittoria almeno per noi Donne: e quanto era bello potere leggere in pubblico libri di ogni tipo e giornali di sinistra, anche se magari qualche bigotto e qualche beghina soprattutto ti guardavano storto come se facessi qualche cosa di male!".
damigellaMa soprattutto insisteva sul principio base e qualche volta fissandomi al modo che mai dimenticherò, divenuta severa, mi chiedeva  "Non ti sarai mica fatto servo di qualche potente?....scrivi libri anche se di letteratura e storia: produci idee, non produrrai per caso idee che appartengano ad altri e che ad altri facciano comodo per i loro interessi?". Francamente le occasioni c'eran state vista anche l'importanza degli Editori per cui lavoravo ma non solo: specialmente delle persone che giravano in quel contesto, ed ero anche stato tentato...perché negarlo?.... ma ricordando ore e giorni di  discussioni come potevo tradire le aspettative delle due persone che mi avevano formato veramente "No mamma, sta tranquilla dicevo..." e Lei sorrideva finché sfiorandomi la mano appoggiata sul letto mi diceva "Hai fatto bene....niente è peggio che farsi servi per denaro o potere".
Ed allora io ricordavo tempi lontani quando era Lei a reggere il discorso, a parlarmi di tante cose, soprattutto di come la Donna abbia dovuto lottare tanto per esprimersi del pari rispetto agli uomini: ricordo che tra le storie libertatarie di cui mi parlava e leggeva (e furon tante) ad una teneva in particolare, attingendo ai resti d'una biblioteca borghese della casata del nonno e che lui giovanissimo solo in piccola parte salvò: casata che fu potente prima che il capofamiglia mandasse in malora -anche i libri certo,  specie i più pregiati che praticaente svendette- a soprattutto le due industrie tessili che possedeva perdendosi nella follia quasi romanzesca e per molti aspetti degna di Verne di realizzare l'impossibile macchina del moto perpetuo....
ladiTra le storie vere e romanzesche come quella di Paola che mascheratasi da frate si vendicò e vendicò il fratello dalle presunte violenze del Grande Inquisitore di Spagna Pietro Arbues ci teneva a ricordarmi la vicenda molto più reale e documentata di una donna che per nessun motivo si piegò alle pressioni ideologiche che i suoi possenti parenti inglesi le facevano, rimproverando le sue femministe scelte di vita: quello di Lady Hester Lucy Stanhope (1776 - 1839) una straordinaria donna inglese, che scelse per la sua vita l'Islam ed il deserto arabo, e che, dimostrando grande lucidità di giudizio, esternò queste sue opzioni in un appassionante colloquio con il Winkelmann francese, cioè Luigi Augusto di Thivac visconte di Marcellus" che lo registrò nei suoi "Libri di Viaggio" proponendo un nuovo modo, avendone la possibilità, di esser donna e libera in luoghi visti mediamente, dagli Europei, come assolutamente inospitali, specie per le loro donne.

La Tribade come apice della donna sessualmente diversa eletta ad icona della Strega sì da pagare sul patibolo l' incolpevole diversità! = e A. Aprosio fu tra i pochi d'aver il coraggio di parlarne apertamente

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La sessuofobia e la sessuomania, che non sono sinonimi, interagiscono certo ancora oggi e, come si legge, si rapportano oggettivamente all'omofobia.
Le opinioni possono esser varie e complesse e non mi interessa specificatamente un discorso polemico .... quello che è più interessante è il recupero  che può derivare dal materiale che giace nelle nostre Biblioteche antiche e la riappropiazione culturale di dati altrimenti destinati alla dispersione anche per una presunta ipocrisia controriformista, che mai ha lasciato del tutto il nostro contesto ideologico, di emarginare, dalla diffusione, le tematiche che possano esser sconvolgenti, specie per il giudizio formulabile avverso le Istituzioni del tempo, a fronte dell'evolzione che la società ha assunto sì da conservare ancora postazioni omofobiche e sessuofobiche seppur da non associarle più (e ci mancherebbe dopo le varie "Dichiarazioni dei Diritti") a quell'infamia della ragione che erano gli orribili "spettacoli di giustizia".
Un caso emblematico nel tentativo di proporre la donna come Angelo e giammai Demone, essendo nella sua subordinazione all'uomo la prima educatrice della prole, è la sanzione e la diaspora dalle notizie correnti della "donna diversa", mediamente ricondotta, attraverso un percorso moralmente decrescente costruito da una dominante cultura maschilista, da "Donna Diversa" ad "Omosessuale" e finalmente a TRIBADE presupposto estremo della riprovevole diversità che, a fronte di scelte sessuali discordanti e chiaramente di matrice misogina dalla norma, apriva spesso la via alla DONNA NERA/DONNA PAGANA/DONNA STREGA e quindi alla sua indegna persecuzione anche fisica e penale!

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