Editoriale

La Regione Liguria non sostiene il Festival di Sanremo: un'opinione

ariston-esternaIl Festival di Sanremo, piaccia o non piaccia, fa sempre parlare di sé. Conquista una larga fascia di pubblico medio, italiano e i cantanti che vi esibisono, spesso hanno un successo immediato che poi si riverbera nei paesi latini. Insomma, è quello spettacolo nazional popolare di baudiana memoria che incarna il vissuto italico e colpisce la fantasia e il desiderio di chi vive in tutta Italia e “sogna” Sanremo. La sogna come città, come luogo e categoria dello spirito, semplice ed immediata, assolata e onusta di antiche glorie. Regioni come Piemonte, Lombardia, ma anche Lazio e Campania, vuoi per il clima, vuoi per musicofilia, sono legate alla dimensione turistica della città. La decisione della Regione Liguria di non partecipare come sponsor alla prossima edizione del Festival non sbigottisce più di tanto. Ci si può relativamente indignare. I tagli al bilancio regionale sono sicuramente importanti, data la crisi economica, le spese per la Sanità (a Genova, si suppone, visto che qui arrivano le briciole o i pannicelli come i soldi per le infrastrutture) e quant'altro. Però la prova che la Liguria occidentale sia sempre meno considerata Liguria dal capoluogo ci sono eccome: la Regione ha anche compiti di controllo e quindi controlla, pervicace, che i suoi oboli siano ben spesi, in settori, ad esempio, come la formazione professionale. La Regione controlla, ma sostiene sempre meno. Vorrei avere a disposizione il bilancio effettivo che si sta architettando in questo periodo e non fidarmi dei soli rumori di scena. Per vedere se tutti vengono trattati allo stesso modo. Per quanto riguarda il Festival di Sanremo, si vedrà, ma credo che non manchi certo qualche altra regione che farà pubblicità a sé stessa profittando della grande ribalta mediatica che ancora oggi rappresenta la kermesse canora. Oltretutto la Regione Liguria con il Festival faceva pubblicità al territorio regionale intero, ivi comprendendo, ad esempio, immagini di Genova o delle Cinque Terre. Degnissime. Per carità. Però se Sanremo è Sanremo, allora tanto varrebbe stare da soli e fare pubblicità alla nostra Provincia, ricchissima di elementi culturali ed ambientali di valore, del tutto sconosciuti ai più, anche se debole a livello infrastrutturale. Se si parla, ovviamente, di strade adatte al pubblico di massa, di livelli alberghieri da rinnovare e quant'altro. Se il messaggio non raggiunge la dimensione almeno nazionale, qui nel Ponente siamo tutti perdenti e quasi non vorremo che a Sanremo si vedano ripercorrere i temi della rivolta del 1753. In quel caso si sapeva con chi andare, con il Piemonte. Forse però non siamo la spiaggia del Piemonte, come citato in recenti pubblicità ? Di certo non siamo la spiaggia dei Genovesi. E questo forse ha un significato anche nel contesto delle decisioni regionali.

Tolleranza al preservativo: Vaticano, sì ma solo in certi casi

papa-benedetto-xviEditoriale. Forse un’apertura, è di ieri sera l’Ansa che comunica una forma di apertura da parte del Vaticano al tanto discusso preservativo. In alcuni “singoli casi'' il profilattico può essere ''giustificato''. Lo dice Benedetto XVI nel libro-intervista ''Luce del mondo'' . la sessualità, continua il Papa, sta vivendo un momento in cui viene considerata quasi una “droga somministrata da se” e non l’espressione dell’amore e di alti sentimenti, concentrarsi sul profilattico, dice, significa banalizzarla.  Secondo Ratzinger, ''vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta utilizza un profilattico e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità per sviluppare di nuovo la consapevolezza del fatto che non tutto e' permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole''. Tuttavia, aggiunge, ''questo non è il modo vero e proprio per vincere l'infezione dell'HIV. È veramente necessaria una umanizzazione della sessualità''. Quindi sì al preservativo, eccezionalmente se si tratta di salvare una vita. Elio Sgreccia, ex presidente dell'Accademia per la vita, in un’intervista all’Ansa per la presentazione del nuovo libro, sottolinea che bisogna accettare e rispettare l’eccezionalità del caso indicato da Benedetto XVI, ricordando però che l’eccezione, quella che il preservativo sia l’unico modo per salvare la vita dell’individuo, sia dimostrata. Sull’atteggiamento dei media riguardo questo delicato argomento, il Papa sostiene che era certo ci sarebbe stata una strumentalizzazione, atta a screditare la Chiesa solo perché “il male era dentro di Lei, ed in questo modo gli altri hanno potuto rivolgerlo contro ad essa”. Il libro-intervista “Luce del mondo” di Peter Seewald, giornalista tedesco con Benedetto XVI,  sarà presentato martedì prossimo, nella Sala Stampa vaticana.

Presentazione del volume Atti della giornata di studio Archeolgie ad Imperia: le riflessioni

teatro-romanoL'altra mattina ad  Imperia presso il ridotto del teatro Cavour del è stato presentato il volume relativo Atti della giornata di studio 'Archeologie a Imperia. (anni 2002-2007)', per i tipi di De Ferrari di Genova. La giornata di studio si era svolta nel 2008 e contro ogni aspettativa, in una feconda liaison tra realtà pubbliche e private, si è riusciti a pubblicare gli atti del Convegno in un tempo rapido ed in un modo molto efficace. Come ha sottolineato la prof.Maura Medri docdente di Metodologie delle Ricerche Archeologiche dell'Università di Roma Tre, già operativa a Genova per diversi anni, l'impegno del dott.Luigi Gambaro, funzionario archeologo della Soprintendenza che ha seguito tutti gli scavi e le indagini specifiche in relazione al testo, è stato davvero encomiabile. In primo luogo perché si è riusciti a riprodurre nel testo il rapporto verificatosi durante le attività archeologiche tra realtà pubbliche (Provincia di Imperia, Comune di Imperia, Ministero dei Beni Culturali) e private, con il Rotary Club, la Confidustria (edilizia) e persino il supermercato Simply che è sorto in un'area interessata da scavo. Gli scavi e le indagini vanno dalla dimensione delle vie d'acqua, che ha coinvolto tutta la Provincia con significativi esempi di messa in visione delle strutture rinvenute come nel caso del torrente San Francesco a San Remo, alle numerose realtà inedite nel territorio imperiese. In tal caso si va dagli scavi di ambito urbano come quello legato al sedime della vecchia chiesa di San Maurizio, seguito dall'Istituto Internazionale di Studi Liguri a quelli di ampio respiro nel circondario. Oltre a questo c'è tutto il lavoro di indagine archelogica preventiva in relazione ai futuri impegni edilizi per la città, in una condizione che dunque è anche capace di anticipare molto in merito a future soluzioni per le infrastrutture cittadine. Sono sicuramente eclatanti i tanti contributi relativi alla vicenda storica di Porto Maurizio, per la quale si individua quasi una dimensione di nascita nel tratto terminale dell'alveo del torrente Prino, con uno scavo che dall'età romana raggiunge il pieno Medioevo. Le analisi sono talmente approfondite che numerosi studiosi sono chiamati ad occuparsi ciascuno di specifici settori di analisi, consegnando fotografie diacroniche complete delle realtà analizzate. Si passa a considerare anche la zona del ponte di pietra sul Caramagna, oggetto di una indagine molto approfondita e ricca nel contesto medievale ed in rapporto alla viabilità interna antica del territorio portorino. Fra le altre dimensioni sono altresì importanti gli scavi di archeologia postmedievale: un concetto, prima che una pratica, in merito alla quale si comprende come sia possibile davvero andare oltre le barriere del comunemente conosciuto e considerato “archeologico” per spingersi fino al XX secolo, come nel caso dello scavo del grande frantoio di Argine Destro dell'Impero. Si tratta di concetti nuovi di approccio anche metodologico non solo allo scavo, ma anche alla filosofia di ricerca. Ne consegue una conoscenza sempre più intensa e completa del passato anche recente, ma non per questo meno nobile, della nostra identità. Sono stati presenti anche il sindaco di Imperia Paolo Strescino, l'Assessore alla Cultura della Provincia di Imperia Alberto Bellotti, il Direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, Arch. Maurizio Galletti, il Soprintendente per i Beni Archeologici della Liguria, dott. Filippo Maria Gambari. In particolare questi ultimi due erano reduci dalla firma di una importate convenzione in Provincia in relazione anche all'impegno di rilancio delle attività di ricerca e valorizzazione dell'area antica romana di Ventimiglia. Il dott.Gambari ha inoltre sottolineato con molta efficacia l'impegno del dott.Gambaro nel coordinamento di tanti autori nonché nell'applicazione alla ricerca. Ne esce una immagine di Imperia che è sempre più consapevole della sua storia. E lo sarà tanto più quanto si potrà non solo aprire il museo del mare (o, per chi attualmente ne è creatore e gestore, il museo navale), ma anche un non più eludibile museo di storia cittadina, di cultura e percorso di vita di una città che è sempre di più unita e non astratta creazione del Ventennio. E, soprattutto, orgogliosa della ricerca che sempre più le è dedicata, con un felice connubio di intenti pubblici e privati.

Carabinieri in Comune, tutti tacciono ma qualcosa sta accadendo

carabinieri-autoLa costante e a volte fastidiosa tranquillità del sindaco sembra sempre volere comunicare ai cittadini che va tutto bene. Ma non è sempre così. La perfezione non esiste, come lui vuol far credere. Nessuno è perfetto.

Chi fa politica deve fare i conti anche con la giustizia, con i controlli, con la magistratura e soprattutto con le critiche. E non si può sempre nascondere la testa sotto la sabbia. Quindi ogni tanto accettare la realtà non sarebbe un reato. Se le forze dell'ordine sono entrate a palazzo comunale avranno i loro motivi. Saranno verificati e poi riferiti.

Qualcosa di sicuro sta accadendo. Come gli avvisi di garanzia mai usciti ma ormai da tempo nell'aria.

 

E-tomb: aggiorna Facebook anche da morto!

computerÈ talmente tragico che non ho resistito e sono corsa a cercare tutte le informazioni!!
Si chiama E-tomb la nuova diabolica invenzione cinese (e chi altri?!)
dalla prima lettura sembra che "il defunto ha a disposizione la connessione wi per aggiornare il proprio profilo su Facebook, Twitter, bloggare le news!!! ed infatti la maggior parte degli articoli titola
E-tomb: aggiorna Facebook anche da morto!
Mi sembra troppo strano pure per i cinesi, pure per il mondo di facebook, pure per questo mondo, mi sono persa qualcosa?? C’è forse la possibilità di restare connessi anche dopo la dipartita? No chiaramente lo scopo è un altro ... (fiuu)
Ma forse è anche più tragico ... davanti alla lapide ci basterà accendere il cellulare, attivare la connessione e ... ecco che magicamente verranno scaricati sul nostro portatile tutte le notizie, foto, amici, note, applicazioni .. tutto quello che il caro estinto faceva sui vari social network!!! C’è di più, con un paio di clic possiamo aggiornare noi stessi lo stato del compianto!!! Mi vengono in mente battute squallide che eviterò volentieri a voi, ed a me stessa.
Ma che diamine stanno facendo? Sono convinti che non siamo più in grado di inginocchiarci davanti alla tomba di qualcuno e PIANGERE perché non lo rivedremo più? Forse abbiamo bisogno delle note di facebook per ricordarci dei suoi pensieri? Per ricordare la sua voce abbiamo bisogno dei video su Youtube? IO SONO VIVA OLTRE LA RETE! E SONO CONVINTA LO SIATE ANCHE TUTTI VOI! Adesso basta! Internet è una fonte praticamente inesauribile di informazioni e possibilità, non è il surrogato della vita! E sono sempre più fermamente convinta che chi non usa internet lo vede come un nemico, chi lo sa usare lo sfrutta ed invece chi ne abusa necessita di un sostegno psicologico MA DA PARTE DI UN ESSERE UMANO! Ci urlano attenti al lupo e poi lo sfamano! Spero che questo progetto non venga mai realizzato, se lo fosse spero che nessuno lo acquisterà … SPERO CHE QUEI DOLLARI CHE DOVREBBERO SERVIRE PER E-TOMB VENGANO IMPEGATI NELLA RICERCA MEDICA!
Sono indignata.
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