IL Clan Della Dimora - 03 - Castel Dracula
Scritto da Lisa Lambertini
|
24 Settembre 2011

Una fitta vegetazione bordeggia l'ampio sterrato. La carrozza si muove in sincronia con il trotto dei due neri destrieri. Sono in visita al castello del conte Vlad, vengo a recargli gli omaggi per un suo gesto gentile nei riguardi della dimora.
L'antico Vampiro mi riceve con garbo e curiosità. Il nostro breve colloquio riesce a distendere un poco il mio animo e mi accomiato da lui pensando di poterlo andare a trovare anche altre volte. Prima di rientrare in dimora, mi reco nelle stanze degli ospiti e mi faccio indicare da un valletto, quale siano gli appartamenti di Gwen. Ho appreso infatti, con mio sommo stupore, che presso quell'antico vampiro risiede una giovane antropologa e sono curiosa d'incontrarla.
Prima che il domenstico risponda, noto mio fratello di sangue, Simon Dark Shannon, uscire da una di quelle porte e nel vederlo gli sorrido con affetto, il suo viso è sempre gentile e le sue maniere oltremodo piacevoli. Capisco bene cosa lo attragga qui, io stessa sono ammirata da questa splendida ed erudita studiosa. in effetti sono qui io in visita, con la speranza di poterla incontrare.
Busso piano; sono passata proprio per ringraziarla. Gwen apre la porta della sua stanza sgranando gli occhi dalla sorpresa, mi sembra piacevolmente colpita, chiamandomi principessa si affretta ad inchinarsi e ad invitarmi ad entrare, indicandomi la sedia.Nell'invitarmi scioglie il vincolo che obbliga un vampiro e posso varcare la soglia; la ragazza si volta verso l'ingresso e prega la domestica che le è stata assegnata dal Conte, di portare un po' di nettare scuro. Questa ritorna poco dopo con un calice pieno, accompagnato da un bicchiere di succo di fragola.
Noto che il maneggiare sangue fresco non la turba, la sua presenza tra i vampiri deve essere molto consapevole, lo mesce e mi porge il bicchiere con grazia, poi mi si rivolge con dolcezza, dicendomi:
- Sono molto onorata della vostra visita.
Vi ho vista, stamattina, ad udienza dal Conte. Spesso vi assisto, in silenzio, ma non ho osato avvicinarvi. Immaginavo che foste qui per questioni diplomatiche che non mi riguardano. Sono davvero felice che siate qui a farmi visita. Interdetta da tanto onore, rimango in silenzio per qualche istante. Le sorrido timidamente provando a spiegarle:
- Cara Gwen; non sono una principessa...beh, a dire il vero io discendo da una famiglia di marchesi, i Lambertini.
tra i miei avi c'è una figura di cui sono sempre andata orgogliosa; anche se credo che ora lui non lo sarebbe di me-
Mi avete chiamato principessa per l'inevitabile equivoco, Wolf, ovvero il principe ripudiato Stephan e la Principessa Tepesh sono miei fratelli di sangue...ma anche Keilani è mia sorella....e questo non fa di noi principesse. Non voglio accusare il mio antenato di avermi spinta a cercare l'immortalità, sarei blasfema, ma io credo che le passioni passino attraverso il dna e io come voi sono sempre stata appassionata a questo argomento e alla letteratura -
Prima di prendere l'invitante calice dalle sue mani le porgo un dono, un libro che ho portato appositamente per lei. Con pudore le spiego il perché del mio dono:
-Magari non è importante, ma forse questo è il primo dei motivi che mi hanno portato ad essere ciò che sono ora.-
Il suo sorriso è splendido, come il suo profumo; ma Keilani mi aveva avvisato di questo particolare. Ammirata dalla sua espressione e dai modi, la osservo, trovandola una mortale dal grande carisma. La studiosa scorre interessata le pagine, che parlano della storia del mio antenato che fu l'unico papa del cattolicesimo ad indagare sulla reale esistenza dei vampiri, trovandoli infine solo folcloristici espedienti dei prelati disonesti per tener buone le masse di popolani. Sorrido nel rammentare la strana sorte che ho perseguito e confido alla studiosa.
- Gwen io credo anche, scusatemi l'ardire, che entrambe abbiamo avvicinato queste creature per la stessa ragione, solo che le nostre strade percorrono due direzioni parallele.
Mi rendo conto di aver parlato solo io e ridacchio posando il calice vuoto sul tavolino di mogano:
- perdonatemi ma quando comincio a parlare, non mi fermo più –
Gwen solleva lo sguardo dal libro e gentilmente commenta:
- Marchesa. avete colto bene l'equivoco. Patty è una Principessa, tutti i Vampiri che finora ho conosciuto sono Principi... e quindi... Vogliate perdonarmi! Io sono un plebea!
Poi ridendo aggiunge:
- No, va beh, ma una modesta borghese si! - poi tornando seria riflette sulle mie parole e dichiara:
- Il DNA dite? Oh, si, è possibile. Ma finora devo dire che mi ha sempre spinto la mia forte curiosità, e la passione per ciò che è Oscuro. E per questo motivo mi sono sempre messa nei guai! -
Senza domandarmelo, mesce altro nettare e me lo porge, domandandomi:
- In che senso, dite "parallele"?
Perché io ho sempre scelto di non aderire alla vita eterna?
Sentirmi chiamare con un titolo nobiliare, che non ho mai usato, benché appartenga di diritto alla mia famiglia umana mi spiazza e la prego:
-..no no..non chiamatemi marchesa! se lo gradite, solo Liz.-
beh, immagino che conosciate la mia storia, il perché sono diventata un vampiro. Vedete, Wolf mi trattava come una sorella anche quando ero mortale, proteggendomi dai suoi simili e permettendomi di restare al suo fianco. lui mi ha presentato le splendide Keilani e Patty Tepesh, facendo in modo che diventassi per loro preziosa. Passata l'ncredulità sulla reale esistenza degl'immortali bevitori, ho deciso di restare; pensavo che osservandoli e vivendo con loro, i miei scritti sarebbero migliorati. Poter vivere loro accanto, comprendendo le loro personalità, esigenze, facendomi raccontare le loro splendide storie è stato meraviglioso per me.
Sono stata vezzeggiata come una creatura unica e preziosa, senza che nessuno abbia mai attentato alla mia vita. -
Bevo l'ultima sorsata dal calice e seria ammetto:
- ma poi. non ho più potuto solamente pensare di perderli...e sapete...ho scelto di seguirli.
Ora racconto ciò che vivo e le emozioni che provo da vampiro, trovandole estreme, ma da che Keilani mi ha narrato di voi e della vostra storia, io vi ammiro profondamente, avete una volontà eccezionale. Un sorriso leggermente amaro schiude le sue labbra, mentre mi comunica il suo pensiero:
- Ho pagato a caro prezzo le mie scelte. Ma tornando indietro, non rifarei tutto quello che ho fatto. Alcune cose si, altre, no. Troppa gente ha sofferto per le mie scelte, io compresa. Comunque, indietro non si torna ed è inutile piangere sul latte versato.-
Scuote il capo, come a voler allontanare pensieri tristi e cambiando tono ed espressione mi domanda se Keilani mi ha parlato della sua idea. Ammetto che quella è la ragione primaria della mia visita. Sono felicissima in realtà di quello che Kei mi ha scritto, invitandomi ad incontrare gli onorevoli membri della fondazione. La mia mente vaga, tornando al ricordo di quando Kei mi raccontò della dolce Gwen e della sua determinazione nell'incontrare il vero Dracula.
Kei ridendo, ma con tanto amore per la studiosa, mi raccontò della corrispondenza che loro ebbero prima dell'arrivo della giovane in Transilvania e del biglietto che Gwen le fece recapitare, un biglietto in cui si presentava e parlava del suo interesse per la nostra storia. Keilani mi disse che la pensava una ragazzina impertinente.
Ma poi la sua stima crebbe, quando la giovane giunse a Bran Castle, Keilani rimaneva incantata per ore, Si recava nella residenza che il Conte le aveva generosamente offerto per la sua permanenza e la ascoltava suonare il pianoforte o la osservava non vista, mentre si documentava ed indagava Quando in una lettera che le fece recapitare al castello del Conte, Gwen le domandò:
- Sto cercando Dracula! Voi sapete per caso dove potrei trovarlo e se posso essere ricevuta da Lui?"-
La mia amata sorella, rispose alla missiva sconcertata e divertita, con poche laconiche parole:
- Lo riconoscerete di sicuro, quando e se Egli si mostrerà ai Vostri occhi, Mademoiselle"-
ma Kei è uno spirito curioso e si trovò a desiderare di poterla conoscere di persona. Così una notte andò da lei, palesandosi improvvisamente e chiamandola per nome.
- Marchesa?! ...Elizabeth?! -
Gwen richiama gentilmente la mia attenzione e io mi accorgo che stavo sognando a occhi aperti. La guardo con attenzione, ricordando come mia sorella me l'ha descritta; I capelli neri incorniciano il volto di porcellana e grandi occhi scuri erano si affacciano davvero sulla sua Anima, la pelle è naturalmente candida, con una lieve sfumatura rosea sulle gote levigate. Porto la mia attenzione sulla ragione della mia venuta; il gemellaggio tra la nostra dimora e la fondazione presso cui la dottoressa Coppard insegna, di cui il Conte è mecenate ed ironia, vi pratica anche il famoso professor Van Helsing. Gwen mi propone anche di portare le mie conoscenze e le mie esperienze di vampiro aggiungendo:
- Il Conte ne è molto contento, ed ho il suo placet e carta bianca per quanto riguarda la Fondazione. -
Mi manca il respiro per un momento e benché respirare non mi serva per sopravvivere, la mia espressione titubante viene notata dalla Studiosa, che mi guarda interrogativa. Mi devo spiegare e ci provo:
- Voi non sapete quanto la vostra idea mi piaccia, ma vi prego, non ridete di me.
devo confidarvi d'essere un poco in soggezione con il Conte.
Sapete, in dimora io sono avvantaggiata nel rapportarmi ad antichi vampiri dal mio status di sorella e ho la benevolenza di tutti, ma fuori dalle mura tendo a sentirmi un poco insicura, Keilani mi vuole aiutare a superare questo mio irrazionale atteggiamento, in fondo sono davvero una vampira, anche se spesso sono più interessata a una buona lettura che al sangue.-
Rifletto su quello che ho appena dichiarato e mi correggo sorridendo:
-Non esageriamo, al sangue no!-
Tornando al Conte, tendo a saltare di palo in frasca, scusatemi, sono onoratissima del suo appoggio ed è per questa ragione che oggi sono passata qui a ringraziarlo.-
La studiosa mortale ride e versandomi nuovamente del liquido rubino nel calice, mi descrive nel dettaglio la sua idea per il gemellaggio. Mi guarda in volto curiosa e commenta :
-Il Conte vi mette in soggezione? Ma no! Oh certo, fa questo effetto. Sapete... lui è... è davvero, davvero Dracula.-
Mi guarda improvvisamente seria, tornando ad essere la dottoressa Coppard:
- E come tale, ha tutte le caratteristiche del Vampiro. Ma fra queste, ha anche la lealtà. E' molto disponibile a qualsiasi tipo di iniziativa ed interazione, ed offre la sua amicizia e la sua benevolenza a tutti, così come la sua fiducia. Fino a che, questa non viene tradita, egli sarà il vostro più caro amico.Sentitevi libera di parlare con lui liberamente. Io-
Gwen cupa guarda il succo di frutta nel bicchiere che ha davanti a lei:
-Ho dei debiti di riconoscenza inesauribili verso il Conte Dracula.
Gli devo davvero tantissimo, più che a Van Helsing. Mi onora della sua stima ed amicizia, e la mia riconoscenza è enorme solo per questo. Siate serena, dunque, nell'interagire con lui, vedrete che mi darete ragione.-
Sorseggiando in silenzio il vermiglio nettare, rifletto su questa coraggiosa mortale, che loda a spada tratta un vampiro, ricordandomi quello che provo io per Wolf. Comprendo che non può esserci equivoco, sento che per lei il conte è come per me Wolf, così commento dicendole:
- lo so, la lealtà per i vampiri è un dato fondamentale.
Si Keilani mi ha parlato del Conte, ma conoscete bene mia sorella, lei si diverte a raccontare le cose più truci, dichiarandone la meraviglia e per questo ha creato in me un poco di timore. Ma lo stima molto, nelle sue parole sento l'affetto che non è venuto mai a mancare, seppur ora che lo ha condiviso anche con la nostra famiglia. Anche Wolf ammira la lealtà e io mi considero leale, per questo e non per altro, tendo ad aspettare che sia lui a prendere le iniziative, inoltre il suo consiglio mi è sempre d'aiuto.Guardandola nuovamente in volto le racconto:
- Sapete cara, mio fratello aveva già per me considerazione e stima quando ero mortale, mi ha sempre vigilato e protetto, in ogni mia esplorazione ed esperienza, mi sprona a credere nelle mie capacità, quindi capisco cosa intendete per miglior amico.
lo sapete che noi vampiri siamo estremi in ogni sentimento?! le emozioni sono nutrimento, al pari del sangue...-
Sento la necessità di definire il mio sentimento e ci provo :
- Io credo che se Keilani è la sua anima, la principessa Tepesh è la sua passione e io sono il suo cuore, allora lui è l'essenza di ogni mia scelta. –
Poso il calice sul vassoio e le dichiaro la mia gratitudine per avermi invitata a dare il mio contributo in fondazione, la ringrazio a nome mio e della mia famiglia e la studiosa concorda con me:
- Wolf è interessantissimo, come personaggio. Non ci ho mai parlato finora, ma non vedo l'ora di approfondirne la conoscenza. Dovremmo organizzare un incontro! Mi rammarico non averci pensato prima, a contattarvi, a parlare con voi!-
Dichiaro alzandomi in piedi, pronta ad accomiatarmi:
- Beh, mia cara..non è mai troppo tardi!
Ora tolgo il disturbo, siete stata gentilissima con me, mi avete fatto sentire a mio agio e tornerò molto volentieri, se voi lo volete.
Keilani è tornata dal suo viaggio e la voglio andare a trovare alla sua residenza, inoltre appena rientro in dimora avviserò Wolf e potremmo trovarci per parlare del nostro gemellaggio.-
Nel nominarlo mi viene in mente il suo volto e le sue idee, così concludo l'argomento dicendole:
- si, Wolfmoon Highlander è interessantissimo, profondo e speciale, sono sicura che lo troverete un vampiro eccezionale.
Se verrete in dimora, sarete stupita anche dalla nostra principessa Tepesh -
Alzandosi per accompagnarmi alla porta, Gwen m'informa:
- Si, ho conosciuto la Principessa Patty e stata cordialissima, come voi del resto.-
Una domestica apre la porta con un inchino, la Dottoressa Coppard mi saluta stringendomi senza repulsione la gelida mano :
- Marchesa, Elizabeth... non so dirvi quanto sia onorata della vostra visita. Non vedo l'ora di parlare di nuovo con voi, e con Keilani e con gli altri.
Grazie ancora, davvero, della vostra presenza qui.-
Il calore della sua pelle mi solletica nella mia natura, ma è solo un attimo e come a volerla rassicurare le carezzo delicatamente il dorso della mano.La mia mente è già impegnata febbrilmente nel progettare i cambiamenti da apportare in biblioteca, per poter ospitare le lezioni della studiosa. La necessità impellente di rassicurarmi, mi fa domandare alla splendida creatura:
- Gwen, vi posso abbracciarvi?!-
Vedo che la mortale resta per un secondo perplessa. Io sono una vampira e come ogni vampiro, sono circondata da una naturale aura seduttiva che fino a quel momento non era stata da lei recepita. Chiedendole di poterla abbracciare però, la mortale ha la tentazione di porgermi il collo. Ma è un istante. Si riscuote e mi sorride, indecisa per alcuni istanti, combattuta, poi allarga le braccia; l'abbraccio immediatamente, avvertendo contro il mio petto il pulsante cuore della dolce Gwen. Anche il suo calore mortale è seduttivo e per questa ragione mi ritraggo dall'abbraccio. Ora rasserenata dal mio controllo e dalla sua fiducia la saluto:
-Grazie mia cara Gwen, grazie del vostro calore e del vostro essere.- poi aggiungo, incapace di trattenermi:
-Nessuno mi chiama con il titolo dei miei antenati, avete intenzione di chiamarmi sempre marchesa?! avvisatemi, altrimenti potrei non rispondervi, ora vi saluto davvero, il tempo per noi ha due valenze diverse, io potrei parlarvi eternamente, ma voi avete tanto da fare e il tempo è prezioso per una brava studiosa come voi.-
Con un ultimo cenno, ricambiato dal suo splendido sorriso, varco la soglia. Un valletto mi accompagna alla carrozza, una volta salita il mio sguardo viene attratto dalle finestre illuminate delle stanze di quella splendida creatura. La carrozza si muove, riconducendomi in dimora ed io ripenso a tutto quello che ci siamo dette. Non posso che essere emozionata all'idea di condividere qualcosa con lei.