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Cinema Ariston Roof
Via Matteott, 212 - San Remo. Telefono: +39 0184 506 060
WANTED - SCEGLI IL TUO DESTINO
Un film di Timur Bekmambetov.
Con Angelina Jolie, James McAvoy, Morgan Freeman, Thomas Kretschmann, Terence Stamp, Chris Pratt, Lorna Scott, Common.
Genere Azione
- USA,
2008. Durata 110 minuti circa.
 Un fantafilm "ricercato" e vertiginoso, che solleva un problema di sproporzione tra il fumetto e il suo adattamento La trasformazione di un uomo comune in un ardito giustiziere, l'eroe di una nuova generazione: Wesley Gibson. di Marzia Gandolfi
Consigliato: Sì *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Prima di diventare il gioiello della Confraternita, un gruppo armato di giustizieri agli ordini del Fato, Weasley Gibson era un impiegato anonimo e ipocondriaco, vessato da una dirigente "abbondantemente" insopportabile e tradito dal migliore amico con la fidanzata petulante. Abbordato alla cassa di un drugstore da una donna killer tutta tatuaggi e pistole, Wes scopre che i suoi attacchi di panico nascondono poteri ultrasensoriali e capacità fisiche sbalorditive. Allenato dalla Confraternita a pugni in faccia e fendenti affilati, viene iniziato all'arte della vendetta "giusta": uccidere i "cattivi", nominati da un arcano telaio. La sua missione sarà quella di eliminare il superkiller che ha ucciso il padre mai conosciuto. Ma l'antica organizzazione di superassassini, che da secoli protegge l'umanità, annientando il Male e facendo il Bene, nasconde un segreto. Spetterà a Wes svelarlo, imparando a controllare il proprio destino.
Nel Wanted di Timur Bekmambetov, un telaio misterioso sostituisce le capacità divinatorie dei precog di Spielberg, capaci di pre-vedere un omicidio, producendo il nome della vittima e del suo assassino (Minority Report). Se i precog non hanno relazioni con il mondo, eccezione fatta per le allucinazioni che la loro mente proietta all'esterno, i giustizieri in action, nati dalla penna di Mark Millar e dai disegni di Jeffrey G. Jones, sono "eroi" conservatori che sorvegliano e puniscono con la morte i nominati dalle trame del Fato, azzerando in questo modo il numero dei delitti e garantendo i delicati equilibri del mondo. Sperimentando le innovazioni tecnologiche legate al cinema, il regista kazako dei guardiani night and day, irrompe a Hollywood e costruisce un film sul controllo della verità e sulla sua trasformazione in regime, sulla perdita della privacy e della libertà a vantaggio di una sicurezza che implica l'annullamento dell'individuo (se pure criminale). Nonostante l'intensità del look e il ritmo vertiginoso delle riprese, nonostante i prodigiosi istanti congelati, che isolano e sospendono gli scontri fisici tra i personaggi, il "ricercato" fantafilm di Bekmambetov, non colpisce la fantasia dello spettatore e solleva un problema di sproporzione tra il fumetto e il suo adattamento. Perchè Wanted si vuole basato sulla graphic novel di Millar e Jones ma ne prende al contrario le distanze? Che cosa è diventata l'opera originale in quella che ne deriva? Svestiti i costumi da supereroi, la confraternita disciplinaria di Bekmambetov pratica il precrimine e legittima l'uso della violenza, colpendo obiettivi colpevoli e malvagi. Diversamente, nelle tavole di Jones, gli assassini coi superpoteri sono una lobby sanguinaria che, sterminati gli impavidi supereroi in calzamaglia, uccide arbitrariamente e "creativamente". Niente telai del destino per mettersi a posto la coscienza e tollerare meglio l'omicidio sistematico. Wanted non è l'adattamento del romanzo grafico di Millar e Jones, non è nemmeno la sua traduzione visiva (come fu per il Sin City di Rodriguez/Miller), è indiscutibilmente un nuovo oggetto estetico che non reca in sé nulla (o quasi) del referente. Un prodotto che non richiede la conoscenza dell?opera di partenza come condizione necessaria per la comprensione di quella di arrivo. Un film prossimo a Minority Report (nella radicale visione politica dei contenuti) e a Matrix (nella fluida messa in scena dell'azione fantastica), che porta a galla il "rapporto di minoranza" (la voce dissonante del sistema) e sottrae la verità all'univocità della maggioranza. Sarà il dubbio di Wes e Fox, contro l'accettazione cieca del gruppo, a contemplare finalmente l'esistenza di un contrasto e a far collassare ideologia e metodo dei giustizieri "tessili". Scegliendo Angelina Jolie e James McAvoy, Bekmambetov sorvola (anche) sulle "facce rubate" (dal fumetto) di Halle Berry (Fox) e di Eminem (Wes Gibson), che avrebbero potuto acquistare significati inediti, ricollocate nello spazio e nell?immaginario cinematografico.
Orari spettacoli: 16:00 - 18:00 - 20:00 - 22:30
(Leggi tutto...)L'INCREDIBILE HULK
Un film di Louis Leterrier.
Con Edward Norton, Liv Tyler, Tim Roth, Tim Blake Nelson, Ty Burrell, William Hurt.
Genere Azione
- USA,
2008. Durata 114 minuti circa.
 Hulk spacca! Leterrier, invece, non buca lo schermo Bruce Banner è alla continua ricerca di una soluzione per il suo immenso problema: Hulk. di Marianna Cappi
Consigliato: Nì *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Bruce Banner si è nascosto in una labirintica favela del Brasile, dove lavora in una fabbrica che imbottiglia bibite al guaranà e conta i giorni "senza crisi", allenandosi a mantenere basse le pulsazioni cardiache agendo sulla respirazione e sul rifiuto delle provocazioni. Sono più di cento giorni che vive così, reprimendo gli impulsi del corpo e gli slanci del cuore, che è rimasto negli Stati Uniti, accanto alla dottoressa Ross. Ma basta una goccia di sangue, perduta involontariamente, a innescare la fine o, per essere più precisi, un nuovo inizio. La macchina da guerra americana, guidata dal generale Ross, è immediatamente sulle sue tracce. Braccato, Bruce non può che cedere alla sua nemesi, strapparsi le vesti e trasformarsi nel gigante verde.
Nonostante un momento centrale che si concede al road movie e ad una contenuta (per forza di cose) romanticheria, L'Incredibile Hulk di Louis Leterrier non ritrova più, strada facendo, né l'intuizione narrativa né la velocità espressiva dei primi venti elettrizzanti minuti. A valle della pellicola scivola fatalmente il già visto: l'idillio tra la bella e la bestia che già fu di King Kong, la sfida con Godzilla - altrimenti detto Abominio -, l'ospite d'onore venuto a reclutare il pupazzone color pistacchio per la squadra dei Vendicatori, futura joint venture Marvel-Universal. Povero golia verde, non è tutta colpa sua: arriva per ultimo, quando le sue pupille s'illuminano le nostre sono già appesantite, e arriva nell'ottica della futura riunione (con Ironman, Thor, Ant-Man, Wasp e Capitan America), responsabile di una probabile omologazione a priori.
Edward "Bruce" Norton prende sulle spalle la croce della creatura data alla luce da Stan Lee e Jack Kirby nel 1962, esaltando, con il suo corpo leggero e la sua lucidità manifesta, l'inconciliabilità con il fisico e la mente di Hulk, e al contempo traghettando il personaggio da antieroe a supereroe, in un percorso anche simbolico di accettazione che invita a trasformare la rabbia che portiamo dentro in una risorsa contro la brutalità fine a se stessa.
Dopo il conflitto edipico tra padre (scienziato pazzo) e figlio (vittima dell'incauto esperimento del primo su di sé), inscenato da Ang Lee, è ora la volta di far scontrare Betty Ross e il generale, non meno pazzo nel suo sogno di un esercito di super soldati, non meno incauto nel super dotare un killer già troppo esaltato di suo. Ma, rispetto al passato, il film di Leterrier si presenta libero da ogni vincolo, né sequel né remake, semmai debitore della serie tv per quel che riguarda la linea guida, ovvero l'idea che Banner sia perennemente in fuga da se stesso e da una vita civile, alla disperata ricerca di una cura per liberarsi dal mostro che è in lui.
Serie a fumetti, tv seriale, cinema che si replica e "trasforma", a dimostrare la straordinaria ricchezza dell'universo delle strisce e la crescente difficoltà di stupire dell'aspirante blockbuster, teso a reperire uno spettacolo sempre più grande, più distruttivo e più colorato. Gli effetti speciali sono i raggi gamma che gonfiano le potenzialità del racconto filmico per farne degli atti di forza. Resistere (con Gondry) o saltare sul carro armato? L'Incredibile Hulk suggerisce la possibilità di controllare l'inarrestabile con l'intelligenza.
Orari spettacoli: 16:00 - 18:00 - 20:00 - 22:30
(Leggi tutto...)LA NOTTE NON ASPETTA
Un film di David Ayer.
Con Keanu Reeves, Forest Whitaker, Hugh Laurie, Chris Evans, Naomie Harris, Martha Higareda, Jay Mohr, John Corbett, Terry Crews, Amaury Nolasco.
Genere Azione
- USA,
2008. Durata 109 minuti circa.
 Buon thriller crudo e violento, che non brilla per originalità ma per l'ottimo cast e il ritmo mozzafiato Il detective Tom Ludlow, veterano del LAPD, è un eroe per la stampa e per la città, ma un problema per se stesso e per la sua squadra. L'assassinio di un suo ex collega lo mette nei guai. Dovrà tirarsene fuori da solo. di Marianna Cappi
Consigliato: Nì *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Il detective Tom Ludlow non si è ancora ripreso dalla morte della moglie e trova conforto nella bottiglia. Vive di notte, sulle strade di Los Angeles, armato e incapace di provar paura. È lui che garantisce la sicurezza dei cittadini, affrontando gli aspetti più ripugnanti della società e applicando una giustizia rapida e priva di compromessi, che ignora i protocolli e gli scrupoli morali. Ma poi un collega muore, il partner di una vita, ed emergono delle prove che lo vorrebbero coinvolto nella sua esecuzione. Ludlow si prepara così ad indagare su se stesso e sulla cultura poliziesca di cui è un esemplare di punta e un veterano.
Viene sempre un momento, nel poliziesco, in cui il distintivo dell'agente protagonista rischia di finire nel cestino o nel taschino del capo. È un turning point imprescindibile, che mette fretta alla scrittura e la surriscalda. Ne La notte non aspetta, tratto da una storia originale di James Ellroy, questo momento non arriva mai. L'agente Tom Ludlow può far di tutto, scannare chiunque gli si trovi a tiro, appropriarsi delle prove, mentire. I suoi colleghi e i suoi superiori lo copriranno, lo favoriranno, aggiungeranno falso su menzogna. Gli terranno persino lontano il capitano Biggs della commissione disciplinare, che lo tiene d'occhio in attesa di un passo incerto.
Crudo, violento, bagnato di sangue, questo thriller urbano non brilla per originalità ma per un ottimo cast e per un ritmo mozzafiato. Buon prodotto di genere, innesca una spirale respingente: non c'è personaggio che non sia violento, non c'è professionalità che il mito dei soldi e del potere, o semplicemente l'adrenalina scatenata dall'illusione del controllo, non abbiano corrotto. Ci sono solo delle sfumature e a queste si aggrappa il film, ponendo alcune domande provocatorie: chi protegge chi ci protegge? Di chi ci si può fidare? Come si estirpa l'erbaccia, se ricresce ogni volta più forte e più radicata? Il film risponde strutturandosi come una tragedia, con una scura tentazione giustificazionista e lo spiraglio di una redenzione che non fa che confermarla. Dopo una corsa a perdifiato sul limite, dove le figure della legge si confondono e si rispecchiano nelle figure avversarie, che eludono la legge o la calpestano, il duello finale tra Ludlow e il suo rivale ultimo è una clamorosa battuta d'arresto, da imputare ad un dialogo velleitario e mal riuscito.
Il regista del realismo estremo e navigatore satellitare umano di L.A. è David Ayer, che ripercorre i propri passi, strizzando l'occhio a Training Day e ancor di più a Harsh Times. Si cita addosso anche Hugh Laurie, alias Biggs: insolitamente fuori dalla cornice del Dr. House, fa comunque il suo primo ingresso in scena all'interno di un ospedale.
Keanu Reeves, bolso, emaciato, incattivito e ritrovato, è l'anima di un film senz'anima, la sua più convincente ragione d'esistenza.
Orari spettacoli: 16:00 - 18:00 - 20:00 - 22:30
(Leggi tutto...)CHIAMATA SENZA RISPOSTA
Un film di Eric Valette.
Con Edward Burns, Shannyn Sossamon, Ray Wise, Azura Skye, Ana Claudia Talancón, Johnny Lewis.
Genere Horror
- Giappone, USA, Germania,
2008. Durata 87 minuti circa.
 Ennesimo remake di un horror orientale, questa volta del già ben noto (Leggi tutto...)LA LEGGENDA DI BEOWULF
Un film di Robert Zemeckis.
Con Ray Winstone, Anthony Hopkins, John Malkovich, Robin Wright Penn, Brendan Gleeson, Crispin Glover, Alison Lohman, Angelina Jolie, Costas Mandylor.
Genere Azione
- USA,
2007. Durata 114 minuti circa.
 L'antico poema della mitologia nordica affrontato in 3D con solenne epicità dal coraggioso Zemeckis Dal celebre poema germanico del VII secolo, Beowulf torna nelle sale cinematografiche di Andrea Chirichelli
Consigliato: Sì *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
C'è del marcio in Danimarca: è Grendel, creatura mostruosa che mette a ferro e fuoco la terra governata dal Re Hrothgar. In aiuto di questo ultimo arriva il più valoroso tra tutti gli eroi, il giovane ed apparentemente invincibile Beowulf che, dopo un lunga lotta, ha la meglio sul mostro. Le fatiche dell'eroe però, sono appena cominciate: la madre di Grendel, vuole vendicare il figlio morto e così pone Beowulf di fronte ad una scelta che avrà per lui e per il suo popolo conseguenze imprevedibili?
Cosa poteva venire fuori dall'incontro di alcune tra le menti più brillanti di Hollywood (Zemeckis, Gaiman, Avary), alle prese con la trasposizione cinematografica di uno dei personaggi più famosi della storia della mitologia nordica? Di certo un film fuori dall'ordinario e La leggenda di Beowulf, almeno sotto il profilo dell'innovazione, lo è. Si badi, non parliamo solo di innovazione tecnica, per quanto i risultati ottenuti siano strabilianti, ma anche di un nuovo modo di trattare il cinema di animazione, trasformando quest'ultimo in mezzo di intrattenimento per adulti, stavolta in termini assoluti e definitivi. Sangue, combattimenti cruenti, donne discinte, ammiccamenti sessuali, nudità: Walt Disney probabilmente si starà rivoltando nella tomba ma, a conti fatti, la scelta dei realizzatori e di Zemeckis, molto coraggioso, dobbiamo ammetterlo, alla fine paga. L'epicità della storia ed il suo incedere lento ma solenne, è il giusto tributo alla saga originale: lo script, pur presentando personaggi sostanzialmente bidimensionali e non particolarmente carismatici, offre numerosi spunti di riflessione e sottotesti che toccano il tema della religione, della caducità della vita, il conflitto tra bene e male, le tentazioni cui chi detiene il potere deve combattere, la menzogna che viene preferita alla verità, per il bene comune. Una sfida difficile che più o meno tutti i componenti del cast "semivirtuale" e dello staff realizzativo (Alan Silvestri in testa, ottima la sua colonna sonora) hanno vinto. Consiglio spassionato ai genitori di pargoli minorenni (almeno under 14): non portate i vostri figli al cinema, questo è sì un film di animazione, ma il concentrato di sesso e violenza presente potrebbe turbare gli animi meno avvezzi a questo tipo di sollecitazioni visive.
Orari spettacoli: 16:00 - 19:30 - 22:00
(Leggi tutto...)IDENTITÀ SOSPETTE
Un film di Simon Brand.
Con Jim Caviezel, Greg Kinnear, Bridget Moynahan, Joe Pantoliano, Barry Pepper, Jeremy Sisto, Peter Stormare.
Genere Drammatico
- USA,
2006. Durata 98 minuti circa.
 Cinque personaggi in cerca di colpevole in un film teso di tarantiniana memoria Cinque uomini riprendono conoscenza all'interno di un magazzino ma non ricordano nè come ci sono arrivati, né perché, nè quale sia la la propria identità. di Giancarlo Zappoli
Consigliato: No *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari
Una vecchia fabbrica abbandonata in una zona isolata. Cinque uomini si ritrovano lì dentro in condizioni diverse. C'è chi è legato mani e piedi, chi è appeso a una sbarra con le manette e penzola nel vuoto, c?è chi ha il naso rotto e chi è solo leggermente ferito. Un altro elemento (oltre al trovarsi rinchiusi senza possibilità di uscire) li accomuna: nessuno di loro ricorda più nulla né della propria identità né del perché si trovi in quel luogo. Progressivamente qualche particolare si fa largo nella memoria: si è trattato di un tentativo di sequestro. Ma quali tra loro sono le vittime e quali i sequestratori?
I film che hanno come spunto iniziale il mettere insieme degli sconosciuti (o che tali si ritengono) in uno spazio che li costringe a convivere e a creare alleanze e rivalità non sono pochi. Alla memoria vengono in mente immediatamente Saw, The Cube e (perché no anche se con altri sviluppi?) Lost. Lo script di Matthew Wynee dimostra che lo sceneggiatore ne è cosciente così come il film (che porta sullo schermo un cast di tutto rispetto) di Brand è scevro dei vezzi di ripresa che chi proviene come lui dalla pubblicità porta con sé.
Qui siamo lontani dalle aberrazioni di Saw e, semmai, la fonte di ispirazione sembrano essere più Le iene di tarantiniana memoria. La prima parte è in grado di costruire con abilità e con scavo psicologico la tensione che percorre la mente di ogni personaggio e quella dello spettatore perché qui, rispetto ai primi due film citati, il Male non è all'esterno ma si trova al fianco di ognuno di loro. Il problema sta semmai nell'aggiunta delle situazioni esterne (la polizia in azione) che finiscono con il far calare la tensione che sarebbe stata molto maggiore se si fosse rimasti all?interno della fabbrica avvalendosi solo dei frammenti di memoria di ognuno.
Orari spettacoli: 15:30 - 17:10 - 18:50 - 20:30 - 22:30
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