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Cinema Centrale


Via Matteotti, 107 - San Remo. Telefono: +39 0184 597 822

  • UN'ESTATE AL MARE
    Un film di Carlo Vanzina. Con Lino Banfi, Enrico Brignano, Ezio Greggio, Nancy Brilli, Anna Falchi, Massimo Ceccherini, Maurizio Micheli, Luigi Proietti, Alessandro Paci, Enzo Salvi, Biagio Izzo, Victoria Silvstedt, Alena Seredova, Marisa Jara, Riccardo Rossi, Paola Minaccioni.
    Genere Commedia - Italia, 2008. Durata 115 minuti circa.


    Commedia balneare che veicola un immaginario datato e slegato da qualsiasi realtà
    Sette episodi con al centro le vacanze, il mare e il sole.
    di Marzia Gandolfi


    Consigliato: No *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari

    A Peschici fa il suo ritorno trionfale Nicola, emigrato anni prima in Svezia per una triste questione di corna. Adesso è sposato con una bionda valchiria formosa, gestisce un ristorante a Stoccolma, è molto ricco e vuole prendersi la sua rivincita sui paesani che lo appellano "il cornuto". Peccato che Nicola sia solo il cameriere in pensione di una pizzeria e abbia dilapidato la sua buonuscita per "affittare" una moglie in un'agenzia di escort. A Forte dei Marmi un'irriducibile tifoso viola investe tempo e denaro nello stabilimento balneare dei vip per scoprire se Manzanas, il grande portiere nero del Real Madrid, firmerà il contratto con l'amata Fiorentina.
    Dentro l'ascensore dei Parioli e poi sulla Pontina, diretti a San Felice Circeo, Italo e Luciana consumano l'adulterio mentre i rispettivi coniugi, travolti da irrefrenabile passione, ricambiano allegramente. A Capri un antiquario etero si finge gay per vendere "meglio" mobili e quadri. Impegnato ad arredare la villa di un miliardario americano, finirà per approfittare delle grazie della moglie, rivelando la sua virilità. A Ostia Enzo, separato da una moglie apprensiva e petulante, trascorre una giornata al mare col figlio. Incapace di essere sincero, cerca come può di essere un buon padre, ma le bugie hanno sempre le gambe corte. Dentro una suite davanti al mare di Ischia provano a convivere l'asciutto ragionier Persichetti e la sua abbondante consorte: lui invaghito di una procace violinista e lei "invogliata" dai babà. Sul palcoscenico dell'anfiteatro di Porto Rotondo va in scena un attore teatrale e smemorato prestato al doppiaggio. "Sordo" ai suggerimenti del suggeritore, trasforma "la signora" di Dumas in una farsa grottesca.
    Negli ultimi trent'anni la costruzione dell'immagine collettiva nel nostro paese è stata massicciamente delegata alla TV, non soltanto alla fiction ma anche ai servizi giornalistici, ai reality e ai varietà. La situazione sembra perciò volgere verso un ridimensionamento del medium cinematografico come intrattenimento principale. Tuttavia il cinema dei Vanzina sembra resistere, reclamando autorevolezza come specchio del costume e rivendicando la riappropriazione del linguaggio della commedia all'italiana. Eppure il loro "esperimento" estivo veicola un immaginario datato, che non ha nulla da dire ai teenager e più nulla da dire alle vecchie generazioni, malinconici esclusi.
    I Vanzina, trasferendosi in luoghi vacanzieri e autoctoni, replicano la comicità di grana grossa, le bellone statuarie, i dialetti, la tipicità regionale, le star straniere e gli uomini infoiati e sempre lontani da una genitalità adulta. Siamo alle solite. Sempre più a corto di idee e di energia vitale, la premiata ditta Vanzina sforna l'ennesimo prodotto commerciale, mascherato da baluardo della commedia all'italiana e puntualmente sabotato dall'approssimazione e dalla gratuità.
    Non basta nemmeno l'irrisione sovrana di Proietti a impedire che il senso del racconto coli a picco in un mare salmastro, si ha addirittura la sensazione che i suoi ammiccamenti, il suo istrionismo e l'eccellenza d'attore vogliano fornire un vaccino contro la miseria e l'imbarazzo di un film slegato da qualunque realtà. La presenza sproporzionata di Proietti (c'è un evidente scarto con il sistema (in)espressivo della pellicola) è sintomo evidente di insicurezza, di un cinema che non sa più dove andare a cercare la bellezza.
    Quasi certamente baciato dal sole e dal successo nelle sale, è consolante l'oblio a cui il film è destinato subito dopo essere stato consumato.

    Orari spettacoli: 16:00 - 18:00 - 20:00 - 22:30


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  • IMPY E IL MISTERO DELL'ISOLA MAGICA
    Un film di Holger Tappe, Reinhard Klooss.
    Genere Animazione - Germania, 2006. Durata 87 minuti circa.


    Un simpatico dinosauro in una storia allegramente ecologica
    Sull'isola di Tikiwu vivono tanti amici, divertenti e birichini. Un giorno sull'isola arriva un curioso uovo: i piccoli amici lo accudiscono affinché si schiuda.
    di Giancarlo Zappoli


    Consigliato: Sì *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari

    Il Professor Albert Siebenstein è uno zoologo che vive sull'isola vulcanica di HulaHula insieme al figlio adottivo Timmy e a un gruppo di simpatici animali che frequentano le sue lezioni di linguaggio. Ci sono il pinguino Ping che non sa pronunciare la 's', il varano Monty che trova piacevole comfort in una conchiglia tutta sua, il goffo pellicano Paki e il malinconico leone marino Solomon. Un giorno però, portato dalle onde e protetto dal ghiaccio, arriva un misterioso uovo: contiene Impy, un piccolo dinosauro. Si prende subito cura di lui la burbera maialina Piggy. Siebenstein però vuole comunicare al mondo la scoperta e mette in una bottiglia un messaggio che raggiungerà il destinatario sbagliato. Il Re Pompolonio, che aveva cacciato lo scienziato, ora parte con il suo elicottero, il fedele servitore Dimitri e ? un fucile da caccia grossa. Riuscirà Impy a salvarsi?
    Nell'area germanofona le avventure del piccolo dinosauro Impy sono, dalla fine degli anni Sessanta, un best seller dell'editoria per l'infanzia. Il loro autore, Max Kruse oggi ottantacinquenne, ritiene che il segreto del successo stia nel fatto che ognuno degli animali rappresenti dei tratti caratteristici della psicologia infantile spingendo quindi i piccoli all'identificazione. Ha perfettamente ragione.
    Il film, che esce in estate sperando di trovare uno spazio distributivo che in altri periodi dell'anno verrebbe immediatamente soffocato, merita la visione per la freschezza della narrazione che, come abbiamo già scritto a proposito di Kung Fu Panda, ha il pregio di rivolgersi direttamente ai più piccoli senza ammiccare al pubblico adulto.
    Questo non significa limitare l'ironia (ivi compresa una citazione di Louis Armstrong). Anzi, il personaggio che apre il film (una zanzara decisamente iperattiva) non ha nulla da invidiare allo Scrat dell'Era glaciale. Il messaggio in difesa delle specie viventi è espresso in modo lineare ed efficace e non mancano i sentimenti 'giusti' (la ruvida tenerezza materna di Piggy ad esempio) ben alternati a scene d'azione e a situazioni divertenti come il confronto con la 'seducente' pianta carnivora.

    Orari spettacoli: 16:00 - 17:30


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  • GOMORRA
    Un film di Matteo Garrone. Con Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra, Salvatore Abruzzese, Marco Macor, Ciro Petrone, Carmine Paternoster.
    Genere Drammatico - Italia, 2008. Durata 135 minuti circa.


    Crudo e angosciante, ripreso dal vero e musicato dalle grida e dagli spari di Scampia
    Ritratto della camorra e della criminalità contemporanea nella città di Napoli.
    di Marianna Cappi


    Consigliato: Assolutamente Sì *dalla media dei giudizi di pubblico, critica e dizionari

    Totò ha tredici anni, aiuta la madre a portare la spesa a domicilio nelle case del vicinato e sogna di affiancare i grandi, quelli che girano in macchina invece che in motorino, che indossano i giubbotti antiproiettile, che contano i soldi e i loro morti. Ma diventare grandi, a Scampia, significa farli i morti, scambiare l'adolescenza con una pistola. O magari, come accade a Marco e Ciro, trovare un arsenale, sparare cannonate che ti fanno sentire invincibile. Puoi mettere paura, ma c?è sempre chi ne ha meno di te. Impossibile fuggire, si sta da una parte o dall'altra, e può accadere che la guerra immischi anche Don Ciro (Imparato), una vita da tranquillo porta-soldi, perché gli ordini sono mutati, il clan s'è spezzato in due. Si può cambiare mestiere, passare come fa Pasquale dalla confezione di abiti d'alta moda in una fabbrica in nero a guidare i camion della camorra in giro per l'Italia, ma non si può uscire dal Sistema che tutto sa e tutto controlla. Quando Roberto si lamenta di un posto redditizio e sicuro nel campo dello smaltimento dei rifiuti tossici, Franco (Servillo), il suo datore di lavoro, lo ammonisce: non creda di essere migliore degli altri. Funziona così, non c?è niente da fare.
    Matteo Garrone porta sullo schermo Gomorra, libro-scandalo di Roberto Saviano che in Italia ha venduto oltre un milione di copie, aprendo il sipario sulla luce artificiale e ustionante di una lampada per camorristi vanitosi ed esaltati. Il sole non illumina più le province di Napoli e Caserta, impossibile rischiarare questa terra buia e straniera al punto che gli italiani hanno bisogno dei sottotitoli per decifrarla. Siamo in un altro paese: all'inferno. Che non si trova nel centro della terra, ma solo pochi metri giù dalla statale o sotto la coltivazione delle pesche che mangiamo tutti, nutrite di scorie letali, trasformate in bombe che seminano tumori con la compiacenza dei rispettabili industriali del nord.
    Nessun barlume di bellezza dentro questo buio fitto sotto il sole; forse la bellezza è nata qui, per caso o per errore, ma è volata lontano, addosso a Scarlett Johansson, col risultato che chi l'ha partorita è rimasto ancora più solo ed impotente.
    Il film di Garrone è crudo e angosciante, ripreso dal vero, musicato dal suono delle grida e degli spari di Scampia. Una volta si diceva "giusto", quando dire "bello" non aveva senso. Giustissimo, dunque.
    Del libro, il film sceglie alcuni fili, li intreccia, s'impone come uno sciroppo avvelenato, senza la possibilità di voltar pagina o sospendere la lettura. Del libro, soprattutto, sposa il punto di vista, da dentro, e tuttavia inevitabilmente fuori, in salvo. "Ma - scrive Saviano - osservare il buco, tenerlo davanti insomma, dà una sensazione strana. Una pesantezza ansiosa. Come avere la verità sullo stomaco". Gomorra, sullo stomaco, pesa come un macigno. Solo una ruspa potrebbe sollevarlo, per "sversarlo" altrove e chiudere in circolo vizioso, come il suono del film.

    Orari spettacoli: 20:00 - 22:30


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